Aperitivo a Grado
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Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente.
Detto questo, andiamo a cominciare.

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Derive Seriali.

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JESSICA JONES

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Jessica Jones è un personaggio a fumetti creato da Brian Michael Bendis e Michael Gaydos nella testata Alias, uscita nel novembre 2001, che diede inizio a MAX, la linea adulta della Marvel (una sorta di corrispettivo della Vertigo, che ci diede, oltre al fumetto di cui parliamo, anche la cattivissima mini CAGE di Azzarello e Corben e quella che è probabilmente la versione definitiva del Punitore a opera di Garth Ennis).
Quando la Marvel annunciò quattro serie TV su Netflix che sarebbero confluite in una mini, Jessica Jones (perché non Alias? Perché… ve la ricordate quella buffa spy story – action con protagonista Jennifer Garner che rese JJ Abrams il cocco di Hollywood? Ecco) era tra i personaggi più “edgy” e urbani che avrebbero fatto parte del party.
Passato il clamore del binge watching (all’uscita di Jessica Jones, un giro su internet pareva suggerire che chiunque avesse accesso a Netflix – e anche chi non l’aveva – stesse guardando la serie), cosa possiamo dire?
Prima di tutto, le ovvietà: una protagonista femminile forte e sboccata? Grazie, nonostante il gran parlare che si faccia della “diversity” a Hollywood è qualcosa di cui si avverte una certa scarsità.
Una variante noir su superpoteri “in chiave minore”? Serviti. Nessun dio nordico, nessun gigante verde che abbatte astronavi con una mano sola (ma a cui si fa riferimento). Qualcuno è più forte della media (e il potere viene usato per lo più per aprire porte che altrimenti resterebbero chiuse), qualcuno è invulnerabile. Niente di più. Quando anche il budget non è da blockbuster (e che le serie Marvel di Netflix non abbiano grandi budget è evidente), ci si può concentrare maggiormente sui personaggi, ed è esattamente il caso di Jessica Jones.
Anche la presenza di personaggi omosessuali (in coppie funzionanti o no, dimostrazione che su questo aspetto si comincia a uscire dall’idea della rappresentazione “buona a tutti i costi” senza particolari paure che qualcuno resti offeso) in posizioni prominenti personalmente la apprezzamo.
Il cattivo migliore mai visto in una serie TV? Probabilmente. Vincent D’Onofrio come Kingpin in Daredevil è stato eccezionale. Talmente tanto che il confronto con gli altri attori in certi momenti era impietoso. David Tennant porta tutta la sua bravura (ma evidentemente anche gli sceneggiatori erano ispirati nello scrivere il personaggio) e crea un cattivo disgustoso, che col suo potere è uno stupratore quasi per definizione (se qualcuno entra a forza nella tua testa e ti fa fare qualcosa che non vuoi, siamo sempre dalle parti dell’abuso), e che Tennant riesce comunque a rendere umano, in certi momenti divertente (se si ha il coraggio di dimenticare le cose abominevoli che ha fatto alle sue vittime): Killgrave è la sintesi di tutti i fidanzati manipolatori che in qualche modo giustificano sempre le proprie azioni.
Su un versante più nerd, anche se non siamo ai livelli di Daredevil, dove anche le comparse erano tratte dai fumetti, abbiamo qualche presenza interessante: l’introduzione di Frank Simpson, che diventerà poi Nuke nella celebre saga di Born Again di Millar e Mazzucchelli su Daredevil è abbastanza inaspettata (“Give me a red one!”, l’avvocato Hogarth (qui divenuto donna. Ma anche nei fumetti stava affrontando un divorzio…), e la dottoressa Claire Temple, Clemons, poliziotto che viene dalle pagine del Punitore di Rucka e Checchetto, Malcolm, dalla serie Alias, ma soprattutto (è questo è veramente bizzarro), Trish Patsy Walker, ovvero Hellcat. Ovvero la futura moglie di Daimon Hellstrom. Ovvero… staremo a vedere se tra le future serie Netflix ce ne sarà una horror dedicata al figlio di Satana…
