Aperitivo a Grado
facebook


Applausi stamani alla prima stampa della ‘Bella addormentata’, film di Marco Bellocchio in corsa per il Leone d’Oro in questa 69/a Mostra internazionale d’arte cinematografica. Il film, che si ispira, attraverso varie storie, alla vicenda umana di Eluana Englaro, è il secondo lungometraggio italiano in corsa per il Leone d’Oro. ‘Bella addormentata’, ché sarà distribuito dalla 01 a partire da domani, ha un cast straordinario. Troviamo Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Maya Sansa, Piergiorgio Bellocchio, Gian Marco Tognazzi, Brenno Placido, Fabrizio Falco e con la partecipazione di Roberto Herlitzka.
E’ proprio vero con Bella addormentata, in corsa per il Leone d’oro in questa 69/ma edizione del Festival di Venezia, Marco Bellocchio mostra come la sua anima barricadera, quella de I pugni in tasca, sia ancora viva. E questo al di là di tutto. Anche di un’Italia sempre più cinica, come era quella del 2009 e di oggi. Un’Italia contemporanea in cui le battaglie ideali sono ormai cosa morta. E così un episodio tragico, come quello di Eluana Englaro morta a Udine il 9 febbraio 2009, diventa, grazie a lui, un confronto anche troppo serrato e ammantato di passioni in un Italia che non sembra affatto una fotografia di quella di tre anni fa. Per il resto il film – accolto da applausi alla proiezione stampa di oggi – racconta quei sei giorni, gli ultimi della ragazza, attraverso alcuni episodi in cui sono centrali non solo l’eutanasia, ma anche il valore in sé e per sé della vita. Il regista, animato, come è dalla più religiosa delle anime atee, mette in campo in Bella addormentata tre episodi con, solo sullo sfondo, il caso Englaro e l’attenzione mediatica su questa vicenda con tanto di interventi in tv del premier Berlusconi e, ovviamente, testimonianze pro e contro il diritto all’eutanasia. Intanto c’é un riflessivo senatore del Pdl, Uliano Beffardi (Toni Servillo), che ha dal partito il mandato di votare contro l’eutanasia. Cosa che, tra l’altro, renderebbe felice la figlia Maria (Alba Rohrwacher), attivista del movimento per la vita. Una ragazza timida ma che si ritrova innamorata di un ragazzo che sta dall’altra parte della barricata, Michele Riondino. Ora il senatore Beffardi sa bene che se votasse per il diritto all’eutanasia si metterebbe contro il partito, cadrebbe in disgrazia, ma la sua coscienza ha delle ragioni personali molto forti per trovare la forza di essere per una volta indipendente. C’é poi una grande diva teatrale molto ispirata, in cerca di fede e travolta dai sensi di colpa (Isabelle Huppert), una che ha abbandonato il suo lavoro per assistere la figlia in coma. Sposata con Gian Marco Tognazzi trascura l’aspirante velleitario figlio attore, Federico (Brenno Placido), un ragazzo che farebbe di tutto per poter avere indietro l’affetto della madre e soprattutto la sua professionalità d’attrice. L’ultimo episodio dai toni tragici di ‘Bella addormentata’, nelle sale da domani distribuito da 01, mette ancora in campo il tema dell’eutanasia, ma in una prospettiva ribaltata. Si ha il diritto personale di darsi la morte, di suicidarsi? Quando il giovane medico Pallido (Pier Giorgio Bellocchio) vede una donna intenzionata a lanciarsi dalla finestra, non ci pensa due volte: la ferma. Ma l’aspirante suicida di nome Rossa (Maya Sansa) non ci sta ad essere stata salvata. Perché la sua volontà di tossica con tanta voglia di morte è davvero esplosiva e allargata. Al giovane medico che la assiste e che ostinatamente gli evita di darsi la morte dice a un certo punto: “tu sei morto come me. Ti chiami anche pallido, siamo tutti un po’ morti”. Frase cult del film quella detta dal capogruppo del Pdl (Gigio Morra): “in questo Paese non si governa senza il Vaticano”.

279