Aperitivo a Grado
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Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV e da questa settimana si inaugura Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente.
Detto questo, andiamo a cominciare.

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Derive Seriali.

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WHO ARE YOU? HACKING E PARANOIA: MR. ROBOT, LA MIGLIOR SERIE TELEVISIVA DEL 2015

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robot1Il 2015 non si è ancora concluso, ma se dovessimo provare a indicare quale sia stata la migliore serie televisiva dell’anno, sceglieremmo senza esitazione Mr. Robot (nonostante lo show sia stato colpevolmente e vergognosamente ignorato all’ultima edizione degli Emmy).
Andata in onda sul canale USA Network, la serie è stata creata da Sam Esmail. Dopo che una sua sceneggiatura finì in blacklist a Hollywood, e dopo il suo debutto come sceneggiatore e regista con Comet (2014), Esmail, di origini egiziane ed ex-hacker dichiarato, riesce a farsi approvare il pilot per la serie.
Risulta difficile parlare di Mr. Robot senza fare spoiler sulla trama, ma il nostro obiettivo vorrebbe essere invitare alla visione piuttosto che analizzare le raffinatezze formali (di scrittura e regia) della serie.
Di cosa parla Mr. Robot? Di hacking. In particolare di Elliott Anderson, che lavora in una società di Cybersecurity ma che è un hacker che cerca di migliorare la società. La sua entrata in scena lo vede far arrestare il proprietario di un sito di pedopornografia. Successivamente lo vediamo sfruttare le sue capacità di hacker per intrufolarsi nella vita di persone a lui legate nel tentativo di “proteggerle” (pertanto arriva ad analizzare la presenza on line di un uomo con cui esce una donna – non vi diremo chi – a cui è apparentemente affezionato, per cercare di capire se si tratti di una brava persona o di un bastardo).
Già solo questo elemento è di notevole interesse: in un mondo in cui i propri dati personali, e in sostanza la propria vita, sono affidati a social network e sistemi elettronici, la figura dell’hacker, che risultava come misteriosa ed esotica presso il grande pubblico, diventa di grande importanza. In un mondo dove internet è al centro di tutto, riuscire a controllare internet significare avere un enorme potere.
E Elliott vuole usare questo suo potere per salvare le persone a modo suo. E la sua visione politica è molto chiara. I pensieri di Elliott, e non facciamo fatica a credere che l’autore, Esmail, parli tramite il suo personaggio, sono estremamente critici nei confronti di uno stile di vita passato sui social, dell’attribuzione della messianicità a un personaggio come Steve Jobs (prontamente riportato a quello che era davvero nei primi minuti del film: un cinico miliardario divenuto tale grazie a device prodotti da operai cinesi supersfruttati) fino agli attacchi alla superficialità di certa cultura pop e stili di vita contemporanea (meravigliosa la dichiarazione di intenti del protagonista a un certo punto della serie: “I’ll go see those stupid Marvel movies with her. I’ll join a gym. I’ll heart things on Instagram. I’ll drink vanilla lattes.”).
Per la prima volta, l’hacking viene affrontato in maniera consapevole e documentata: niente persone che digitano furiosamente su una tastiera per dare l’idea che “stiano facendo qualcosa”. Ad un certo punto della serie, i film Hollywoodiani vengono presi spietatamente in giro per come dipingono il mondo dell’hacking e gli hacker stessi (quindi sì, se pensavate che la scena del pompino a Hugh Jackman in codice Swordfish fosse realistica, dobbiamo darvi una delusione).
Ma è tutto qui? No, la ricercatezza della serie, oltre al fatto di essere forse l’unica che affronta temi di attualità scottante di petto e avendo il coraggio di scardinare abitudini che diamo per scontate, è data anche dalle sue raffinatezze stilistiche.
A partire dal protagonista: Elliott, superbamente interpretato da Rami Malek, è un disadattato sociale. Quando non sta hackerando qualcuno, ha crisi depressive che tiene sotto controllo con la morfina. Allo stesso tempo, parla con un non meglio identificato “You”. Ma non si tratta dell’abbattimento della quarta parete visto recentemente in House of Cards, in cui Frank Underwood (Kevin Spacey) parla con complicità allo spettatore. Elliott parla con questo “tu” (o è un “voi”) senza essere sicuro che esista davvero, convinto che si tratti di un’altra persona che sta nella sua testa. Insomma, l’effetto è molto più disturbante: si tratta di un espediente metanarrativo o ci viene permesso di origliare i pensieri di una persona evidentemente squilibrata? L’idea è geniale, e come molti fan hanno confermato all’autore, è capitato che l’istinto sia di rispondere alle domande che a volte Elliott fa a questo interlocutore fantasma.
Da questo deriva un’altra caratteristica fondamentale della serie: che è raccontata per la maggior parte del tempo dal punto di vista di un solo personaggio. Ma questo personaggio è un narratore inaffidabile, come abbiamo visto. Pertanto delle informazioni che come spettatori siamo abituati a ricevere e daremmo per scontate non vengono date, con il risultato che la situazione che ci viene raccontata assume connotati leggermente o pesantemente diversi mano a mano che ne scopriamo dettagli cruciali omessi fino a quel momento. In questo senso la trama si caratterizza per una narrazione “a sottrazione”, in cui interi “pezzi” mancano letteralmente dalla narrazione, fino alla beffa o trovata geniale dell’ultimo episodio, in cui un evento che è stato raccontato nelle sue fasi di preparazione fino ai minimi particolari nei precedenti nove… non viene semplicemente mostrato, e possiamo vederne solo le conseguenze. Ovviamente con un gap temporale in cui hanno avuto luogo eventi importantissimi che il nostro disturbato protagonista non è assolutamente in grado di ricordare, e noi con lui.
A questo, come se non bastasse, si accompagna una regia ricercatissima, voluta fortemente da Esmail che ha girato anche tre episodi, in cui le inquadrature tradizionali usate dalla grammatica hollywoodiana vengono sovvertite (a tal punto che Esmail ha dovuto fare un training apposito agli operatori, abituati a girare le scene in un certo modo), probabilmente grazie all’uso di obiettivi con focale molto maggiore dello standard che rendono lo sfondo particolarmente confuso, o con la collocazione dei personaggi in porzioni molto ristrette dell’inquadratura, a volte schiacciati/incorniciati dall’ambiente stesso.
Insomma, escludendo un colpo di scena (che l’autore ha dichiarato più volte non essere inteso come tale) che riprende pari pari la rivelazione di un film cult anni ’90 (e a sottolineare l’ispirazione, l’autore decide di scegliere come colonna sonora la medesima canzone del film) e che molti hanno considerato un punto debole della serie, ci troviamo di fronte a un prodotto innovativo, raffinatissimo e dalle tematiche attualissime (a tal punto che un episodio è stato mandato in onda una settimana dopo come forma di rispetto per un evento luttuoso avvenuto nel mondo reale negli USA). Esmail ha dichiarato che non farà andare avanti la serie all’infinito, ma ha in mente un finale che verrà raggiunto in quattro o al massimo cinque stagioni. Ci chiediamo se sia possibile mantenere lo stesso livello di tensione e interesse dopo alcune rivelazioni fondamentali di questa prima stagione, che però, per tutti i motivi sopra elencati, consideriamo il meglio di quanto prodotto dalla TV americana (e non solo) in questo 2015.
E ricordate: “We’re all living in each other’s paranoia.”

