Udinese: Di Natale in forse, Sanchez quasi out. A Napoli si fa dura

Edi natale sforzora parso meno sereno del solito Totò Di Natale nel suo intervento presso la libreria Feltrinelli dove aveva firmato autografi con un aria meno felice del solito. Poche ore dopo se ne è scoperto il motivo: Di Natale vola a Barcellona per un consulto sulla sua caviglia che gli aveva creato problemi contro la Roma. Sulla stessa lunghezza d’onda Alexis Sanchez che non sembra aver recuperato dall’infortunio muscolare che gà da 10 giorni gli impedisce di allenarsi. Ci si aspetta una Udinese del tutto in emergenza a Napoli anche se Mister Guidolin ha avuto di fatto una settimana per preparare diverse soluzioni tattiche. Squalificato Abdì che sarebbe potuto essere il 5° centrocampista in un 451, Badu si allena  a parte ancora fuori gioco sembrano i lungodegenti Ferronetti e Basta che avrebbero potuto occupare la casella di esterno destro basso.

Dopo due sconfitte cariche di delusioni l’Udinese è attesa al riscatto. Per redimersi, e continuare a coltivare ambizioni da Europa siglata Champions, la formazione friulana è chiamata a una prova fondamentale, nella cornice di uno stadio San Paolo vestito con l’abito delle grandi occasioni. I padroni di casa viaggiano infatti sull’onda di un giustificabile entusiasmo, dovuto alla speranza di potersi giocare la vittoria del campionato con il Milan, acerrimo rivale durante il periodo “de oro” partenopeo, gli anni di Diego Maradona. Dalle parti del Vesuvio non si respirava un’aria così piacevole dalla stagione 1991/92, quando a guidare i partenopei al quarto posto finale (che ai tempi qualificava per la Coppa Uefa) furono Careca, Gianfranco Zola e il futuro capitano della Francia campione del mondo Laurent Blanc. L’attesa è febbrile. Si calcola che i tifosi presenti sugli spalti dell’impianto di Fuorigrotta si aggireranno sulle 60.000 unità, con l’esclusione dei residenti in Friuli, secondo le disposizioni legate alla sicurezza emesse dal Ministero dell’Interno. Pare che a voler spingere gli idoli locali ci si metta di mezzo anche l’ultraterreno. Il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo della città, in base a quanto riportato da diversi organi di stampa ha sostenuto che “con l’aiuto di Dio, ma anche di Cavani, Hamsik e Lavezzi, arriveremo fino alla vittoria dello scudetto”, offrendo contestualmente al sudamericano di guidare la prossima processione del giovedì santo.

IL PUNTO DI FORZA: Oltre alle naturali qualità dei singoli interpreti, la caratteristica che appare con maggiore evidenza è la continuità con la quale Walter Mazzarri ha schierato l’undici di base. Contraddicendo i dettami del calcio attuale, il tecnico livornese ha concentrato le sue attenzioni su un numero ristretto di giocatori, cercando di proporre la stessa formazione ogni volta che è stato possibile. La squadra ha così maturato un’identità solida, ben definita e concreta.

LO SCHIERAMENTO: Gli azzurri difendono a tre, secondo quello che può ormai essere considerato un marchio di fabbrica del loro allenatore. Nella parte nevralgica del campo agiscono due laterali adatti ai cambi di fronte repentini e una coppia di mediani tignosi, particolarmente abili a interrompere le trame avversarie. In avanti i due trequartisti giocano in appoggio alla prima punta. Con tutta probabilità saranno confermati titolari i vincitori della partita di Bologna, con l’eccezione del ritorno di Cavani al posto di Peppe Mascara.
De Sanctis; Campagnaro-Cannavaro-Ruiz; Maggio-Yebda-Pazienza-Dossena; Hamsik-Lavezzi; Cavani.

LA CHIAVE TATTICA: Il destino dell’incontro appare legato a quello che accadrà sulle corsie esterne, dove entrambe le formazioni possono vantare elementi di sostanza e qualità, abituati a giocare molti palloni durante i novanta minuti. Da una parte Christian Maggio, ormai titolare anche nella selezione italiana, sarà un cliente piuttosto scomodo per Pablo Armero. Dall’altro lato incroceranno le scarpe bullonate Mauricio Isla e la vecchia conoscenza Andrea Dossena, tornato a essere decisivo come quando vestiva i colori bianconeri.

IL CRACK: Naturalmente Edinson Cavani. Mai come quest’anno El Matador è stato così prolifico nella sua carriera, iniziata con il Danubio di Montevideo e proseguita, prima di arrivare in Campania, con i rosanero del Palermo, dove venne allenato anche da Francesco Guidolin. L’uruguayano è dotato di piedi delicati, di sufficiente garra charrúa (la leggendaria grinta di chi nasce alla sinistra del Rio de la Plata) e di un’impressionante velocità in progressione. In quest’annata ha già realizzato trentadue reti ufficiali tra campionato e coppe ed è in lizza con Antonio Di Natale per il trono dei bomber della serie A. Un motivo in più per non perdersi la sfida di domenica sera.

Nicola Angeli

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