Udinese: Colantuono “Ero già stato vicino all’Udinese, prometto che lavoreremo sodo”

colantuonoSala stampa gremita per la presentazione di Stefano Colantuono, nuovo tecnico dell’Udinese per le prossime due stagioni.

Cosa significa lavorare per una società che valuta in base al curriculum e non sugli ultimi risultati? 

“Ringrazio la proprietà per la grandissima chance, reputo l’Udinese una società all’avanguardia. Anche l’Atalanta su tante cose si è ispirata all’Udinese. Quando sono andato via da Bergamo eravamo salvi, ci può stare che in un percorso così lungo ci sia un anno al di sotto delle aspettative. L’Atalanta ha sempre viaggiato su una media di 50 punti a campionato. Ringrazio la famiglia Percassi per  la possibilità di svincolarmi nonostante altri due anni di contratto.

Pierapolo Marino mi ha sempre raccontato di Udine come una società super organizzata. Nel nostro ambiente l’Udinese viene sempre presa come modello di organizzazione”.

In cosa si somigliano Atalanta e Udinese? 

“Sono due società che lottano per gli stessi obiettivi, anche se l’Udinese negli ultimi anni ha concorso per l’Europa. Sono provinciali importanti che hanno partecipato a tanti campionati di Serie A e che hanno due strutture societarie importanti.  La priorità sono sempre i 40 punti, poi è possibile pensare ad altro”.

Sente la responsabilità di un nuovo ciclo dopo la peggior Udinese degli ultimi anni? 

“Nella carriera di un allenatore ci sono momenti difficili e ci tengo a salutare mister Stramaccioni perché so quanto è duro il nostro lavoro. La mia responsabilità è quella di far rendere questa squadra al meglio. La promessa che voglio fare è quella che lavoreremo sodo e la voglia non mancherà mai. Poi nel calcio speso tutto si basa sugli episodi, ma se avremo voglia di lavorare alla lunga i risultati arriveranno. Sono convinto che potremo fare un buon campionato e gli obiettivi li valuteremo quotidianamente. Mi ritengo una persona con i piedi per terra, per cui non voglio fare proclami. Gli obiettivi vanno centrati, non enunciati. Cercheremo di esprimere un buon calcio e di accontentare i tifosi”.

Ha già avuto modo di parlare con Di Natale?

“Non ho ancora parlato con Totò, mi pongo di farlo sicuramente nei prossimi giorni. Di Natale l’anno scorso ha fatto 14 gol ed è un punto di riferimento per questa squadra. Non possiamo fare previsioni sul suo utilizzo. E’ chiaro che un ragazzo di 38 anni ha esigenze diverse rispetto a un giovane, io mi metterò a sua disposizione per cercare di fare le cose per bene. In questi anni Di Natale ha contribuito a far raggiungere grandissimi traguardi a questa società. Poi non so cosa ha deciso Totò per il suo futuro”.

Ha già degli obiettivi di mercato? 

“Stiamo valutando in questi giorni. Sarebbe irrispettoso parlare su chi ho intenzione di puntare e chi no. Ci sono delle dinamiche da valutare che ovviamente riguardano il mercato. La rosa dell’Udinese è un’ottima rosa, con un zoccolo duro che sarà l’anima di questa squadra. C’è poi anche un gruppo di giovani di grande valore in grado di integrarsi con questo zoccolo duro, ma è troppo presto per parlare di mercato”.

Come valuta la sua esperienza all’Atalanta e il suo ultimo anno?

“A Bergamo abbiamo fatto dei grandissimi campionati, lanciando tanti giovani e recuperando giocatori che sembravano persi. I giovani sono importantissimi, ma l’importante è che l’Udinese vinca: farlo con i giovani o meno giovani conta poco.  Mi sono lasciato molto bene con l’Atalanta, dopo tanti anni vissuti a certi ritmi c’è stata una presa di coscienza comune. Parlai con Marino e gli dissi che se avevano intenzione di dare uno scossone, da parte mia non avrebbero trovato opposizione. C’è grande affetto e gratitudine nei confronti della piazza e dei tifosi, rimarrà sempre nel mio cuore. Ora inizia una nuova avventura dove spero di riuscire a ripetere quello che ho fatto in nerazzurro”.

