Bearzi

Un capriolo dotato di collare sarà rilasciato nei prossimi giorni. Prenderà così avvio il progetto di monitoraggio sviluppato dall’Università (prof. Filacorda) con il sostegno della Provincia di Udine

Di nuovo liberi: 14 volatili e un capriolo sono stati rimessi in libertà a Terzo d’Aquileia.
Un capriolo dotato di collare sarà rilasciato nei prossimi giorni. Prenderà così avvio il progetto di monitoraggio sviluppato dall’Università (prof. Filacorda) con il sostegno della Provincia di Udine.

Dopo un periodo di cura e riabilitazione nel Centro di recupero fauna selvatica di Campoformido, 14 volatili (2 aironi cenerini, 2 poiane, 2 merli, 2 codirossi, 3 lucherini, 1 cardellino, 1 picchio rosso maggiore e 1 frosone) e un capriolo sono stati rimessi in libertà. Ad assistere al rilascio, avvenuto a Terzo d’Aquileia in occasione della tradizionale Giornata di educazione ambientale promossa dalla Provincia di Udine (presente l’assessore Marco Quai) e dall’amministrazione comunale (con il sindaco Michele Tibald), un pubblico speciale: i bambini delle classi 3^ e 4^ della scuola primaria “Capponi” che hanno trascorso alcuni momenti immersi nella natura e, con lo sguardo attento e allo stesso tempo meravigliato, hanno seguito il volo degli uccelli che hanno ritrovato la piena libertà dopo le sapienti cure della famiglia Zuliani. Entro qualche giorno rientrerà nel suo habitat naturale anche un capriolo ma sotto la stretta osservazione dei ricercatori dell’Università di Udine guidati dal professor Stefano Filacorda. Con questo esemplare, partirà un progetto sperimentale dedicato all’osservazione di questa particolare specie sviluppato dall’Ateneo friulano con il sostegno della Provincia di Udine. Tempo di adattarsi al collare, l’ungulato sarà rimesso in libertà in ambiente alpino; i suoi spostamenti saranno individuabili grazie al dispositivo che emette segnali radio e permette, con un apparecchio di ricezione, di localizzare l’animale. Due anni la durata dell’osservazione. Obiettivo del progetto, monitorare più da vicino questa specie per capire le cause che portano i caprioli ad essere presenti in numero maggiore rispetto al passato nelle zone di pianura mentre si assiste a un decremento della popolazione nelle aree di montagna, zona che per tradizione ha rappresentato l’habitat di riferimento. Una raccolta di informazioni utile anche per definire e poi successivamente mettere in atto misure per prevenire gli impatti con i veicoli e quindi gli incidenti, attività che la Provincia di Udine ha già intrapreso su alcune strade provinciali installando dissuasori ottici e acustici per bloccare il passaggio degli animali.

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