Domini públic è un inedito gioco sulla vita durante il quale lo spettatore è molto più che un semplice testimone.
Il rapporto fra attori e spettatori, realtà e finzione, è prepotentemente al centro di questo spettacolo catalano che conclude, in pieno centro città a Udine, in Piazza Libertà, la stagione di Teatro Contatto n. 29.
Una voce da ascoltare in cuffia guida un centinaio di spettatori nello spazio a costruire una drammaturgia di azioni e reazioni, impartendo istruzioni, suggerimenti, domande precise, a volte ironiche, innocenti, altre più intime e importanti sul senso della vita. Attraverso micro comunità che si creano spontaneamente, il regista catalano Roger Bernat orchestra una bizzarra fiction su temi che sempre di più ci riguardano e di cui siamo protagonisti senza costrizioni e ruoli prefissati.

Per questo spettacolo, riservato a un pubblico di 140 spettatori, è vivamente consigliata la prenotazione (info:0432.506925).

Lo spettacolo
Roger Bernat – regista e autore catalano e fra le avanguardie teatrali più curiose e originali del suo Paese – riunisce un gruppo di persone – il pubblico – in una piazza udinese. Chi sono, dove abitano, qual è la relazione fra queste persone?
Le vedremo muoversi nello spazio ascoltando quanto gli viene detto da una voce in cuffia.
In poco tempo si divideranno in gruppi che si saranno formati spontaneamente sulla base di specifici modelli e comportamenti sociali.
Domini públic inizia come la riproduzione vivente di un gioco 3D e si conclude trasformandosi in una singolare fiction.

Lo spazio
Quasi tutto lo spettacolo si svolge in uno spazio pubblico all’aperto. La scena finale, con una proiezione, è realizzata invece in uno spazio chiuso.
Il pubblico con cuffie si potrà mescolare ai passanti senza interferire nella riuscita dello spettacolo.

Lingua
Domini públic è stato rappresentato in più Paesi europei e viene ogni volta adattato al contesto e alla lingua del posto. Fino ad ora è stato interpretato in spagnolo, catalano, inglese, croato, francese, italiano e fiammingo.

“Fare comunità, una conversazione con Roger Bernat”, da altre velocità.it

Chi partecipa a Domini públic si sente rivolgere domande in cuffia, anche molto personali, alle quali poi risponde davanti a tutti. “Sono cose a cui tutti abbiamo pensato una volta o l’altra – dice Roger Bernat, il regista catalano dello spettacolo – ad esempio se vogliamo dei figli o no, ma è il condividere la tua opinione di fronte a una comunità che è divertente. Qualche volta non vuoi assolutamente esporti, altre invece sì, e con forza. E questo è molto significativo. (…) L’uso dello spazio pubblico per me è connesso al teatro, perché è quello il vero luogo dello spazio pubblico. Il teatro dovrebbe essere il luogo dove tutti andiamo per confrontarci e vedere cosa vogliamo fare per la città”.
Nel teatro di Bernat è centrale l’aspetto di gioco, ma quando il gioco si sovrappone completamente al teatro, come in Domini Públic, non è più possibile essere spettatori, solo partecipanti. Chi è allora lo spettatore? “Penso ci sia questo di importante nel teatro: il fare qualcosa con gli altri (…) è una dimensione che oggiAggiungi un appuntamento per oggi non viviamo più e sento che è estremamente necessaria. Il teatro ha questa opportunità, dovremmo sfruttarla, perché il romanzo e il cinema lo hanno liberato dal compito di raccontare una storia. Di conseguenza nel teatro siamo liberi di darci a un altro gioco più politicamente coinvolgente”.

Roger Bernat ha studiato regia e drammaturgia a Barcellona. Fra il 1997 e il 2001 fonda e dirige General Elèctrica, centro di creazione teatrale e danza.
E’ autore e regista delle pièce 10.000 kg (premio speciale della critica 96/97), Confort Domèstic (Premi de la Crítica al Text Dramàtic 97/98), Àlbum, Trilogia 70, Bones Intencions, el cicle Bona Gent, LALALALALA, Amnèsia de Fuga, Tot és perfecte o Rimuski.




Lascia un commento

472