Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite heome-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Derive seriali.

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iron-fist-logoIRON FIST
Stagione 01 (Netflix)

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C’è qualcosa che non va con le serie Marvel/Netflix.
Qualcosa di grave ma che abbiamo fatto finta di non vedere sulla scia dell’entusiasmo per la prima stagione di Daredevil. Perchè diciamocelo, rispetto ai film Marvel/Disney il progetto “Defenders” di Netflix rappresentava il lato più dark e adulto dei personaggi della Casa delle Idee che in tanti aspettavamo. Però dopo le prime avventure del Diavolo di Hell’s Kitchen è innegabile il fatto che si è andati continuamente in calando. Ma qui non si vuole parlare della discontinua seconda stagione di Devil. Non si vuole parlare dei tredici annacquati episodi di Jessica Jones o dell’inutile Luke Cage.
Qui parliamo di Iron Fist e dei difetti che la rendono una serie mediocre e tranquillamente trascurabile.
Cominciamo dal protagonista, Danny Rand. Quando era ancora un ragazzino rimane vittima di un incidente aereo mentre sorvolava l’ Himalaya insieme ai genitori, che purtroppo perdono la vita. Solo e infreddolito viene trovato da dei monaci e condotto nella mistica K’un Lun dove viene addestrato per diventare l’arma immortale Iron Fist. Quindici anni dopo, terminato il suo addestramento, Danny torna a New York per riallacciare i rapporti con la sua vecchia vita ma le cose non andranno esattamente come lui sperava.
Come per Jessica Jones o Luke Cage, anche in Iron Fist non si vogliono raccontare le gesta del personaggio che da’ il titolo alla serie ma del percorso che lo porterà a trovare la propria strada per diventare l’eroe che è destinato ad essere. Ottima cosa nelle intenzioni peccato solo che a conti fatti, nel caso di Danny Rand, questo percorso sia inconcludente: il personaggio non si sviluppa ma, anzi, per tredici episodi rimane in balia degli eventi al punto che alla serie manca davvero un protagonista che le dia un’identità. Per assurdo, risultano più interessanti e coerenti i comprimari, la famiglia Meachum in primis.
Passiamo ora al lato puramente tecnico. Iron Fist è una serie prettamente action incentrata sulle arti marziali e, favorevolmente colpiti da quanto di buono fatto in Daredevil su questo fronte, ci si aspettava che le mazzate fossero il suo vero fiore all’occhiello. Ma a fronte di una quantità di combattimenti soddisfacente non è corrisposta alcuna qualità nella loro messa in scena. Non ha senso comporre delle coreografie se regia e montaggio ne annullano l’esecuzione negando allo spettatore la comprensione dello svolgimento dell’azione, rendendo il tutto artificiale e posticcio. E non parliamo di un caso isolato perchè sono tutte girate così.
C’è qualcosa che da salvare in Iron Fist?
Non saprei proprio. Il mio attaccamento alla Marvel e ai suoi personaggi è messo a dura prova quando, come in questo caso, di buono ci sono solo le intenzioni tradotte nell’ennesima occasione sprecata. Al punto che è davvero difficile immaginare cosa aspettarsi da The Defenders.
FATTORE SERIALE WELTALL 30%

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Brevemente in sala.

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elleELLE
di  Paul Verhoeven

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Michele e’ una donna d’affari, abituata a gestire la propria privata con la stessa freddezza con cui si occupa della sua carriera. Neppure un episodio traumatico come uno stupro riesce a scalfire le sue abitudini, al punto di cominciare col suo assalitore un gioco a gatto e topo dai risvolti imprevedibili. Isabelle Huppert grande protagonista e candidata all’Oscar. Incuriositi lo siamo, ma con moderazione.
ATTESA KUSA 60%
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Robocop, Total Recall, Starship Troopers, Basic Instinct. Paul Verhoeven ha firmato alcune delle pellicole che, nel bene o nel male, hanno raggiunto negli anni lo status di cult assoluti. Ecco perchè si accoglie con gioia e curiosità la sua ultima fatica.
ATTESA WELTALL 75%

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iamnotyournegroI AM NOT YOUR NEGRO
di Raoul Peck

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Documentario sul concetto di razza negli USA, con il regista che completa il lavoro dello scrittore James Baldwin, incentrato anche sulle morti illustri di Malcolm X, Martin Luther King e Medgar Evers. Come tutti i documentari, ce lo aspettiamo per una visione casalinga
ATTESA KUSA 50%
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Vista l’aria che tira da un po’ di tempo a questa parte negli Stati Uniti, il documentario di Raoul Peck assume certamente un peso ed un’importanza rilevanti. Al solito, da queste parti non siamo mai troppo convinti sulla visione dei documentari in sala,  ma un pensiero lo si può pure fare.
ATTESA WELTALL 50%

