Udinese e Triestina scambio di sciarpe: Damele, “divisioni anacronistiche”

L’adesione dell’Associazione Udinese Club e del Centro Coordinamento Triestina club all’iniziativa proposta da Friul Tomorrow sullo scambio di sciarpe tra i vertici dei tifosi di Udinese e Triestina ha provocato delle reazioni positive, ma anche qualche mal di pancia in una minoranza di tifosi. Mi permetto chiedere ospitalità per specificare le motivazioni della nostra iniziativa, che vuol essere un primo passo, ringraziando molto l’Udinese calcio, che ha anch’essa aderito con entusiasmo all’evento.

Dopo le positive esperienze dell’arbitraggio del triestino Piero Giacomelli in Udinese Bologna al Friuli, la trasferta a Trieste per Cagliari – Udinese e il recente vittorioso preliminare Uefa della squadra friulana al Rocco abbiamo pensato che prima del “play off” di andata “Udinese – Slovan” si potesse favorire lo scambio delle sciarpe tra il presidente dell’associazione Udinese club, Edy Morandini, e quello del Centro coordinamento Triestina club, Sergio Marassi (tifosi coraggiosi, sensibili e leali), presente una personalità che ha segnato la storia sia dell’Udinese sia della Triestina: Massimo Giacomini che ha aderito con entusiasmo all’evento al quale ultimo è giunto anche un messaggio di plauso da Attilio Tesser (anch’egli ex-Udinese ed ex-Triestina). Abbiamo inteso anche ricordare così Romano Collovati, recentemente scomparso, portiere di ambedue le squadre regionali e ringraziare Trieste, i suoi rappresentanti a ogni livello, i suoi tifosi, i cittadini per l’ospitalità resa.

Le partite di qualificazione alla Coppa Uefa che l’Udinese ha svolto al Rocco sono un’occasione unica di crescita della popolazione regionale del Friuli Venezia Giulia. Costituiscono, cioè, un’opportunità di favorire scambi di sentimenti tra friulani e giuliani per una sintesi di positività comune.

L’obiettivo è quello di favorire incontri all’insegna dell’etica evitando sensazionalismi come opportunamente indicato dall’ex-questore di Udine e attuale di Trieste, dottor Giuseppe Padulano. Si può ripartire dallo stadio triestino che ha ospitato l’Udinese per superare, nella società, una volta per tutte, anacronistiche divisioni regionali e sterili contrapposizioni tra Trieste e Udine superando l’alimentazione di vecchie faziosità, inutili e aberranti. In questo è indubbio che i media svolgono un’azione determinante in quanto dovrebbero tendere a una nuova funzione che punti all’elevazione culturale o quantomeno al buonsenso.

In futuro si pensi, quindi, solo a promuovere lo sport e la nostra economia regionale in totale armonia. Dopo le partite sarebbe bello organizzare delle feste coniugando i prodotti tipici locali enogastronomici giuliani e friulani nel rispetto reciproco, degli atleti e dei giudici di gara. Certo avremmo potuto anche solo chiedere di inneggiare al “no al razzismo” in senso generale abbinando le due tifoserie in proposito, ma non è ipocrita chiedere (giustamente) di farla finita con i cori contro i giocatori di colore e non favorire un incontro tra corregionali chiudendo gli occhi su divisioni illogiche e fuori tempo?

La nostra proposta, meditata nel tempo, vuol essere di buon senso e punta a portare lo sport a dare messaggi, al di la delle rivalità, contro l’odio, la violenza (anche verbale, molto presente nei social network), la volgarità. I club sia dell’Udinese sia della Triestina aderiscono alla federazione sostenitori squadre di calcio. Occorre dar seguito con bei gesti alle dichiarazioni di principio. Un primo passo è stato fatto, a chi di dovere, adesso, il compito di costruire il futuro.

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