Udinese: presentato Pazienza “Qui mi sento a casa”

pazienza di nataleConferenza di presentazione per il neoarrivato bianconero Michele Pazienza, accolto come di consueto dal Presidente Franco Soldati e dal Direttore Sportivo Fabrizio Larini. Il saluto dei dirigenti è stato caloroso, per un rientro giunto proprio all’ultimo giorno della sessione invernale del calciomercato. Il numero uno bianconero ha evidenziato la bontà dell’acquisto: “Sono estremamente soddisfatto di ripresentare Michele Pazienza, dopo la prima volta nel 2003. E’ un graditissimo ritorno dopo la parentesi con noi in cui aveva fatto benissimo. E’ un supporto a centrocampo che ci era necessario, abbiamo trovato il giocatore che ci serviva di più e quindi siamo soddisfatti”.
Dello stesso avviso è ovviamente il DS Friulano: “Come sapete è un giocatore che abbiamo inseguito fin dall’inizio del mercato, nella prima parte abbiamo avuto risposte negative e abbiamo dovuto attendere, nel frattempo abbiamo acquistato Gelson Fernandes che ci sta dando una grande mano. A fine sessione siamo riusciti ad ottenerlo e abbiamo concesso al nostro allenatore opportunità ulteriori per la linea mediana, soprattutto adesso che ci sono diverse assenze per la Coppa d’ Africa e anche in vista della seconda parte dell’Europa League. Siamo molto contenti di questa operazione”.

La prima domanda per Pazienza, arrivato dalla Juventus, è dedicata proprio alla sua ex formazione: è possibile andarla a riprendere in vetta o bisogna guardarsi le spalle?

“Non so se si può andare a riprendere la Juve, credo che l’Udinese debba pensare domenica per domenica. Per puntare ai grandi obiettivi credo bisognerà aspettare marzo, per ora dobbiamo concentrarci su noi stessi”.

Altre squadre erano interessate a te. Hai voluto fortemente Udine?

“E’ stata una mia scelta, qui mi sento a casa. Sono stato nella società che mi ha dato per prima l’opportunità di giocare in Serie A. Era il mio desiderio e sono felice di esserci riuscito all’ultimo giorno di mercato. Ora sono concentrato solo sull’Udinese”.

Qual’è la tua collocazione in campo?

“Quella di ieri sera è la posizione in cui preferisco giocare io, anche con Spalletti ero stato schierato li”.

Ieri al tuo secondo debutto qui a Udine hai trovato subito il gol in una sfida molto complicata.

“La partita è stata dura, loro hanno studiato bene l’Udinese e trovato la chiave per metterci in difficoltà. Siamo stati bravi a non prendere gol e tenere il vantaggio fino alla fine”.

Udinese terza in classifica, è una sorpresa per te?

“Sono qui da due giorni ma conosco questa società da dieci anni, è come se fossi qui da tanto. L’Udinese non è più una sorpresa, ma una realtà consolidata, negli ultimi anni è sempre nei primi posti”.

Cosa è cambiato rispetto alla tua Udinese?

“Credo che ci sia la consapevolezza di potersi imporre in questo campionato con obiettivi più alti, una volta che si raggiunge ciò tutto viene più semplice”.

Qual’è stata la prima cosa che ti ha detto il mister?

“Mi ha dato il suo bentornato e mi ha chiesto come stavo fisicamente, quanti minuti avevo nelle gambe per la partita”.

Questa squadra ragiona da grande, c’è una grande realtà sotto

“Una volta che riesci ad ottenere risultati e diventare consapevole dei tuoi mezzi, il resto viene tutto più naturale. Quando sono arrivato a Udine era una delle prime volte che si affacciava ai primi posti della classifica, adesso è tutto diverso”.

Come hai ritrovato Di Natale? E come mai hai lasciato Torino?

“Totò l’ho lasciato forte e l’ho ritrovato un fuoriclasse. Credo sia molto più semplice fare l’allenatore che il giocatore. Il risultato in italia è ciò che conta: il giocatore deve concentrarsi solo su se stesso, mentre l’allenatore deve allenare al meglio 20-22 giocatori e ne deve scegliere prima 18 per le convocazioni e poi 11 da schierare. Io devo ragionare da calciatore, quindi nel momento in cui ho visto che non potevo dare un contributo importante alla squadra ho deciso di andare via. Nella mia carriera è sempre stato così: quando mi rendo conto che non mi sento importante per il raggiungimento degli obiettivi, credo sia giusto fare delle scelte”.

Sei stato incluso nella lista UEFA, speri di essere decisivo anche in Europa League?

“Conto di essere protagonista, ho lavorato sei mesi per farmi trovare pronto. Non mi aspettavo un esordio così, sono contento e spero di andare sempre meglio”.

intervista a cura di Udinese.it

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