Un modello di economia alternativa

Nell’epoca della globalizzazione in cui tutto il mondo che si svilluppa sembra inseguire il modello occidentale, mentre proprio in questi giorni “crolla” il sistema di Castro a Cuba, ci si deve interrogare sulla possibilità di nu modello di sviluppo alternativo; pensate solo alle crisi energetiche, alimentari e al problema del sovrappopolamento.
L’università di Udine propone un interessante convegno proprio su un modello economico alternativo

È possibile elaborare un modello non economico alternativo basato sulla decrescita? Questo e altro nel terzo appuntamento previsto nell’ambito del ciclo di incontri “Altri modelli possibili”, organizzato dall’Ateneo, dall’Associazione Rete Radie Resch di Udine, Oikos fvg, E-labora – Reti di ContaminAzioni socio economiche e l’“Associazione per la città ecosolidale – Scuola friulana per la decrescita” con la collaborazione del Centro interdipartimentale di ricerca sulla pace “Irene” dell’università di Udine. L’appuntamento è per giovedì 21 febbraio, alle 17, nella sala convegni di palazzo Antonini, in via Tarciso Petracco 8 a Udine.

Ad affrontare l’argomento sarà Serge Latouche, presidente dell’associazione “La ligne d’horizon”, professore di Scienze economiche all’università di Paris XI e all’Institut d’études du developpement économique et social (Ieds) di Parigi. Latouche terrà un seminario dal titolo “Proposta per un modello non economico basato sulla decrescita”. Moderatore del dibattito sarà invece Francesco Marangon, ordinario di Economia ed estimo rurale all’Università di Udine.

Il percorso formativo “Altri modelli possibili” ha preso il via lo scorso 3 dicembre ed è dedicato agli studenti dell’università di Udine, ai loro docenti e a tutti gli interessati, pensato per trasmettere nuovi modelli di riferimento per l’economia, la regolazione dei mercati, la tutela dell’ambiente e la gestione dei processi di governance. L’iniziativa si compone di sei incontri, le cui tematiche si fondano su tre punti chiave: il concetto di decrescita applicato all’economia, alla tutela dell’ambiente e al recupero della dimensione relazionale della vita di ognuno; il concetto di tutela dei beni comuni, intesi come diritti imprescindibili ed inalienabili della vita di ognuno; infine, il concetto di democrazia partecipativa e come l’evoluzione del significato di “democrazia” disegna nuovi scenari di gestione della cosa pubblica.

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