Udinese – Parma: La scheda degli avversari

giovinco-2Dopo la sconfitta di Lecce e la fastidiosa replica casalinga con la Roma la formazione di Guidolin ha saputo reagire con forza nel momento più delicato dell’ultimo periodo, passando da vittima sacrificale del Napoli dei sogni a estensore della sentenza, probabilmente inappellabile, che ha aggiudicato al Milan la vittoria dello scudetto.  Trattasi ora di provare a recuperare quello che il tifoso friulano considera il maltolto, ovvero l’ambita posizione da Champions.  Per proseguire nella corsa il prossimo ostacolo da superare risponde al nome di Parma, con il quale sono numerosi i punti di contatto. L’estate scorsa friulani e ducali si scambiarono gli allenatori, quella precedente si trasferì da Udine in Emilia Pietro Leonardi, ora amministratore delegato della società emiliana. Fabrizio Larini, da quest’anno direttore sportivo del club dei Pozzo, a Parma deve i natali e i primi passi nel mondo dirigenziale, una volta terminata un’onesta carriera da centrocampista nelle serie minori. La stagione crociata non è di certo in linea con le aspettative iniziali, tradite da un rendimento incerto e altalenante di quei giocatori che avrebbero dovuto essere decisivi (non ultimo fra questi il capriccioso ex di turno Antonio Candreva).

IL PUNTO DI FORZA: Risulta difficoltoso trovare dei punti forti con quattordici sconfitte al passivo e quarantacinque gol subiti (di cui trenta fuori dalle mura del Tardini). Un elemento a favore potrebbe essere rappresentato dal recente avvicendamento in panchina, nell’immaginario collettivo foriero di nuove motivazioni per chi non ha reso in base alle proprie presunte potenzialità. Per Franco Colomba, sostituto di quello che fu il “nostro” Pasquale Marino, sarà la terza presenza dal debutto, dopo l’esordio traumatico (ma pronosticabile) dell’Olimpico laziale e la  vittoria contro l’Inter (ferita però in quel momento dalle delusioni europee e dalle lagnanze intestine).

LO SCHIERAMENTO: I parmigiani difendono a quattro, confermando quella che è stata l’impostazione del reparto arretrato fin dalla preparazione estiva, nonostante il cambio di guida tecnica. I dubbi sostanziali riguardano il centrocampo e l’attacco. Il tecnico grossetano, ma bolognese d’adozione, non rinuncerà di certo alla coppia formata da Dzemaili e Morrone, affiancati presumibilmente da Gobbi. Assieme a questi tre potrebbe agire Angelo sulla fascia destra o in alternativa al brasiliano, nel caso in cui la scelta si orienti sulla volontà di gestire di più il pallone, Candreva sulla trequarti. Davanti ci sarà la coppia di juventini in liquidazione formata da Amauri e Giovinco.
Mirante; Zaccardo-Paletta-Lucarelli-Modesto; Angelo(Candreva)-Dzemaili-Morrone-Gobbi; Giovinco-Amauri.

LA CHIAVE TATTICA: Chiunque sia passato al Friuli negli ultimi mesi, Roma (nonostante tutto) compresa, ha principalmente pensato a salvare la faccia e cautelarsi adeguatamente piuttosto che proporsi per impostare la partita. Non ci sono ragioni per le quali l’allenatore ospite disegni uno scenario contrario a quanto precedentemente sviluppato dai suoi colleghi. Il Parma si difenderà nel modo più ordinato possibile, cercando di ripartire quando si presenteranno le occasioni più ghiotte. Come al solito cambi di gioco repentini, aperture sulle corsie esterne e sfruttamento adeguato delle palle inattive saranno l’antidoto migliore per sopraffare gli ostruzionismi.

IL CRACK: La serenità ritrovata di un Amauri che ha passato la trentina e i colpi a intermittenza di Giovinco valgono comunque poco rispetto a quella che in questo  momento è la loro prima riserva, ma che negli ultimi quindici anni ha tolto il sonno a parecchi portieri in giro per il Vecchio Continente.  In un racconto del suo connazionale Osvaldo Soriano sarebbe stato di certo un centrofóbal, termine che nel sud delle Americhe identifica la prima punta, deputata al duro mestiere del gol. Arrivato in Italia poco più che ventenne Hernan Jorge Crespo ha saputo scrivere pagine decisive della recente storia del calcio tricolore, segnalandosi ovunque abbia giocato per generosità e fiuto della porta. L’Udinese è sempre stata una fra le sue vittime preferite, come può testimoniare anche la doppietta rifilata alle zebrette nel girone d’andata. Se Colomba gli evitasse la fatica di scendere in campo la difesa bianconera correrebbe sicuramente parecchi rischi in meno.

Nicola Angeli

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