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Udinese: Guidolin, arrivo in volata sarebbe bello


“Sarebbe bello un arrivo in volata. Vorrebbe dire rimanere lì fino all’ultimo. Magari fosse così. Abbiamo avuto un campionato pieno di insidie e trabocchetti e abbiamo fatto un grandissimo girone di andata e un girone di ritorno non bello, ma abbiamo ancora la possibilità di fare dei punti e quindi proviamo a fare il meglio che possiamo. Delle altre non parlo, non sarebbe corretto”. Il tecnico bianconero Francesco Guidolin nella conferenza stampa della vigilia del match chiave con l’Inter rilancia la corsa della sua Udinese al terzo posto, consapevole che domani contro i nerazzurri di Stramaccioni servirà un’Udinese diversa da quella vista contro il Chievo. “Nello sport non sempre succede quello che vorresti. Noi, però, proviamo a cambiare marcia, siamo consapevoli che a Verona abbiamo avuto fortuna in un primo tempo brutto e che il Chievo meritava qualcosa in più per le occasioni. Siamo consapevoli che ci vuole ben altro per far bene con l’Inter, ne siamo consci perché l’abbiamo riconosciuto all’interno del nostro spogliatoio con molta serenità. Ci proviamo ma non è semplice. Abbiamo bisogno di di una partita perfetta, di non sbagliare niente e di andar forte. La benzina la squadra ce l’ha, perché secondo me dal punto di vista della forza e dell’aspetto fisico ha ancora risorse. L’Inter è una squadra di campioni, capaci di fare qualsiasi risultato su qualsiasi campo”. Ma l’Udinese sta bene. “Nella sua storia l’Udinese non ha mai lottato per due anni di fila per la Champions League, forse solo quattordici anni fa quando con Zaccheroni arrivò terza. A inizio anno eravamo la squadra a cui tutti hanno detto che rischiava perché nell’ultimo periodo chi fa i preliminari di Champions poi retrocede. Noi siamo in lotta da due anni di fila e le energie nervose le dobbiamo avere, però non credo che sarà per quello che perderemo o vinceremo, sarà sempre la qualità delle squadre, delle contendenti, che farà la differenza in questo finale di stagione”. “Per me pensare che siamo lì – conclude – è motivo di grande orgoglio, di grande motivazione e di grande entusiasmo. Non so se arriveremo a centrare nuovamente l’Europa, ma è un dato di fatto che, a venti giorni dalla fine della battaglia, siamo ancora lì”.

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