Bearzi

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Human inside. Con questo tema, di grande attualità, si è aperta ieri sera in sala Ajace la settima edizione di Udine3D forum dedicata alle più recenti novità in tema di innovazione digitale e tecnologica. Inaugurata come da tradizione con un grande convegno, la kermesse terrà banco in città da oggi a domenica, con oltre 60 tra incontri, workshop e masterclass dedicati agli addetti ai lavori, ma anche ai semplici curiosi e ai più piccoli, per i quali l’organizzazione ha pensato ben 20 laboratori, tra robotica e videogames.

“Riuscite a immaginare la nostra città senza artigiani?”, ha esordito provocatorio il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti, guardando con occhio speranzoso, ma non scevro da preoccupazioni al futuro che attende il mondo delle piccole e piccolissime imprese. L’innovazione passa dal digitale sì, ma con quali effetti sul lavoro artigiano che da sempre è sinonimo di manualità e unicità? “Dov’è nata l’innovazione?”, ha rilanciato Tilatti. “Nelle nostre botteghe e nelle industrie, non certo per decreto”, ha aggiunto il presidente convinto che la spinta innovativa, nata sul campo dall’inventiva e dal knowhow delle imprese, debba venire a patti con il lato umano, e per Tilatti insostituibile, del fare impresa. “La sfida vera – ha quindi aggiunto il leader di Confartigianato – è riuscire a coniugare quella spinta al futuro con il nostro passato. Il digitale con l’umano. Far sì che l’uno non affossi l’altro. E gestire i problemi che necessariamente si porranno lungo la strada. Perché qualche posto di lavoro salterà – ha concluso il leader degli artigiani -. Qualcosa perderemo e dovremo essere in grado di gestire, se ci sarà, il contraccolpo sociale. Come abbiamo fatto durante questi anni di crisi, divenendo campioni dell’economia nella resistenza”.
Campioni che ha salutato con il solito affetto il sindaco di Udine, Furio Honsell, tributando il proprio apprezzamento all’associazione. Sia Honsell che Tilatti hanno riportato l’innovazione alla sfera della solidarietà. Quale strumento per superare le disuguaglianze. Calzante a questo proposito è l’uso che dell’innovazione si propone di fare Watly, il progetto imprenditoriale presentato in sala Ajace, per rispondere alle principali emergenze dei Paesi in via di sviluppo. Per produrre acqua potabile, energia e vie di comunicazione. Ambiti che tornano continuamente anche in Udine3D forum. E nel fare impresa dei prossimi 5/10 anni che gli esperti d’innovazione in Intesa San Paolo – Marco Gratta e Antonella d’Este – hanno ricondotto anche alla circular economy, alle neuroscienze, a industria 4.0. Questo è il futuro. Udine3D forum lo racconterà fino a domenica.

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