(Per i fan del Doctor Who: in un episodio Tennant dice a due membri del personale domestico che non possono chiudere gli occhi “you can’t blink”, citando il famoso episodio della terza serie del reboot, a un certo punto Jessica dice a Kilgrave “You’re not ten anymore”. Che chiaramente vuol dire “Non hai più 10 anni”, nel telefilm, ma per i Whovians era chiaro il riferimento al fatto che Tennant è stato appunto il decimo dottore).
Quindi tutto bene?
No.
Jessica Jones incredibilmente, con tutti questi aspetti positivi, sembra essere un po’ meno della somma delle sue parti. Il materiale originale dei fumetti in molti casi è stato banalizzato.
Inoltre l’idea Marvel di farci vedere pezzi di storia che in realtà sono “trailer” di futuro materiale (problema che ha afflitto nei film soprattutto Age of Ultron) qui è abbastanza evidente, in particolare dalla presenza di Nuke (che sappiamo che sarà fondamentale… in un’altra serie dedicata a un altro personaggio, però).
Gli stessi legami col Marvel Universe sono molto tenui: si fanno leggere allusioni/battute ai Vendicatori, ma ad esempio, dato che un avvocato è tra i comprimari più presenti, ci si sarebbe aspettata almeno una menzione degli avvocati Nelson & Murdock… niente del genere.
Insomma, non abbiamo bisogno che un personaggio starnutisca in Daredevil e qualcuno in Jessica Jones dica “salute”, ma un minimo di coesione dell’universo sembra mancare. Cosa che comunque è difficilissima, quando ogni serie è gestita da uno showrunner diverso.
Soprattutto la serie sembra dover durare 13 episodi perché… quella era l’indicazione di Netflix. Ma in parecchi momenti si ha una chiara idea che il brodo sia stato allungato solo per questo motivo. Molti personaggi secondari (in particolare i vicini di casa, le vittime di Killgrave che poi si ritrovano in un gruppo di auto aiuto, la stessa Trish Walker) hanno archi di sviluppo decisamente insoddisfacenti. In realtà fungono da meccanismi narrativi, ma se considerati singolarmente, le loro azioni non hanno molto senso. Fondamentalmente sono lì per portare Jessica da un punto all’altro della storia. Anche il complicato triangolo tra l’avvocato Hogarth, la moglie medico e la segretaria, decisamente interessante, è “risolto” in una scena da thriller anni ’70 che azzera totalmente quanto ci fosse di interessante nella vicenda di questa vecchia coppia lesbica e altoborghese che sembrava destinata a durare per sempre.
Certo, noi europei forse non abbiamo lo stesso gusto dei newyorkesi a vedere storie della propria città portate sullo schermo (alcuni rapporti tra vicini, l’idea che si scopi un po’ ovunque, dato che gli spazi privati a NY sono un po’ quello che sono, la variegata umanità della Grande Mela)… ma un personaggio mal sviluppato resta tale.
Lo stesso vale per la trama principale: se per gran parte della serie il nocciolo narrativo era poter dimostrare in tribunale qualcosa di praticamente impossibile, ovvero che esista qualcuno come Killgrave, in grado di manipolare le menti altrui, la morte di un personaggio (che si chiama Hope… abbassate la testa, che passa il metaforone), trasforma la missione di Jessica nell’uccidere Killgrave. Come appena detto, la metafora l’abbiamo colta, ma un cambio di atteggiamento così radicale della protagonista nei confronti del villain appare davvero un po’ forzato.
Quindi? Una serie che vale la pena vedere? Senz’altro sì, e anche godibile per diversi motivi. Un capolavoro, una serie memorabile? A questo giro purtroppo no.
:A:

