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Udine:al Balducci il procuratore di L’Aquila Cardella – 26 nov 2015

imageDopo essere stata sede designata per legittima suspicione per il processo del disastro del Vajont, andato a sentenza nel dicembre del 1969, L’Aquila non è più tornata agli onori della cronaca giudiziaria fino al terremoto che ha infierito sul capoluogo dell’Abruzzo nel 2009. Da quel momento in poi, però, è tornata a essere al centro dell’attenzione generale perché il sisma è stato indiretta causa di molti processi collegati alla malavita organizzata, alla corruzione e alla concussione, alle tangenti, a lavori mal eseguiti, a problemi con la scienza e con le sue comunicazioni. Di tutto questo, ma anche di altro si parlerà con il Procuratore della Repubblica dell’Aquila che nella sua carriera ha avuto a che fare anche con le mafie, il terrorismo, la delinquenza politica. Fausto Cardella, che ha vissuto a lungo a Udine, torna in Friuli a parlare delle sue esperienze in difesa della giustizia, della legalità e dell’ambiente in tutta Italia.

Fausto Cardella ha iniziato la carriera in magistratura come sostituto procuratore a Marsala, dove si è occupato del sequestro dell’esattore Corleo (suocero di Nino Salvo); poi giudice al tribunale di Spoleto e di nuovo sostituto procuratore a Perugia. Procuratore della Repubblica a Tortona e da lì in Cassazione, di nuovo come giudicante, ha scritto la sentenza con la quale è stata confermata la condanna di Ciavardini, il terzo autore della strage di Bologna; poi a Terni come procuratore della Repubblica. Dal dicembre 2012 è procuratore della Repubblica di L’Aquila.
Applicato alla Direzione distrettuale Antimafia di Caltanissetta, nel novembre 1992, con Ilda Boccassini, ha partecipato alle indagini sulle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le loro scorte. In Umbria ha svolto le indagini sul sequestro di Augusto De Megni e sull’omicidio di Carmine Pecorelli.
Il 7 novembre 2015 gli è stato conferito il 20.mo Premio Nazionale Paolo Borsellino.

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