Un osservatorio sulle droghe a Udine?

L’unica Regione sprovvista di un Osservatorio sulle droghe e le dipendenze è il Friuli Venezia Giulia. Per sanare questo vuoto oggi, nel corso del convegno organizzato dall’Università di Udine (e patrocinato dalla Provincia di Udine) “Vecchie e nuove droghe nei contesti giovanili” nell’Auditorium della sede udinese del palazzo della Regione, è stato proposto lo strumento permanente del primo Osservatorio, di rilevanza regionale, in grado di raccogliere dati sui fenomeni delle dipendenze e di monitorarle. Nel convegno a cui hanno partecipato, oltre alle scuole superiori di Udine, anche operatori del settore, si è discusso anche della querelle “Mole il Bevi” difesa a spada tratta dal presidente della Provincia, Fontanini, da Francesco Piani e dal sociologo Costantino Cipolla, sociologo dell’Università di Bologna e coordinatore nazionale della sezione di Salute e medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS). che ha riservato parole dure nei confronti dei produttori friulani di vino. Alla riflessione sulle droghe, oltre a Fontanini, ha preso parte anche il presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, Luigi Conte.
Primo Osservatorio – Il progetto dell’Osservatorio è stato formulato dal dirigente sociologo dell’Azienda ospedaliero-universitaria S. Maria della Misericordia, Carlo Antonio Gobbato, neoeletto presidente nazionale Siss (società italiana sociologia della salute) che ha chiesto la collaborazione con l’Università di Udine. Si riscontra il bisogno di partire da dati affidabili, obiettivi e aggiornati. I sociologi dell’Ateneo, Bruno Tellia e Bernardo Cattarinussi, si sono detti disponibili a collaborare: “Istituire l’Osservatorio è doveroso, purché si definisca un programma per garantire la continuità dello strumento e l’efficienza del funzionamento”. Dello stesso avviso anche il direttore del Dipartimento delle Dipendenze Ass 4, Francesco Piani, secondo cui, oltre all’Osservatorio, è necessario che la Regione “si impegni, come è sua intenzione, nell’emanare un progetto-obiettivo sulle dipendenze che in Friuli Venezia Giulia manca da vent’anni”. Sul versante delle ricerche condotte da Cattarinussi e Cipolla si rileva l’aumento dell’uso delle sostanze stupefacenti, anche l’uso de della cannabis. La figura emergente è quella del poliassuntore, non a caso si parla di policonsumo, mix dunque “assai preoccupante”, riferisce Cattarinussi. Il sociologo Cipolla, direttore della collana “Salute&Società” edita dalla FrancoAngeli, ha notato un’anomalia nel nostro territorio: “Si riscontra che la percentuale di sequestri di sostanze psicoattive è molto bassa in Friuli Venezia Giulia, un dato un po’ strano vista la vicinanza con i Balcani”. Secondo Cipolla “La strada dell’Osservatorio deve esser intrapresa, sull’esempio di quanto già fatto dalle vicine Regioni di Veneto e Lombardia dove lo strumento programmatico ha dato i suoi frutti”.
Dati – Parlano chiari i dati resi noti durante il convegno., forniti sia dai sociologi sia dal direttore del Dipartimento delle Dipendenze: 1 giovane su 4, fra i 14 e i 19 anni, prova la cocaina; il 5 per cento dei giovani nel range 15-19 anni fa uso di cocaina. Stupisce anche l’incremento dell’uso della cocaina fra le ragazze, ha illustrato Piani. A Udine mille giovani fanno consumo di eroina e nell’arco degli ultimi 4 anni l’utilizzo delle sostanze è aumentato del 10 per cento. Un ragazzo friulano su tre, sempre fra i 15 e i 19 anni, fa uso di più sostanze contemporaneamente
Il giornalista Daniele Damele ha rilevato come le droghe siano un “affare economico”, per questo ha lanciato un appello ai giovani affinché “facciano sentire la loro voce contro”, mentre don Davide Larice, responsabile del Centro Solidarietà Giovani, ha stigmatizzato l’uso della droga “come risposta al vuoto interiore”. Il presidente dell’Ordine dei Medici, Luigi Conte, in apertura, ha sottolineato come “il ricorso a questi supporti esterni dipende dalla cultura imperante secondo cui serve una ‘medicina’ per tutte le situazioni; ciò implica una presunta infallibilità e onnipotenza della medicina che è invece una scienza fallibile”. Il 65 per cento delle sostanze riguarda il mix fra cannabis e cocaina; il 14 per cento cannabis e anfetamine; il 9 per cento cannabis e allucinogeni; il 3 per cento cannabis ed eroina. Un ragazzo su cinque è un consumatore, non più uno sperimentatore occasionale. Stanno crescendo anno dopo anno le occasioni per i ragazzi di entrare in contatto diretto con le sostanze stupefacenti. Massimo Baraldo, direttore del “Centro per lo Studio, l’informazione e la formazione sul Doping” e docente presso l’Ateneo friulano, ha illustrato le consuegunze negative del doping sia sulla carriere sportiva sia sul fisico, evidenziando i reali danni subiti personaggi noti a tutti, anche ai giovani, mentre lo studente Stefano Bragagnolo, presidente provinciale della Consulta giovani ha riportato la sua recente esperienza ad un convegno internazionale sull’argomento droghe svoltosi a Tunisi, e ha mosso la seguente provocazione raccolta da un applauso di tutto il pubblico: “E’ un po’ difficile non bere in un contesto dove non vi sono altro che bar e osterie”.
Difesa della campagna “Mole il Bevi” – A difesa della campagna della Provincia di Udine nota come “Mole il Bevi” è sceso in campo lo stesso sociologo Cipolla che si è stupito per l’atteggiamento dei produttori friulani di vino: “In quanto produttori di vino di alta qualità non hanno colto la differenza fra il gustare l’alcol e il consumare a canna qualsiasi sostanza alcolica”. Cipolla ha espresso tutto il suo stupore per l’atteggiamento assunto dai detrattori della campagna. Il sociologo ha definito le polemiche di “retroguardia”. Lo stesso Fontanini ha difeso la sua campagna ricordandone il significato: “Contro tutti gli abusi e per un bere moderato e di qualità”. Il presidente ha ricordato come anche l’alcol possa rivelarsi una dipendenza e quindi una droga, e proprio per allertare i giovani e gli adulti sui rischi di questa droga liquida che altera il cervello e non solo serve la campanga lanciata dalla Provincia. La difesa di Fontanini ha raccolo l’assenso anche di Piani.

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