Aperitivo a Grado
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Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente.
Detto questo, andiamo a cominciare.

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Derive Seriali.

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X-FILES ovvero quando una serie si trasforma nella propria fan fiction

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x-files-2016

“La storia ha conosciuto altre epoche ossessionate dall’antichità – dalla venerazione rinascimentale per il classicismo romano e greco al medievalismo del movimento dark –, ma non è mai esistita una società umana così fissata con i prodotti culturali del passato immediato. Ecco cosa distingue il rétro dall’antiquariato e dalla storia: una fascinazione per le mode, le manie passeggere, i suoni e le star abbastanza vicini nel tempo da poterli ricordare. L’oggetto di questa ossessione si configura in maniera sempre più netta come la cultura pop che abbiamo già vissuto consapevolmente, al contrario di ciò che ascoltavamo acriticamente da bambini. Questo genere di retromania è diventato una sorta di forza dominante nella nostra cultura, tanto che oggi abbiamo la sensazione di aver raggiunto un punto di svolta. La nostalgia blocca la nostra capacità culturale di guardare avanti, oppure siamo nostalgici perché la cultura ha smesso di progredire, costringendoci a concentrare l’attenzione su epoche più movimentate e dinamiche? Cosa succederà quando saremo a corto di passato? Siamo destinati a una sorta di catastrofe cultural-ecologica, una volta esaurito l’orizzonte della storia pop? E di tutte le novità degli ultimi dieci anni, quali andranno ad alimentare i capricci nostalgici di domani?” (da Retromania di Simon Reynolds, pag. 13, corsivi nostri)

Quando fu annunciata una nuova serie di X-Files, il pubblico che vent’anni fa gioiva per le avventure settimanali di Mulder e Scully è andato in visibilio.
Adesso le prime puntate sono andate in onda, e le reazioni sono state prevedibili: “La serie è scritta e girata come se non fosse successo nulla nel panorama TV degli ultimi venti anni” (dimenticando che è una serie da network e non una serie da cable channel o da content provider come Netflix) oppure, molto semplicemente “E’ brutta, ma mi piace lo stesso” (la stessa sensazione provata nel rendersi conto dei difetti tecnici dei cartoni animati giapponesi che ci hanno fatto sognare da bambini una volta rivisti da adulti).
Ma questo X-Files è interessante più per quello che rappresenta che per l’effettiva qualità del prodotto: di fatto si tratta di una fan fiction. Ci sono le frasi tipiche, divenuti marchi di fabbrica della serie, ripetuti più volte, per generare nel fan quel senso di soddisfazione per cui “sì, è proprio come me lo ricordo ed è proprio quella la frase “topica” che mi ricordo”, la costruzione della storia senza nessuna sorpresa, esattamente by the book. Ma ovviamente la differenza sostanziale è che stata creata dai medesimi autori della serie originale e interpretata dagli attori originali. È un po’ come assistere all’ultima fase di un gruppo come i Red Hot Chili Pepper, che non scrivono più nuove canzoni, ma “canzoni alla Red Hot Chili Pepper”: come se fossero diventati la cover band di sé stessi.
Ecco, il salto quantico rispetto a un’operazione come Star Wars, che di fatto è un fan film col budget di un blockbuster, è che qui la fan fiction è appunto realizzata dagli stessi autori, con gli stessi attori, ovviamente con l’effetto straniante dell’invecchiamento, unico elemento che “spezza” la cristallizzazione canonica che viene riproposta a oltranza. Ma a questo proposito, ci vengono incontro i due protagonisti perché l’interpretazione di Duchovny e la Anderson è INCREDIBILE: se avete visto la serie doppiata, vi sarete resi conto che è uno dei rari casi in cui le voci degli attori italiani sono riusciti a dare espressività a due personaggi che in originale non ne avevano minimamente. Qui l’interpretazione dimessa e sottotono tipica di Mulder e Scully nella serie originale è ai massimi livelli, cioè quello specifico modo di recitare viene ritenuto essenziale e caratterizzante della serie e fa il salto da metodo a maniera: non si alza la voce neanche quando si grida, e Duchovny in particolare gigioneggia tornando a interpretare un Mulder ancora più scazzato rispetto alla serie originale, con punte di maestria in cui gli basta alzare un sopracciglio e farci capire molte più cose rispetto ai mille dialoghi. Surreale.
Insomma, è un prodotto bizzarro, vero frutto dello spirito dei tempi e preludio all’altro sequel/reboot o forse COVER di Twin Peaks in arrivo da Lynch su ShowTime l’anno prossimo (e capire che direzione prenderà Lynch su Twin Peaks sarebbe puro esercizio speculativo che vi evitiamo).
Speriamo che la nostra voglia di rivivere passato si esaurisca qui. Nel frattempo continuiamo ad assistere a questo pazzesco e sublime momento postmoderno.
:A:

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Brevemente in sala.

