Bearzi

Una laurea per contrastare la disoccupazione

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Il problema della disoccupazione in Italia, nonostante i timidi segnali di ripresa, rimane uno dei problemi maggiori e coinvolge tutte le regioni italiane. Recentemente la Cgil del Friuli Venezia Giulia ha lanciato un allarme riguardo all’occupazione che non riparte. Oltre a questo, nella valutazione del sindacato, esiste il problema della precarietà, che si aggiunge a quello ormai cronico dei salari che non crescono e sono rimasti fermi ormai da molti anni. Il numero dei lavoratori che sono in attesa di un rinnovo contrattuale nella regione del nord est italiano è molto alto, circa 210mila persone. Questi numeri evidenziano come i lavoratori in attesa di rinnovo di contratto nella regione siano più della metà degli occupati. I posti di lavoro che sono stati persi dal 2008 nel Friuli Venezia Giulia sono 21mila e i disoccupati sono arrivati a quota 41mila.
L’accesso all’istruzione, compresi i corsi di laurea, è importante per cercare con maggiore profitto un’occupazione ed è da sempre un diritto di tutti. Tuttavia, in molte occasioni si scontra con difficoltà oggettive, come il fatto di non abitare in vicinanza di un ateneo, oppure di dover conciliare lo studio con altri impegni. Anche nella nostra provincia, però, una possibilità alternativa è offerta dalle università telematiche come ad esempio l’Unicusano, un’università privata a Udine. Atenei come questo permettono di seguire le lezioni sia in sede che a distanza, attraverso una semplice connessione a internet e grazie all’uso della piattaforma e-learning dell’ateneo. In tutta Italia gli atenei telematici sono 11 e gli iscritti sono in totale 60 mila, il 72% dei quali si è rivolto a questi atenei dopo essere stato iscritto in università statali, trovando una valida alternativa proprio per conciliare diverse esigenze.

Quando si parla di occupazione e di requisiti per poter trovare lavoro, molte persone sono portate a mettere in discussione la scelta di iscriversi all’università e di ottenere un titolo accademico. In molti casi si sente definire la laurea un pezzo di carta, anche se questa definizione non è affatto veritiera perché i dati reali confermano che una laurea è un titolo di studio che facilita l’ingresso nel mondo del lavoro, specialmente quando gli studenti la ottengono in università con piani di studio all’avanguardia. I numeri relativi tasso di disoccupazione dal 2007 al 2014 dicono che per i neolaureati nella fascia di età dai 25 ai 34 anni il lavoro è aumentato di 8,2 punti percentuali. Al contempo, quello dei neodiplomati nella fascia di età dai 18 ai 29 anni, è cresciuto più del doppio, con 16,9 punti percentuali. Da questo si evince che anche di fronte alla crisi la scelta di rinunciare agli studi non rappresenta una risposta valida.

 

 

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