:A:

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Brevemente in Sala.

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blackmassBLACK MASS di Scott Cooper

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A quasi vent’anni di distanza da Donnie Brasco, Johnny Deep torna ad interpretare un film sulla mafia, in un momento in cui la sua carriera è decisamente traballante, visti la serie negativa di pellicole quanto meno discutibili che ultimamente ha interpretato. Truccato ed invecchiato, qui ricopre il ruolo di un mafioso irlandese che negli anni ’70 divenne uno dei boss più spietati della città. Malgrado il ricco cast di contorno, che comprende tra gli altri Kevin Bacon, Benedict Cumberbatch e Dakota Johnson, non penso che mi convincerò ad entrare in sala tanto facilmente.
ATTESA KUSA 40%

I l problema di Black Mass, così a pelle, sembra che non abbia le carte in regola per dare allo spettatore qualcosa in più di quanto già abbiano dato negli anni passati tantissime pellicole di genere. Sembra quasi  un film Depp-centrico che, nonostante lo stra-abusato trasformismo degli ultimi anni, pare finalmente aver trovato una parte adatta a lui.
ATTESA WELTALL 40%

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hoteltransylvania2HOTEL TRANSILVANIA 2 di Genndy Tartakovsky

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Inevitabile seguito, visto il successo del primo capitolo, della parabola sulla diversità messa in scena da Tartakovsky, noto per le serie animate Il Laboratorio di Dexter. Samurai Jack e Star Wars: Clone Wars. Recuperato il primo in comoda visione casalinga, penso che seguirò lo stesso percorso anche per questo seguito.
ATTESA KUSA 40%