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labbiamofattagrossaL’ABBIAMO FATTA GROSSA di Carlo Verdone

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Un attore di teatro ed un investigatore privato, si trovano per le mani, erroneamente, una valigia con all’interno un milione di euro. E da li cominciano tutti i loro problemi. Mi chiedo se ci sia ancora qualcuno che prova un briciolo d’interesse per il cinema di Verdone, ormai standardizzato e imbrigliato nei modesti e mediocri canoni della commedia italiana moderna. Non credo che far coppia con Albanese aiuterà più di tanto.
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doraemonilfilmnobitaDORAEMON – NOBITA E GLI EROI DELLO SPAZIO di Yoshihiro Osugi

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Pare che con Doraemon la lucky Red abbia centrato un altro bersaglio visto che le precedenti sortite in sala del famoso gatto spaziale giapponese hanno avuto un discreto successo di pubblico. Ecco quindi che, in poco più di due anni, arriva in Italia un terzo film di Doraemon, questa volta impegnato nel supportare Nobita ed i suoi amici nella realizzazione di un film di supereroi. Per appassionati e per i più piccoli.
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theeichmannshowTHE EICHMANN SHOW di Paul Andrew Williams

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In occasione della Giornata della Memoria arriva nelle sale il film di Paul Andrew William che racconta i fatti realmente accaduti al team di produzione che per la prima volta in assoluto si trovarono ad organizzare la messa in onda a livello mondiale del processo ad Adolf Eichmann, uno dei principali criminali nazisti. Tra gli interpreti, Martin Freeman e Anthony La Paglia
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joyJOY di David O’Russell

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Puntuale come oramai da qualche anno a questa parte, arriva il nuovo film di David O’ Russel, con una precisione nei tempi quasi incredibile che i più maligni potrebbero pensare studiata a tavolino per raccattare premi ai Golden Globes e agli Oscar. Ma qui non siamo maligni (no?) e a parte la sua eletta musa Jennifer Lawrence, pochi altri motivi mi possono spingere a vedere i suoi film, considerato anche il fatto che lo considero regista sopravvvalutato fin dai tempi di The Fighter.
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thelookofsilenceTHE LOOK OF SILENCE di Joshua Oppenheimer

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Secondo appunutamento in sala della settimana legato alla Giornata della Memoria. Torna infatti al cinema il documentario di Oppenheimer nel quale si racconta, attraverso gli occhi del fratello di una delle vittime dello sterminio messo in atto durante il regime del generale Suharto, gli orrori di una delle pagine più nere della storia indonesiana e non solo.
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pointbreak_2014POINT BREAK di Ericson Core

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Che il film sia datato 2014 e arrivi da noi nel 2016 dovrebbe essere un segnale ed un indizio piuttosto importante su quanto e cosa dobbiamo aspettarci da questo remake del classico della Bigelow. Non dovremmo più soprenderci per questa tendenza a riproporre il vecchio piuttosto che lavorare su nuove idee, ma lo scenario desolante nel quale film come questo Point Break vengono pompati come se si trattasse di una grossa produzione, lascia davvero l’amaro in bocca ogni volta.
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Consigli per gli acquisti.

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VHS_2V/H/S TRILOGY (DVD e BD già disponibili dal 28/01/16)

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Composta da tre corti ciascuno, la trilogia V/H/S, diretta da registi “horror” più o meno conosciuti, arriva in Italia grazia a Koch media che per l’occasione ha pensato di deliziare utenti e collezionisti con una confezione limited ritraente una VHS. All’interno anche un booklet.
* DVD * VIDEO: 1.78:1 anamorfico – AUDIO: Ita / Ing Dolby Digital 5.1; Ita DTS 5.1 – SOTT: Ita – EXTRA: Finale alternativo, Speciali, Interviste, Trailers, Dietro le quinte, Corto – REGIONE: 2
ACQUISTO: CONSIGLIATO
* BLURAY * VIDEO: 1.78:1 anamorfico 1080p – AUDIO: Ita / Ing DTS HD – SOTT: Ita – EXTRA: Finale alternativo, Speciali, Interviste, Trailers, Dietro le quinte, Corto – ZONA: B
ACQUISTO: CONSIGLIATO
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