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UTI CANAL DEL FERRO-VAL CANALE: SERRACCHIANI, APPELLO AI SINDACI

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Pontebba (Ud), 22 mar – Trovare soluzioni condivise e
affrontare gli elementi che dividono.

Questo è in sintesi l’appello della presidente del Friuli Venezia
Giulia, Debora Serracchiani, ai sindaci della costituenda Uti
Canal del Ferro-Val Canale incontrati, oggi, nella sala
consiliare del municipio di Pontebba assieme all’assessore alle
Autonomie locali Paolo Panontin e al presidente della V
Commissione consiliare, Vincenzo Martines.

Riunioni volte ad illustrare i prossimi passi per la costituzione
delle Uti (Unioni territoriali intercomunali) alla luce anche
delle modifiche alla legge regionale 26/2014, “Riordino del
sistema Regione-Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia.
Ordinamento delle Unioni territoriali intercomunali e
riallocazione di funzioni amministrative”, e delle novità
intervenute con la legge regionale 136 approvata dal Consiglio
regionale.

“In questo territorio – ha indicato Serracchiani – partiranno
solo tre Comuni (Malborghetto, Pontebba e Resiutta su otto
complessivi) ma invito tutti i sindaci ad incontrarsi per
ragionare sui punti che li dividono anche perché il ragionamento
sulle funzioni compete a loro e hanno una grande responsabilità”.

Secondo la presidente, nel tavolo politico, avviato di recente,
ci possono essere delle mediazioni ma è altresì importante che i
sindaci si confrontino per cercare di trovare le soluzioni per
uno statuto condiviso, soprattutto a vantaggio dei cittadini.

Una difficoltà di confronto messa in evidenza dal sindaco di
Pontebba Ivan Buzzi, con i Comuni ricorrenti: “il bacino in cui
insistono i tre Comuni conta 2.500 abitanti e sono limitativi per
dare corso ad un’operazione così strategica e importante,
soprattutto tenendo conto che ci dovremo fare carico del
personale della Comunità montana; le difficoltà si superano se
c’è la volontà – ha sottolineato – e noi sindaci dobbiamo
rimetterci attorno ad un tavolo per trovare le risposte migliori
da dare alla nostra gente”.

All’incontro erano presenti anche il primo cittadino di Tarvisio
Renato Carlantoni, di Dogna Gianfranco Sonego, di Chiusaforte
Fabrizio Fuccaro, di Resia Sergio Chinese, di Resiutta Francesco
Nesich, di Malborghetto-Valbruna Boris Peschern e la vice sindaco
di Moggio Udinese Annalisa Di Lenardo.

Panontin ha sottolineato che nella costituenda Uti si contano
meno di undicimila abitanti per otto comuni e “la partenza con
solo tre enti è un elemento di debolezza ma la Regione
accompagnerà questa difficoltà iniziale, confidando che le
posizioni possano essere riviste”. Panontin ha puntualizzato sul
tema delle funzioni precisando che “su questo territorio le
funzioni che chiediamo di realizzare nell’Unione si fanno già in
forma associata: le Unioni sono una scelta politica complessiva
per dare stabilità alla struttura sovracomunale. Se si mettono da
parte le contrapposizioni, questo territorio potrà ottenere un
risultato concreto a beneficio dei cittadini perché – ha
ricordato – la riforma, la riorganizzazione del sistema degli
enti locali è fatta proprio per i migliorare i servizi ai
cittadini”.

Nella riunione sono state ricordate la costituzione del tavolo
politico e dei tavoli tecnici e sono state descritte le
principali novità fra cui il differimento di alcuni termini
previsti dalla 26/2014 per determinati adempimenti. In
particolare è stato ricordato che il termine previsto per la
costituzione delle Uti è spostato al 15 aprile 2016. Anche la
decorrenza dell’esercizio delle funzioni comunali in forma
associata tramite l’Unione o avvalendosi della stessa, secondo
quanto previsto rispettivamente dagli articoli 26 e 27, è
spostata all’1 luglio 2016, in modo da conservare un opportuno
lasso di tempo tra la costituzione delle Uti e l’effettiva
operatività delle stesse.

Sui finanziamenti, Panontin ha precisato che la quota del fondo
di perequazione del trasferimento transitorio comunale sia
concessa ed erogata a decorrere dall’anno 2016 a favore dei
Comuni che hanno deliberato l’approvazione dello statuto entro il
15 aprile 2016 e, dall’anno successivo a quello di ingresso in
Uti, per tutti gli enti che deliberano lo statuto dopo quella
data. Sempre sul fondo perequativo – che sarà ripartito tra tutti
i Comuni, ma assegnato solo a favore di quelli che “entrano” in
Uti entro la metà di aprile – per il solo 2016, “l’ammontare – ha
precisato Panontin – è ridotto, passando da circa il 15 per cento
del fondo complessivo comunale a circa il 7,5 per cento: nello
specifico da 50.738.196,02 a 26.461.487,88”.

Infine la presidente Serracchiani si è soffermata sul tema dei
ricorsi spiegando “senza polemica ma per dovere di cronaca” che
la Regione aveva rinunciato ai propri termini a difesa e a
depositare una memoria pur di avere una soluzione in tempi
ravvicinati, ma la controparte non ha accettato. “Sulla vicenda
giudiziaria – ha detto – forse si poteva evitare di arrivare fino
qui, anche se è legittimo rivolgersi ad un giudice, e ottenere
risposte molto tempo prima”.
ARC/LP/RM

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