Che modulo utilizzerà?

“Per quanto riguarda il modulo non l’ho mai cambiato in base all’avversario. Noi dobbiamo trovare il vestito giusto a questa squadra, negli ultimi anni è stato il 3-5-2 o il 3-5-1-1. Credo che questo possa essere l’abito migliore, ma io non sono mai stato un integralista. Se la squadra preferisce fare una cosa diversa bisogna adattarsi alle caratteristiche dei giocatori. Ho già una mia idea, ma mi confronterò con il mio staff e con i calciatori per capire se è attuabile davvero. Oggi i calciatori sono abbastanza eclettici ma io credo poco ai numeri: difendere con meno di 8 giocatori dietro la linea di palla diventa difficile, così come attaccare senza almeno 4-5 giocatori nella metà campo avversaria. A Bergamo partivamo di base con un 4-4-1-1, ma ho spesso cambiato sistema di gioco.  Deve esserci grande sacrifico da parte dei calciatori, senza organizzazione è difficile fare bene”

Cosa non ripetere delle precedenti esperienze, al di fuori di Bergamo? 

“Sono stato esonerato dal Palermo quando ero sesto in classifica e venni richiamato dopo 13-14 partite per poi venire esonerato l’anno successivo dopo una sola giornata. Per quanto riguarda l’esperienza al Toro cambiammo completamente la squadra a Gennaio e perdemmo la finale playoff. Per cui non penso sia stata un’annata brutta. E’ vero che ci fu l’esonero ma bisogna comunque valutare come arriva”.

Dall’esterno che idea si è fatto dell’Udinese?

“Non mi permetterò mai di parlare della squadra dello scorso anno perché sarebbe irrispettoso nei confronti di Stramaccioni. Mi sono fatto una certa idea che spero sia giusta, ma ovviamente maghi non ce ne sono. Solo con il lavoro si verrà fuori da determinate situazioni. Cercherò di spingere su quei punti dove secondo me ci sono dei margini di miglioramento”.

Cosa pensa delle strutture presenti a Udine e dalla decisione della società di svolgere qui il ritiro?

“Sulla preparazione ho sposato subito l’idea di lavorare qui a Udine, dove le strutture sono migliori e si ha tutto sotto controllo. Anche all’Atalanta scelsi di fare un ritiro a mezz’ora da Bergamo. Lo stadio è veramente bellissimo, giocare in un cantiere a cielo aperto era surreale. Ora che la struttura è quasi completa le cose sono decisamente diverse”.

Qui a Udine c’è un grande settore giovanile. Com’è il suo rapporto con questo così importante di una società sportiva?  

“Io nella mia carriera ho sempre giocato amichevoli contro la Primavera. Io spesso ricorro all’aiuto della Primavera per gli allenamenti ed ho premiato dei ragazzi lanciandoli in prima squadra. A Bergamo c’è sempre stata una grande sinergia con il settore giovanile e qui sarà la stessa cosa”.

E’ vero che è stato vicino all’Udinese in passato?

“Anche in passato avevo sposato il progetto Udinese, era il 2007 poi per alcuni motivi non concretizzammo e andai a Palermo. Ho sempre saputo della stima del presidente, e quando quest’anno c’è stata questa occasione non ci ho pensato un attimo”.

Colantuono ha chiuso la sua conferenza stampa di presentazione con una dichiarazione spontanea sul caso Calcioscommesse: “Sono stato indagato su qualcosa nella quale sono totalmente estraneo. E’ una vicenda veramente assurda, lo sa il mio avvocato , lo sa la procura e anche la proprietà. Su tante pagine di verbale il mio nome non c’è mai, c’è solo una sigla alla quale potrei essere associato. La mia carriera l’ho sempre basata sulla correttezza e sulla lealtà. Sono convinto che verrà archiviata.  Non voglio nascondere nulla, affronterò anche questa sfida dalla quale uscirò bene. Non ho fatto nulla, è una cosa illogica. Ci tengo a dirla perché non voglio celare nulla. Il mio avvocato è assolutamente a disposizione di chiunque per eventuali dettagli”. 

523