Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite heome-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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suicidesquadSUICIDE SQUAD di David Ayer

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Dopo la scomparsa di Superman, il Governo americano è preoccupato di non essere pronto a contrastare minacce aliene o, ancora peggio, di non poter fermare metaumani del calibro del figlio di Kripton qualora decidessero di palesarsi e porsi in contrasto con la razza umana. Viene messa insieme allora una task force composta da detenuti umani e metaumani da utilizzarsi in casi estremi per minacce altrettanto estreme.
Spiace dirlo ma, come per Batman v Superman, la Warner / DC manca di gran lunga il bersaglio andando a sprecare una ghiottissima occasione e dimostrandosi totalmente incapace di sfruttare a dovere la quantità immensa di materiale che ha a disposizione. Come nel film di Zack Snyder l’obiettivo principale pare quello di ingrassare il più in fretta possibile lo scarno Universo Cinematografico DC per preparare l’uscita del film sulla Justice League e provare a raggiungere (ma sono già con il fiato cortissimo) i Marvel Studios. David Ayer si gioca tutte le carte migliori nel trailer, del quale ci propina una versione estesa nei primi trenta – quaranta minuti di film presentando i personaggi (alcuni, come Deadshot e Harley Quinn, anche due volte) nella maniera più cool e furba possibile. Finito lo spettacolo, quando il film deve decollare con la sua storia, ci si rende conto che tutte le cartucce migliori sono state già sparate e la Suicide Squad si trova ad affrontare una missione che non mette per nulla in risalto la particolarità dei personaggi coinvolti, tutti criminali, pazzi, assassini e freak mostruosi. La cosa più difficile da mandare giù è proprio il fatto che a mancare sono proprio loro, i villain, dipinti più come delle vittime che come carnefici, lasciando l’agente senza scrupoli Amanda Waller a fare da spartiacque tra bene e male. L’unico tocco di politicamente scorretto, particolare che avrebbe reso il film un po’ più tollerabile, arriva purtroppo nel finale, troppo tardi per non risultare una sonora presa per i fondelli. In tutto questo poi ci hanno voluto infilare a forza un Joker che nulla aggiunge al film, se non la discutibile relazione con Harley Quinn, un cameo di Ben Affleck e uno di Ezra Miller, già visto in Batman v Superman nel ruolo di Flash.
GRADIMENTO WELTALL 30%

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il_diritto_di_uccidereIL DIRITTO DI UCCIDERE (Eye in The Sky) di Gavin Hood

Durante una missione di ricognizione e di acquisizione dati, un drone pilotato da un soldato americano e sotto gli ordini di un colonnello inglese, viene a conoscenza di un imminente attacco suicida di un fondamentalista islamico, che provocherà decine di vittime. Ma quando una bambina innocente rischia di essere un probabile danno collaterale, scoppia un dibattito in tempo reale tra militari, politici ed avvocati per decidere sul da farsi.

Quella dei cosiddetti danni collaterali é una problematica spinosa, soprattutto in tempi come i nostri in cui i ripetuti e sanguinosi attacchi terroristici da una parte e la guerra al terrore dall’altra lasciano, sia  sul campo di battaglia che nelle nostre cittá,  innumerevoli vittime innocenti. La pellicola di Gavin Hood ci porta dentro le stanze del potere, e ci mostra i complicati meccanismi con cui vengono prese le decisioni su regole di ingaggio e valutazione del rischio, passando dalle cruciali decisioni di vita o di morte a quelle molto più prosaiche ma non meno importanti delle conseguenze politiche e mediatiche.

Con una struttura di evidente stampo teatrale e le notevoli  interpretazioni di Helen Mirren nei panni del colonnello a capo delle operazioni e del grandissimo e compianto Alan Rickman (qui al suo ultimo ruolo)  in quelli del mediatore tra i militari ed i politici coinvolti, Il Diritto di Uccidere avrebbe avuto tutte le carte in regola  per essere una pellicola destinata ad ispirare riflessioni e sollevare discussioni di natura morale e politica sulla guerra moderna e sulla guerra al terrorismo.

Il problema è che,  a causa di una sceneggiatura non particolarmente convincente si ha la sensazione che, a dispetto di uno sforzo ammirevole per rendere il più possibile realistici gli avvenimenti narrati, tutta la vicenda finisca invece per suonare alquanto forzata ed artificiosa. Quasi come se si volesse innescare un dibattito morale,  ma senza poi sostenerlo con le appropriate ed articolate motivazioni. Anche perchè, francamente,  pensando a ciò che ci viene raccontato quotidianamente dai mass media, un dibattito morale e politico così complesso basato sulla presenza di una sola vittima come danno collaterale sembra decisamente scollato (o addirittura sorpassato) dalla complessa e spesso tragica realtà attuale.  Una mezza occasione sprecata quindi, considerato il tema di scottante attualità  e i talenti che il regista aveva a disposizione, tra cui ad onor del vero va citato anche  Aaron Paul, noto per il suo ruolo della serie cult Breaking Bad, qui nei panni del pilota americano del drone incaricato di portare a termine la missione.

