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Visita a palazzo Antonini ex sede della Banca d’Italia. Evento FAI 11 giugno 2016

palazzo antonini

In collaborazione con il Comune di Udine, nell’ambito delle iniziative di Udine estate, per concessione della Banca d’Italia , la Delegazione FAI di Udine organizza l’apertura straordinaria di Palazzo Antonini ( ex sede della Banca d’Italia ) in due momenti distinti che prevedono nella prima parte visite guidate al Palazzo e al Parco e nella seconda parte un evento esclusivo sempre nel parco e un concerto nel piano nobile del Palazzo

Visite guidate
ore 10-15 visite guidate a cura degli studenti ciceroni del Liceo Classico “ Stellini” ogni 30 minuti ( ultima 14,30) con prenotazione in loco presso piazzetta Antonini, ingresso gratuito

Evento
ore 18,30 si potrà accedere al parco monumentale fino alla famosa sequoia gigantea, dove avrà luogo un rinfresco; poi al piano nobile del palazzo disegnato dal Palladio si potrà assistere a un momento musicale a cura del Conservatorio di Udine J. Tomadini
contributo minimo a favore del FAI € 48,00 ( massimo 80 persone) per informazioni e adesioni cell 3487551171 – 3936290138

Scheda Storica
Il nobile udinese Floriano Antonini (1520-1592), appartenente a una delle famiglie più facoltose della città, gentiluomo che aveva ricevuto una formazione umanistica a Pisa sotto la guida di Francesco Robortello nel circolo di Cosimo I, affidò ad Andrea Palladio intorno al 1556 il progetto di una dimora cittadina presso la porta Gemona interna. I disegni delle piante e del prospetto del palazzo udinese furono pubblicati dallo stesso Palladio in I quattro libri dell’architettura del 1570. Palazzo Antonini ricorda le ville Cornaro di Piombino Dese e Pisani di Montagnana, anche per il contesto urbanistico particolare, lambito dalla roggia, aperto sul retro in un giardino che digrada verso il ‘Giardin grande’. Ci sono alcune incompiutezze nella realizzazione: le facciate mantengono il doppio ordine di colonne, manca però un frontone previsto nel progetto palladiano su via Gemona. All’interno il salone d’onore è decorato in modo fastoso da stucchi settecenteschi e da affreschi raffiguranti giganti e putti, opera del 1709 di Martino Fischer, mentre bassorilievi di Luigi Zandomeneghi (1788-1850) ornano una loggetta del piano superiore. Da ammirare anche le splendide inferriate e della cancellata che chiude il parco verso Giardin grande di Alberto Calligaris (1880-1960) Nel 1899 il prestigioso palazzo fu ceduto dagli Antonini alla Banca d’Italia, che ne fece la sede di una delle sue filiali.
Palladio non progettò il giardino, il cui spazio verde era per l’architetto rinascimentale un momento di raccordo tra la villa veneta e il paesaggio agricolo. All’epoca infatti il Giardin grande verso cui digradava il terreno circostante Palazzo Antonini era ancora qualcosa di non ben definito, in parte acquitrinoso. Le piante settecentesche di Udine presentano il giardino del palazzo definito secondo un assetto geometrico, con un’aiola centrale da cui si diramano vialetti. La grande trasformazione avvenne dopo l’annessione del Friuli al Regno d’Italia, dopo il 1866. Infatti nel 1867 Pietro Quaglia, originario di Polcenigo, amico di Pacifico Valussi, presentò un progetto di giardino che prevedeva il rimodellamento altimetrico e planimetrico del terreno, con l’innalzamento di una collina-belvedere verso il Giardin grande, in modo da vedere al di là del muro di cinta. Il progetto fu portato a termine dal milanese Giuseppe Rho, che lo modificò facendo digradare il giardino, che diventò terrazzato, dapprima in pendio, poi in piano, poi ancora in pendio. È lo stesso periodo in cui vengono ideati i Giardini Ricasoli lungo i gorghi, in un periodo di ripensamento del verde cittadino. Nel parco degli Antonini si vede anche una grande sequoia californiana, piantata all’epoca dell’Unità, uno dei primi esempi in Italia, alta oltre venti metri.

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