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Brevemente in sala.

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11donneaparigi11 DONNE A PARIGI di Audrey Dana

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Parlare di Parigi dopo le terribili notizie che hanno riempito le cronache di tutto il mondo è senz’altro difficile. Ma questa commedia tutta al femminile con nomi famosi come Vanessa Paradis, Laetitia Casta e Isabelle Adjani potrebbe dare il suo piccolo e modesto contributo a cercare di mettersi alle spalle una pagina di cronaca nerissima che ha coinvolto tragicamente la bella capitale francese.
ATTESA KUSA 40%

Immaginando che questa uscita sia stata programmata e quindi segua un preciso calendario, non modificato dai drammatici fatti parigini, non è escluso che un film come 11 Donne a Parigi possa in qualche modo aiutare ad esorcizzarne la paura.
ATTESA WELTALL 0%

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laislaminimaLA ISLA MINIMA di Albertrto Rodríguez

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Quello spagnolo e’ un cinema interessante e che ha riservato non poche sorprese nel recente passato, quindi questo thriller con un due poliziotti a caccia di un serial killer di ragazze adolescenti potrebbe riservare qualche sorpresa. Ovviamente a patto di trovare una sala che lo proietti, impresa tutt’altro che  facile.
ATTESA KUSA 60%

Problema, quello della distribuzione, ancora più accentuato in questo periodo dove le sale si preparano ad accogliere una serie di titoli importantissimi concentrati poco prima delle feste. Ciò non toglie che il film di Rodriguez ci da’ l’impressione di poter essere recuperato anche in seguito
ATTESA WELTALL 50%

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monroiMON ROI – IL MIO RE di Maiwenn

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Storia di una donna che durante il periodo di riabilitazione susseguente ad un incidente sciistico ripensa alla propria vita e al suo rapporto con un uomo che la distrutto la vita, interpretato da Vincent Cassel. Film  per cui il nostro interesse sta a zero, e per di piu’ e’ francese.
ATTESA KUSA 0%

Un bel drammone francese è proprio quello che ci vuole per convincerti ad andare al cinema. A vedere altro.
ATTESA WELTALL 0%

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intheheartoftheseaHEART OF SEA – LE ORIGINI DI MOBY DICK di Ron Howard

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In the Heart of Sea è l’ultima fatica del regista Ron Howard, che ci porta a bordo di una baleniera nei primi dell’800 per raccontarci la vera storia dietro alla leggenda immortalata nel romanzo di Melville, che nei paesi anglosassoni è importante quasi quanto la Bibbia.  Chris Hemsworth, Brendan Gleeson, Ben Whishaw e Cilllian Murphy sono tra gli interpreti di un film che ha tutte le carte in regola per esser uno spettacolo intelligente e coinvolgente, insomma la una pellicola da vedere soprattutto se come me siete appassionati delle avventure per mare.
ATTESA KUSA 80%

Non possiamo certo dire che Ron Howard ci deluda facilmente e, sopratutto le sue ultime pellicole sono li a ricordarcelo. Attendiamo quindi con particolare interesse questo suo Heart of Sea, pellicola nella quale conferma la sua collaborazione con Chris Hemsworth dopo il precedente Rush.
ATTESA WELTALL 75%

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ilprofessorcenerentoloIL PROFESSOR CENERENTOLO di Leonardo Pieraccioni

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Ed ecco immancabile la prima Commedia di Natale, perchè altrimenti che Natale sarebbe. Pieraccioni ci sta pure simpatico, e la sua banda di amici pure, ma i tempi de Il Ciclone sono ormai lontani: questa settimana,  così  come le prossime, ci sarà senz’altro di meglio da vedere.
ATTESA KUSA 0%

Il problema con Pieraccioni, oltre a Pieraccioni stesso, è che si aggrappa insistentemente a I laureati e a Il Ciclone, proponendo con cadenza biennale commedie che intristiscono già dal trailer. E Il Professor Cenerentolo non fa certo eccezione.
ATTESA WELTALL 0%

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regressionREGRESSION di Alejandro Amenabar

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Diciamocelo, quando in un film c’è Emma Watson per me è pure sufficiente. Qua dirige pure Amenabar, che ci ha portato Apri gli Occhi, The Others, Agora e Mare Dentro. Ma sarà il solito thriller paranormale esoterico, dite? Ma c’è Ethan Hawke, dite? Intanto Ethan era anche in Predestination, che se non lo avete visto andatevelo a vedere. E poi qua c’è Emma Watson, e a me come ho detto basta e pure avanza.
ATTESA KUSA 70%

Ammetto che Emma Watson è un incentivo. Ammetto anche che la presenza di Ethan Hawke non dispiace mai. Ma non mi pare che Regression sia un thriller particolarmente originale e intrigante. Anche se il nome di Amenabar è un’altra carta a suo favore.
ATTESA WELTALL 50%

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unpostosicuroUN POSTO SICURO di Francesco Ghiaccio

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Il problematico rapporto tra un padre e figlio con sullo sfondo la tragedia dell’Eternit di Casale Monferrato. Passo.
ATTESA KUSA 0%

E chiudo pure. Senza sminuire il dramma Eternit e i danni che ha causato e causa ancora. Ma c’è un limite a tutto.
ATTESA WELTALL 0%
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