4 visite guidate alle statue di Piazza Libertà dopo il restauro. 11 luglio

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Osservare da vicino le opere tornate all’antico splendore, con il dettaglio degli interventi spiegato ”in diretta” dagli stessi restauratori: lo potranno fare i cittadini udinesi nel corso delle visite guidate gratuite che l’amministrazione comunale ha programmato nell’intera giornata martedì 11 luglio 2017, in occasione della conclusione dei lavori di restauro finanziati dalla Danieli & C. Officine Meccaniche Spa di Buttrio. dei monumenti di piazza Libertà.

«Siamo fieri di un’operazione che, grazie a un atto di autentico mecenatismo del XXI secolo, ha portato al restauro conservativo di una parte importante del patrimonio architettonico di Udine, elemento fondamentale per una città d’arte – sottolinea il sindaco Furio Honsell –. Ringrazio quindi la Soprintendenza per il fondamentale supporto nell’operazione e la Danieli che ha assunto su di sé l’onere di riqualificare il cuore della città e dello stesso Friuli».

«Questo restauro comunica un messaggio importante, vale a dire quanto la collaborazione fra pubblico e privato possa creare un valore aggiunto a vantaggio della qualità della città e della percezione che di essa hanno i cittadini – conferma l’assessore alla Cultura Federico Pirone – .Abbiamo voluto organizzare, di intesa con la Danieli e la L.a.a.r che ringraziamo ancora per il prezioso sostegno e per l’ottimo lavoro svolto, una piccola giornata di festa nel cuore storico e civile di questa città: per gli udinesi ma anche per i turisti sarà un’occasione unica per osservare questo museo a cielo aperto da una prospettiva inedita. Come amministrazione comunale lavoriamo affinché operazioni come questa possano continuare in futuro».

IL RESTAURO. Il cantiere per il restauro delle quattro installazioni in pietra presenti sul terrapieno, ovvero il Monumento alla Pace di Campoformido, le sculture raffiguranti Ercole e Caco, la colonna con il leone marciano e la fontana di Giovanni Carrara, è stato possibile grazie al mecenatismo della Danieli. Il contributo di 72.000 euro della Danieli è stato utilizzato ricorrendo all’Art Bonus, l’agevolazione fiscale voluta dal Governo e riconosciuta a tutti coloro che effettuano un’erogazione liberale a sostegno della cultura. Iniziato lo scorso marzo, l’intervento era stato affidato all’impresa L.A.A.R. s.r.l. di Udine. Ora, a conclusione dei lavori, i i cittadini di Udine potranno osservare da vicino il rinnovato aspetto delle statue e della fontana.
LA VISITA. La giornata si articolerà in quattro visite guidate gratuite. La prima è in programma alle 10.00. Seguirà una seconda visita alle 11.30. Dopo la pausa di metà mattina le visite riprenderanno alle 17.00, con i saluti delle autorità, e alle 18.30. Sarà possibile prendervi parte solo su prenotazione, visti i posti limitati. Per prenotare, basterà telefonare a Casa Cavazzini (tel. 0432 127 3772 da martedì a domenica 10.30 – 19.00) indicando l’orario desiderato. Ogni turno vedrà una relazione da parte di un esperto sull’importanza artistica e storica della piazza, a cui seguirà la relazione sui lavori di restauro da parte dei curatori del cantiere.

CENNI STORICI DEI MONUMENTI.
Monumento alla Pace di Campoformido
La statua in pietra d’Istria è opera dello scultore piemontese Giovanni Battista Comolli , ed è stata realizzata per ricordare il trattato di Pace del 1797 tra Napoleone Bonaparte e il Regno Austro-Ungarico. La scultura fu portata a Campoformido nel 1813, da lì trasferita a Udine nel 1819 e quindi collocata nell’attuale ubicazione. Il basamento cilindrico in pietra d’Istria è opera dell’udinese Michele Zuliani, detto il Lessano, e poggia su uno zoccolo ottagonale incluso dalle scale semicircolari che conducono dal piano della piazza alla salita al Castello congiungendosi a muretti intonacati incorniciati da pietra. Sia lo zoccolo che i muretti sono stati entrambi inclusi nell’intervento. L’ultimo restauro risale al 2000, e ha visto lavori di pulitura, consolidamento, stuccatura e stesura di consolidante su tutte le parti lapidee.

Le sculture raffiguranti Ercole e Caco, per gli udinesi Florean e Venturin
Le statue seicentesche di Ercole e Caco – per gli udinesi Florean e Venturin – sono state realizzate in pietra d’Aurisina da Angelo de Putti. In origine erano collocare in piazza XX settembre, nel Palazzo Della Torre, che nel 1717 il Consiglio dei Dieci ordinò di distruggere. Le statue vennero salvate e trasferite nella Piazza Contarena, ora Piazza Libertà. Le due statue sono già state oggetto di restauro nel lontano 2007 a causa della pietra resa porosa dal dilavamento delle acque meteoriche.

La colonna con leone Marciano
La colonna venne eretta il 15 novembre 1539, ma il sovrastante Leone di San Marco fu distrutto nel 1797 sotto il dominio francese. Riscolpito da Domenico Mondini, su disegno di Giuseppe Masutti, il 7 agosto 1883 fu collocato sul fusto in pietra grigia di Timau. I quattro gradini del basamento, anch’essi oggetto dell’intervento, sono in pietra piasentina. Qui l’ultimo restauro risale al 1997 quando un intervento venne eseguito con una pulitura delle superfici, il consolidamento di parti ammalorate, il fissaggio di frammenti, la stuccatura di fessure e fratture e un trattamento superficiale con prodotto protettivo.

La fontana di Giovanni Carrara
La fontana di Piazza Libertà, realizzata su disegno da sempre attribuito a Giovanni da Udine come anche la fontana in piazza San Giacomo, è progetto documentato (1542) dell’ingegnere bergamasco Giovanni Carrara. La fonte cinquecentesca si eleva con uno zoccolo a tre gradini sopra il quale si sviluppa una vasca circolare con specchiature rettangolari. L’elemento verticale è costituito da un candelabro che regge due bacili sovrapposti (di dimensioni maggiori e bombato quello inferiore, più piccolo quello superiore).
L’acqua sgorga all’apice del candelabro nella coppa superiore, di qui defluisce per tracimazione nella vasca maggiore, dalla quale poi fuoriesce attraverso tre gocciolatoi in bronzo di forma leonina. A protezione della vasca è posta una ringhiera in ferro, certamente non originale, ma documentata già nelle incisioni settecentesche della piazza. Forse già a quell’epoca sono riferibili anche le fodere in piombo, con funzione “antigelo” posti all’interno delle vasche e all’estremità del candelabro. Un’ulteriore aggiunta alla fontana cinquecentesca è la parte sottostante, con i tre gradini d’accesso che portano al basamento nel quale, tramite altri sei gradini che conducono al piano stradale, sono presenti tre mascheroni che sputano l’acqua in piccole vasche sottostanti. Tutto il complesso compreso tra il piano stradale e il piano di calpestio della piazza sarà oggetto dell’intervento. Il Comune di Udine già nel 1993 aveva presentato alla Soprintendenza una relazione sullo stato di conservazione, e aveva chiesto il nulla osta per un progetto di restauro.

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