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lacuradalbenessereLA CURA DEL BENESSERE  (A Cure for Wellness)
di Gore Verbinski

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Verbinski e’ uno che con l’horror si e’ fatto un nome, visto che porta la sua firma il buon adattamento occidentale di The Ring, nel lontano 2002. Poi e’ arrivato il franchise di Pirati dei Caraibi e una collaborazione quasi fissa con Johnny Deep, con esiti buoni come Rango e pessimi come Lone Ranger. Ora il regista torna sui suoi passi  con la vicenda di un giovane inviato a recuperare il CEO della ditta per cui lavora, mai piu’ tornato da una centro benessere situato in un castello nel cuore delle alpi svizzere. Ben presto scoprira’ che la clinica, diretta da un sinistro dottore interpretato da Jason Isaacs, dietro a una facciata rispettabile nasconde un oscuro mistero. Le premesse per un horror trasversale e politico ci sono tutte, purtroppo pero’ i primi commenti che si sentono non sono molto lusinghieri
ATTESA KUSA 50%
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Chiunque sia riuscito a fare il remake di Ringu senza fallire miseramente merita rispetto. E Gore Verbinski se l’è decisamente guadagnato anche se poi ha fatto quasi di tutto per perderlo (vedi al capitolo Pirati dei Caraibi). All’apparenza questo suo La Cura del Benessere sembra un horror interessante perciò incrociamo le dita speranzosi.
ATTESA WELTALL 50%

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lifenonoltrepassareillimite_usLIFE – NON OLTREPASSARE IL LIMITE (Life)
di Daniel Espinosa

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L’equipaggio di una stazione spaziale internazionale alle prese con la scoperta della vita su Marte, e le paure e i dubbi che ne seguono. Con un cast composto da Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal il film di Espinosa sembra interessante anche se il tema non e’ propriamente nuovo.
ATTESA KUSA 65%
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Insomma, visto il trailer mi pare davvero di capire che, se Ridley Scott non è più in grado di fare Alien senza provocare conati incontrollabili, qualcun’altro deve raccogliere l’eredità. Eh si’, anche senza voler necessariamente scomodare gli alieni xenomorfi per eccellenza, Life sembra un comune film di genere che si è dimenticato a casa l’originalità.
ATTESA WELTALL 40%

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noneunpaesepergiovaniNON E’ UN PAESE PER GIOVANI
di Giovanni Veronesi

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Il problema del lavoro giovanile nell’Italia di oggi, visto cogli occhi di due giovani che decidono di trasferirisi a Cuba per seguire il sogno di aprire la’ un ristorante italiano. Una volta arrivati scopriranno che non tutto e’ cosi’ facile e prenderanno strade diverse.
ATTESA KUSA 0%
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La ricerca di se stessi e la posa delle basi per il proprio futuro sembrano i temi portanti di questa pellicola per la quale anche solo arrivare alla fine del trailer si fa una fatica immensa.
ATTESA WELTALL 0%

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slamtuttoperunaragazzaSLAM – TUTTO PER UNA RAGAZZA
di Andrea Molaioli

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Film italiano imprevedibilmente tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby, Slam racconta la storia di  Samuele, adolescente appassionato di skateboard cresciuto col mito di Tony Hawk, con cui coltiva un amicizia immaginaria. Le sue ambizioni sarebbero di viaggiare, andare all’universita’ e trasferirsi in California, patria del suo idolo, ma l’incontro con una ragazza, Alice, rischia di compromettere tutti i suoi sogni, o semplicemente gli presenta un destino totalmente diverso a cui Samuele cerca di sfuggire. Ottima l’idea di adattare un romanzo di Hornby, sperando di riuscire a restituire con fedelta’ il ritratto dell’eta’ adoloscenziale cosi’ vivido e riuscito del romanzo.
ATTESA KUSA 40%
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Nick Hornby, Tony Hawk, Luca Marinelli. Ci sono insomma diversi elementi a favore di questa peculiare pellicola italiana che adatta un romanzo del famoso scrittore inglese. Peculiare e rischiosa, ma va bene così.
ATTESA WELTALL 40%

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victoriaVICTORIA
di Sebastian Schipper

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Film tedesco girato in un unica sequenza, Victoria segue una giovane madrilena trascinata in una notte brava a Berlino da quattro ragazzi conosciuti fuori da una discoteca, che la coinvolgeranno in una rapina e molto altro. Virtuosismo tecnico ed emozioni a pelle per un film premiato al festival di Berlino. Troppo sperimentale per i miei gusti.
ATTESA KUSA 0%
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Ed è proprio quel virtuosismo ad attirare le attenzioni verso questa pellicola, nella speranza che sia una scelta anche di contenuto e non solo una fredda esecuzione di forma.
ATTESA WELTALL 50%

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