Bearzi

Udinese: Pozzo, a gennaio non vendo nessuno

POZZOUdine, 11 ottobre 2011 – È arrabbiato Gianpaolo Pozzo. Arrabbiato per la solita, incontrollata, e priva di fondamento, ridda di voci di mercato che, regolarmente, ad ogni pausa di campionato coinvolge i pezzi pregiati della “sua” creatura. E l’azionista di riferimento dell’Udinese Calcio risponde in maniera chiara a questi pettegolezzi destabilizzanti chiudendo, di fatto, a qualsiasi possibile cessione “pesante” durante la sessione invernale del calciomercato.

“Francamente sono stufo di queste chiacchiere senza controllo – ha detto Gianpaolo Pozzo -, prive di senso, di alcun fondamento e che altro non fanno che creare problemi alla squadra e a tutto l’ambiente. L’ho detto e lo ripeto: noi a gennaio, come da tradizione, non soltanto non effettueremo alcun movimento di rilievo in uscita, ma non ci sarà nemmeno la possibilità di abbozzare eventuali trattative in vista del successivo mercato estivo. Le uniche operazioni, casomai, saranno in entrata visto che – come noto – avremo diversi giocatori impegnati in coppa d’Africa per oltre un mese. Le frasi e gli articoli che ho letto in questi giorni sono inaccettabili e destabilizzanti: disturbano non soltanto il sottoscritto, ma l’intero ambiente Udinese”.

Voci e chiacchiere “da bar” che danno fastidio, e non poco, soprattutto perché la stagione sportiva è appena iniziata. “I giocatori devono essere lasciati in pace – ha continuato Pozzo – e non continuamente distratti da mezze parole, abboccamenti e illusioni. Siamo all’inizio del campionato, ci aspetta una stagione dura e difficile tra Serie A, Coppa Italia ed Europa League e la squadra deve essere concentrata esclusivamente sul raggiungimento dell’obiettivo primario: la quota salvezza. Si, i 40 punti che per noi restano il primo traguardo da tagliare. Non vogliamo prendere in giro nessuno, né nasconderci dietro ad un dito, ma per la nostra realtà avere la certezza di confermarci in categoria il prima possibile è fondamentale. Soltanto una volta arrivati a “quota 40” potremo pensare a divertirci, nel caso puntare ad altri traguardi e lasciarci andare ad eventuali sperimentazioni. Non prima. Abbiamo tanti giocatori di talento, ma sono giovani, hanno bisogno di tempo per capire il calcio italiano e la nuova dimensione in cui sono calati e non si può addossare loro immediatamente tutta la responsabilità dei punti necessari per restare in Serie A”.

tratto da udinese.it

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