GRADIMENTO KUSA 65%

 

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Brevemente in sala.

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blacklamoreaitempidellodioBLACK – L’AMORE AI TEMPI DELL’ODIO (Black)
di Adil El Arbi, Bilall Fallah

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Venduto come una versione moderna di Romeo e Giulietta, Black ha come protagonisti due giovani, un ragazzo ed una ragazza, che si innamorano ma l’appartenenza a due gang differenti mette a dura prova il loro rapporto e in pericolo le loro vite.
ATTESA WELTALL 0%

E quale modo migliore di inaugurare la nuova stagione cinematografica  se non con una versione etnica di Romeo e Giulietta ambientata nella Bruxelles contemporanea, con tutte le problematiche legate alla disoccupazione e all’integrazione ??? Qualsiasi altro, direi.
ATTESA KUSA 0%

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lafamigliafangLA FAMIGLIA FANG (The Family Fang)
di Jason Bateman

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Secondo film da regista per l’attore Jason Bateman, apprezzato soprattutto per la serie Arrested Developement, nella quale si racconta dell’eccentrica famiglia di performer, i Fang appunto, la cui eccentricità ha portato lui e la sorella ad allontanarsi. Quando i genitori scompaiono però, i due si ritrovano nuovamente insieme per cercarli, convinti che si tratti dell’ennesima trovata artistica dei genitori.
ATTESA WELTALL 60%

La presenza di Jason Bateman, qui in doppia veste di attore e regista, basta ad interessarci a questa pellicola. Se poi ci  aggiungiamo anche Cristopher Walken, ci sono tutti gli ingredienti necessari per poter sopportare la Kidman, che ci sta cordialmente sulle balle.
ATTESA KUSA 65%

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mebeforeyouIO PRIMA DI TE (Me Before You)
di Thea Sharrock

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Per aiutare economicamente la propria famiglia, Lou si dedica a tanti lavori diversi. Ma l’impegno più difficile le si presenta quando si trova ad assistere un giovane banchiere finito sulla sedia a rotelle a seguito di un incidente. La vera sfida per Lou sarà traspmettere il suo inguaribile ottimismo ad un uomo che pensa di aver perso tutto, insegnandogli a vevere nuovamente. Giusto quel tocco di dramma a cui non possiamo rinunciare. O forse si?
ATTESA WELTALL 0%

Quello con Emilia Clarke che smesse le chiome biondo platino della regina dei draghi Daeneris Targaryen de Il Trono di Spade, fa la badante a Sam Claflin, che a sua volta ha smesso i panni succinti (e il tridente) di Finnick Odair di Hunger Games, per fare il ragazzo molto ricco ma paralizzato dopo un incidente in macchina. “Ricattario” è il primo aggettivo che mi viene in mente quando leggo di storie d’amore di questo tipo. Poi ci aggiungiamo alcuni commenti acidi sul film che confermano la mia prima impressione, e quindi poco conta la presenza di tanta gente simpatica (casualmente inglese) come Jenna Coleman, Janet McTeer e Charles Dance.
ATTESA KUSA 0%

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jasonbourneJASON BOURNE
di Paul Greengrass

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Film bomba della settimana, dopo la parentesi Jeremy Renner (che qui si apprezza tantissimo) Bourne torna al suo legittimo proprietario dal suo unico vero protagonista, Matt Damon. E così, dopo essersi ritirato ad una vita anonima, l’agente segreto Jason Bourne è pronto a tornare in azione e, a giudicare dal trailer, a fare tantissimi danni. Bravo così.
ATTESA WELTALL 70%

Ebbene sì, non ho mai visto neppure un film della saga di Jason Bourne, forse perchè Matt Damon NON è esattamente il mio attore (action e non) preferito. The Martian è stata infatti la proverbiale eccezione. Quindi passo, con buona pace del mio collega e degli appassionati di Matt, che sono tanti.
ATTESA KUSA 0%

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bacalaureatUN PADRE, UNA FIGLIA (Bacalaureat)
di Cristian Mungiu

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Medico in una piccola cittadina di montagna, Romeo e anche l’orgoglioso padre di Eliza per la quale ha programmato un futuro al di fuori della Romania grazie ad una borsa di studio per l’estero. Ma il giorno prima dell’esame di maturità, la ragazza subisce un’aggressione e Romeo non soltanto è costretto a rivedere i suoi piani ma anche tutti i valori che come padre ha voluto insegnare alla figlia.
ATTESA WELTALL 70%

Probabilmente interessante ma, come ho già detto per il film belga di cui sopra, ad inizio stagione mi piacerebbe cominciare con qualcosa di più leggero. Qui almeno però non ci sono bande rivali e amanti sfortunati, che è già un bel passo in avanti.
ATTESA KUSA 40%

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