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Udinese-Inter: Guidolin, “stiamo modellando il 3-5-1-1. Floro? Ho 22 convocati, ci penserò”

A cinque giornate dal termine del campionato i giochi sono ancora aperti e l’Udinese può continuare a inseguire il sogno Europa. Alla vigilia dell’importante sfida casalinga contro l’Inter, il tecnico Francesco Guidolin ha parlato in conferenza stampa delle difficoltà del match e della condizione fisica dei suoi ragazzi.

Mister, dopo la partita con il Chievo ha ringraziato i giocatori per come si sono comportati. Con l’Inter serve qualcosa di diverso?
“Nibali avrebbe vinto la Liegi-Bastogne-Liegi se avesse avuto anche l’ultimo cambio di marcia, ma nello sport non sempre succede quello che vorresti. Noi, però, proviamo a cambiare marcia, siamo consapevoli che a Verona abbiamo avuto fortuna in un primo tempo brutto e che il Chievo meritava qualcosa in più per le occasioni. Siamo consapevoli che ci vuole ben altro per far bene con l’Inter, ne siamo consci perché l’abbiamo riconosciuto all’interno del nostro spogliatoio con molta serenità. Ci proviamo ma non è semplice. Se Nibali avesse avuto ancora un po’ di benzina avrebbe portato a casa una vittoria straordinaria. È un semplice confronto su una cosa che ho visto domenica e che mi ha entusiasmato, ma nella vita e nello sport ci sono anche gli avversari. Abbiamo bisogno di un cambio di marcia, di una partita perfetta, di salute. Abbiamo bisogno di non sbagliare niente e di andar forte. La benzina la squadra ce l’ha, perché secondo me dal punto di vista della forza e dell’aspetto fisico ha ancora risorse”.

Contro l’Inter basterà avere maggior determinazione?
“Quella è fondamentale, così come l’attenzione, la concentrazione e la voglia di fare un’impresa, perché pensare di battere le grandi squadre è un’impresa. Poi ci sarà la gara, il campo, la giocata di un campione, chi lo può dire. Certo che la determinazione è importante, così come la motivazione e la tensione agonistica”.

Come vede la squadra sotto l’aspetto delle energie nervose?
“Bene, noi dobbiamo ricordare sempre che l’Udinese nella sua storia non ha mai lottato per due anni di fila per la Champions League, forse quattordici anni fa quando con Zaccheroni arrivò terza. È la seconda volta nella storia dell’Udinese, questo ci deve inorgoglire e dare forza. A inizio anno eravamo la squadra a cui tutti hanno detto che rischiava perché nell’ultimo periodo chi fa i preliminari di Champions poi retrocede. Sampdoria e Chievo sono squadre che somigliano all’Udinese per forza e dimensione. Noi siamo in lotta da due anni di fila e le energie nervose le dobbiamo avere, però non credo che sarà per quello che perderemo o vinceremo, sarà sempre la qualità delle squadre, delle contendenti, che farà la differenza in questo finale di stagione.
Per me pensare che da due anni la nostra squadra è lì è motivo di grande orgoglio, di grande motivazione e di grande entusiasmo. Non so per voi ma per me è così. Non so se arriveremo a centrare nuovamente l’Europa, ma è un dato di fatto che, a venti giorni dalla fine della battaglia, siamo ancora lì”.

A livello tattico è mancata la spinta sulle fasce o altro?
“E’ da un po’ di tempo che cerchiamo di modellare il 3-5-1-1. Se avete osservato con un po’ di attenzione, Roma a parte, qualche volta svariamo con il 3-4-1-2, altre con il 3-5-2. Non siamo fermi dal punto di vista tattico perché alcune cose le abbiamo sotto gli occhi anche noi, anche se sono convinto che, per quanto riguarda i nostri esterni, è importante che non abbiano problemi di salute”.

I giocatori che hanno giocato di meno per problemi fisici sono quelli che posso dare di più in queste ultime cinque partite?
“Sicuramente sì, così come quelli che hanno giocato di meno. L’importante è stare bene fisicamente, a questo punto della stagione bisogna avere la fortuna di avere giocatori che stanno bene. L’importante è non avere guai muscolari”.

Domizzi è stato convocato, i problemi della scorsa settimana sono una parentesi chiusa?
“Sì, per me non ci sono scorie, non c’è niente. Il capitolo è chiuso”.

Dipendete un po’ troppo da Di Natale?
“Abbiamo bisogno della sua classe, qualità, inventiva, talento e capacità. A Verona, quando l’ho visto smarcarsi sul lancio finale, pensavo che ce l’avremmo fatta. Di solito non sbaglia, ma è un uomo anche lui. La settimana che abbiamo vissuto insieme l’ha vissuta anche lui e il peso di un campionato nelle gambe lo sente anche lui. Però, secondo me, Totò è uno di quelli che sta meglio”.

Come si spiega il rallentamento di tutte le squadre in lotta per il terzo posto? Si aspetta un arrivo in volata?
“Sarebbe bello un arrivo in volata, vorrebbe dire rimanere lì fino all’ultimo. Magari fosse così. Abbiamo avuto un campionato pieno di insidie e trabocchetti e abbiamo fatto un grandissimo girone di andata e un girone di ritorno non bello, ma abbiamo ancora la possibilità di fare dei punti e quindi proviamo a fare il meglio che possiamo. Delle altre non rispondo, non sarebbe corretto”.

Floro Flores domani può partire titolare?
“Vedrò, ho 22 convocati e come sempre ci penserò e cercherò di fare le scelte migliori”.

Cosa pensa di questa Inter?
“L’Inter è una squadra di campioni e quindi bisogna fare la gara perfetta, senza sbavature. I nerazzurri sono capaci di fare qualsiasi risultato su qualsiasi campo, quindi dovremo essere al top”.

 

testo a cura di udinese.it

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