Apprezzo Tartakovsky per i suoi lavori televisivi (Il Laboratorio di Dexter soprattutto) ma ho ignorato Hotel Transilvania e, a differenza del mio socio, non gli ho concesso neppure una visione casalinga. Motivo per cui eviterò anche il seguito.
ATTESA WELTALL 0%

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janislittlegirlblueJANIS di Amy Berg

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Una leggenda del Rock come Janis Joplin rivive in questo documentario che racconta, oltre alla sua breve ma fulminante carriera, anche la vicenda personale di una donna fragile ma estremamente determinata. Interessante per conoscere una figura storica del mondo della musica al di la’ della sua persona pubblica.
ATTESA KUSA 60%

Documentario su di una figura fondamentale del rock, icona che il film di Amy Berg vuole raccontare ma che non mi trova disponibile ad una visione in sala, così come altri prodotti dello stesso tipo.
ATTESA WELTALL 0%

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life_2015LIFE di Anton Corbijn

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Un’altra leggenda dalla vita breve ma intensa come James Dean,  vista attraverso gli occhi del fotografo della rivista Life Dennis Stock, interpretato da Robert Pattinson:  durante un viaggio attraverso gli States nascera’ tra i due un amicizia da cui nascera’ un servizio fotografico che entrera’ nella storia.
ATTESA KUSA 0%

Conosciuto ed apprezzato molto più come fotografo che come regista, Anton Corbjin si è fatto comunque apprezzare con Control, film biografico dove raccontava la breve ma intensa vita e carriera di Ian Curtis leader dei Joy Division. Anche in questo caso abbiamo un film dagli intenti biografici con la storia dell’amicizia tra James Dean e il fotografo Dennis Stock.
ATTESA WELTALL 50%

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polioppostiPOLI OPPOSTI di Max Croci

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Ah, la Commedia Italiana della Settimana, quanto ci era mancata!!! Qui si parla di coppia (strano) e di amore (sempre piu’ strano) tra due poli opposti (vedi titolo), un lui che fa il consulente matrimoniale e una lei che fa lo spietato avvocato divorzista. Sono gia’ in fila per il biglietto.
ATTESA KUSA 0%

Ah la commedia italiana! Ah l’umorismo generato dai contrasti! Non so davvero cosa potrei chiedere di più. A parte un pò di pietà.
ATTESA WELTALL 0%

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lultimaleggendaTHE PROGRAM di Stephen Frears

Storia dell’indagine che porto’ alla scoperta di uno dei casi recenti piu’ clamorosi di doping del mondo sportivo, quello del campione di ciclismo statunitense Lance Armstrong, tratta dal romanzo “Seven Deadly Sins” scritto dal giornalista irlandese David Walsh che condusse l’indagine che porto’ alla scoperta. Con Ben Foster nel ruolo del protagonistam, Chris O’Dowd nei panni di Walsh e Stephen Frears in cabina di regia,  potrebbe trattarsi del film della settimana, anche se i primi commenti che si sentono in giro non sono dei piu’ lusinghieri.
ATTESA KUSA 70%

Al di là dei primi commenti che iniziano a circolare, ci fidiamo del nostro istinto e nominiamo The Program film della settimana. Non che avessimo tante altre alternative, eh.
ATTESA WELTALL 70%

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Consigli per gli Acquisti.

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truedetectivestagione1bdTRUE DETECTIVE (DVD e BD disponibili dal 07/10/15)

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Una delle serie più apprezzate da pubblico e critica degli ultimi anni, arriva finalmente in home video anche per il mercato italiano. Le due edizioni, una in DVD e l’altra in Bluray, sono assolutamente uguali per contenuti accessori ma, naturalmente, quella in alta definizione è di una spanna superiore all’altra
* DVD * VIDEO: 1.78:1 anamorfico – AUDIO: Ita / Ing Dolby Digital 5.1 – SOTT: Ita non udenti / Ing non udenti – EXTRA: La realizzazione della serie, Incontro con i protagonisti, Incontro con il creatore e il produttore esecutivo, Approfondimento degli episodi, Due commenti audio, Scene inedite – REGIONE: 2
ACQUISTO: CONSIGLIATO
* BLURAY * VIDEO: 1.78:1 anamorfico 1080p – AUDIO: Ita DTS 5.1, Ing DTS HD 5.1 – SOTT: Ita non udenti / Ing non udenti – EXTRA: La realizzazione della serie, Incontro con i protagonisti, Incontro con il creatore e il produttore esecutivo, Approfondimento degli episodi, Due commenti audio, Scene inedite – ZONA: B
ACQUISTO: CONSIGLIATO
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