Webcam

Udine: tasse evase per 850mila euro. Sequestrate 5 ville pre frode

Avevano evaso imposte per 850 mila euro, ma la Guardia di Finanza di Udine ha sequestrato agli autori della frode cinque immobili, recuperando cosi’ la somma evasa al fisco. L’operazione si e’ concentrata su una societa’ di capitali, operante nel settore della fabbricazione di strutture metalliche, i cui titolari, nel febbraio 2008, avevano trasferito fittiziamente la propria sede e costituito appositamente una nuova societa’, sostituitasi alla precedente ormai in ‘odore’ di fallimento.

SEQUESTRATA UNA VILLA DI LUSSO ED ALTRI IMMOBILI FRUTTO DI UNA MAXI EVASIONE FISCALE.

Nei giorni scorsi i finanzieri del Comando Provinciale di Udine , a conclusione di una complessa ed articolata indagine, hanno sequestrato 5 immobili, tra cui una villa di lusso, frutto di una maxi evasione fiscale.
Sotto la lente delle Fiamme Gialle è finita una società di capitali, operante nel settore della
fabbricazione di strutture metalliche, la quale – senza valide ragioni economiche – nel febbraio
2008 aveva trasferito fittiziamente la propria sede in un comune della pedemontana friulana.
L’attività d’indagine ha permesso ai finanzieri friulani di evidenziare che la società, al fine di
spogliarsi di ogni tipo di responsabilità (amministrativa, fiscale, penale e civile), aveva ceduto le
proprie quote ad un soggetto rivelatosi essere un mero prestanome, nullatenente, gravato da
numerosi precedenti penali ed irreperibile sul territorio nazionale.
I vecchi soci, prima di cedere le proprie quote al prestanome ed al fine di dare prosecuzione
alla propria attività imprenditoriale, avevano costituito appositamente una nuova società,
letteralmente sostituitasi alla precedente ormai in “odore” di fallimento.
La società cui hanno rivolto attenzione le Fiamme Gialle udinesi versava da anni in grave stato
di insolvenza verso l’Erario e gli enti previdenziali ed assistenziali e non aveva presentato le
dichiarazioni fiscali per il 2007 e 2008.
Dalle indagini svolte, coordinate dalla Procura della Repubblica di Tolmezzo, è risultato che,
tra gli stratagemmi utilizzati per impedire un’esatta ricostruzione delle operazioni economico-
commerciali poste in essere nel tempo, i vecchi soci ed il prestanome, in concorso tra loro,
avevano distrutto/occultato le scritture contabili della società. Sono, inoltre, emerse le prove
della fittizietà dell’operazione di cessione delle quote societarie nonché della volontà, da parte
della originaria compagine sociale, di sottrarsi al pagamento delle imposte e dei contributi
previdenziali ed assistenziali.
Nonostante il mancato rinvenimento delle scritture contabili, le Fiamme Gialle friulane , grazie
a perquisizioni, sequestri e controlli incrociati, sono riusciti a ricostruire, fattura dopo fattura,
l’ammontare dei ricavi conseguiti dalla società nel 2007 per un importo di quasi 1 milione di
euro, e determinare in oltre 850mila euro l’evasione delle imposte dovute (iva-irpef -ritenute
previdenziali) e non versate.
In sostanza, è stato scoperto un vero e proprio disegno criminoso mirato ad impedire
l’accertamento di quanto dovuto all’Erario. Tutti i responsabili sono stati denunciati alla Procura
della Repubblica di Tolmezzo per vari reati fiscali.
Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno garantito un recupero effettivo di quanto
illecitamente sottratto alle casse dello Stato; infatti, avvalendosi dell’importante novità introdotta
della Legge 26 dicembre 2007 n. 244 (Finanziaria per il 2008) che ha esteso la possibilità di
ricorrere all’applicazione dell’istituto ablativo della cd “confisca per equivalente”, l’Autorità
Giudiziaria ha emesso un decreto di sequestro preventivo sui beni immobili dei soci, per un
valore equivalente all’evasione dell’imposta acclarata.

facebook

Lascia un commento

450