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Venzone. Le foto del borgo medievale e del Duomo

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Ammira Venzone, l’antica cittadina rasa al suolo dal terremoto del 1976 e ricostruita così come era nel Medioevo. Dichiarata Monumento nazionale, Venzone è uno dei più straordinari esempi di restauro in campo architettonico ed artistico. Oggi è l’unico esempio rimasto in Friuli Venezia Giulia di cittadina fortificata del Trecento.

Passeggiando per Venzone ti imbatti in uno dei borghi più belli d’Italia, in un villaggio ideale dove è bello vivere per la qualità della vita già dal 1991, anno in cui ne è stato dichiarato, e in una delle città murate del mondo, associazione internazionale che raggruppa i Lions Club che vivono in città attorniate da mura.

Lasciati affascinare dalle imponenti mura medievali e dai numerosi monumenti storici come il Duomo di Sant’Andrea e la misteriosa e antica Cappella di San Michele, dimora delle storiche mummie. La loro storia risale al 1647, quando venne alla luce la mummia del “gobbo”, la prima di una quarantina estratta dalle tombe del Duomo. Il Municipio è uno splendido esempio di palazzo gotico-veneziano.

Goditi il panorama esplorando i sentieri del Parco naturale delle Prealpi Giulie o compiendo magnifiche passeggiate lungo l’antico sentiero celtico che collega le quattrocentesche chiesette che contornano il paese.

Proiettati nell’ecosistema delle Prealpi Giulie grazie alla mostra “Foreste, Uomo, Economia nel Friuli Venezia Giulia” o visita la mostra-permanente “Tiere Motus – storia di un terremoto e della sua gente”, che ricostruisce gli eventi legati al terremoto del 1976. Imperdibile il realistico simulatore del sisma e la ricostruzione del crollo del Duomo.

Fai un viaggio nel tempo fino al Medioevo, grazie alla Festa della Zucca. Alla fine di ottobre di ogni anno il centro storico si popola di armigeri, cavalieri e nobildonne, mendicanti, musicisti, giocolieri e numerosissimi altri personaggi legati all’Età di mezzo. La protagonista indiscussa è comunque la zucca, in ogni sua forma, dimensione e ricetta.

Il nome di Venzone viene citato per la prima volta nel 923 come Clausas de Albiciones; in seguito Albiciones diventerà Aventinone, Avenzon, Avenzone e quindi Venzone. Il toponimo deriva certamente da av-au, flusslauf (sorgente, corso d’acqua) e il nome deriva quindi sicuramente dal torrente Venzonassa. È comunque del 1001 il primo documento ufficiale nel quale viene menzionata la città di Venzone. Si tratta di un diploma dell’imperatore Ottone III con il quale si concedeva al Patriarca d’Aquileia l’erbatico del Canal del Ferro intendendo con ciò un’ampia zona, di grande valore, coperta di erba, contrariamente alla pianura friulana che in quei tempi contava quasi esclusivamente boschi e paludi. Nel 1258 Glizoio di Mels, diventato signore del luogo, fece iniziare la costruzione delle fortificazioni: fece in modo di avere una doppia cinta muraria circondata da un profondo fossato in cui scorresse l’acqua del torrente; la pianta è di forma esagonale con lati ineguali. Le mura, alte 8 metri e larghe 1,5 erano robustamente ancorate ad un sistema di 15 torri. Nel 1335 il feudo di Venzone venne ceduto a Giovanni Enrico di Gorizia al quale subentrò il Patriarca di Aquileia Bertrando di San Genesio, che l’anno successivo espugnò la cittadina annettendola al Patriarcato. Nel 1351 Venzone passò nuovamente come feudo al duca d’Austria Alberto II e nel 1381 divenne finalmente libera comunità avente voce nel parlamento friulano. Nel 1391 con bolla pontificia di papa Bonifacio IX venne nominata parrocchia. Nel 1420 sotto il doge Tommaso di Mocenigo passò a far parte, come tutto il Friuli (escluso il Goriziano), della Repubblica di Venezia. In quel periodo Venzone raggiunse il suo massimo splendore e i suoi abitanti superavano il numero di 2000. Fu questo, però, anche il periodo in cui iniziò il suo decadimento accelerato dalle incursioni dei turchi. Nel Cinquecento, quando divenne sede di continui soggiorni regali, venne invasa alternativamente dai tedeschi e riconquistata dai veneti. Nel 1797 Venzone venne occupata dalle truppe francesi ma, in seguito al Trattato di Campoformio, subentrarono gli austriaci. Nel 1866, in seguito alla terza guerra di indipendenza e al successivo voto plebiscitario, la cittadina fu unita all’Italia. Nel 1965 il Ministero della Pubblica Istruzione ha proclamato la cittadina monumento nazionale riconoscendone così l’importanza storico-artistica. Anche a causa dell’età avanzata della maggior parte degli edifici, che non avevano subito danni nel corso dei due conflitti mondiali, venne quasi completamente rasa al suolo dal sisma che nel 1976 ha sconvolto il Friuli, ma grazie agli aiuti giunti da tutto il mondo e alla tenacia dei suoi abitanti il paese è risorto ed è oggi un modello della ricostruzione avvenuta in Friuli a seguito del terremoto.

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