Aperitivo a Grado
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Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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DOWNTON ABBEY
di Michael Engler

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A Downton Abbey, aristocratica dimora della famiglia Crawley e dei loro servitori nella campagna inglese dello Yorkshire, arriva inaspettata la notizia della visita del Re e della Regina, ovvero Giorgio V e sua moglie Mary. Tra eccitazione e preoccupazione, tutta la comunita’ che anima Downton dara’ il  proprio piccolo ma essenziale contributo alla riuscita finale dell’eccezionale evento .

Impossibile parlare di Downton Abbey (che d’ora in poi chameremo D.A. per brevità) senza nominare prima di tutto il suo creatore, Julian Fellowes, gia’ sceneggiatore per Robert Altman di Gosford Park, film che, insieme alla (famosa in patria) serie inglese Upstairs Downstairs, costituisce la maggior fonte di ispirazione per la creazione della serie. E dopo sei stagioni di grande successo D.A. approda meritatamente sul grande schermo in tutto lo splendore di un ambientazione d’epoca impeccabile e fastosa senza esser mai sopra le righe o pretenziosa.

Venendo alla pellicola in sè, cominciamo subito col dire che il film di D.A. è pensato esclusivamente ad uso e consumo di un pubblico di affiliati, estimatori ed amanti della serie televisiva in particolare,  e del period-drama in generale.  E, anche se non poteva che esser diversamente, e’ una scelta per molti versi coraggiosa e per chi scrive decisamente vincente, a cui altre serie famose  hanno invece rinunciato nel passaggio al grande schermo, spesso a torto.

Fondamentale per comprendere la riuscita della serie nonchè del film è capire anche quale valore abbia il luogo in cui tutta la vicenda si svolge: quel palazzo monumentale (nella realtà Highclere Castle, nel Wiltshire) che e’ un autentico personaggio della serie, sia per la sua austera maestosità che per tutto quello che rappresenta per tutte le persone che ci vivono, ci abitano e ci lavorano, e per estensione anche per tutti gli spettatori della serie, ospiti “virtuali” e testimoni partecipi degli amori, dei dolori, delle tragedie e delle gioie che tutti, servitu’ e aristocratici, si trovano ad affrontare insieme

Il film riesce nella meravigliosa alchimia di trasportare intatta sullo schermo quell’atmosfera di comunità che ci trasmette continuamente la serie: un’ insieme di persone che seppur divise da grandi differenze di ceto sociale e di educazione, riescono comunque a convivere in armonia, basando i propri rapporti sul rispetto, sull’empatia, e sulla comune sorte di vivere sotto lo stesso tetto e,  piu’ in generale, sullo stesso pianeta, trasportati e alle volte sballottati dalle onde della Storia con la s maiuscola.
Storia che anche nel film fa il suo ingresso in forma di un evento eccezionale e piacevole come l’arrivo di sua maestà il Re Giorgio V (nonno dell’attuale regina, Elisabetta II) per un pranzo reale destinato, come già premesso, a portare non poco scompiglio sia ai piani alti che a quelli bassi, in cui il personale di servizio metterà in atto una vera e propria “rivolta” nei confronti degli spocchiosi “invasori” ovvero il seguito del re e della regina, una rivolta ovviamente dai contorni ironici e mai violenti, in perfetto stile british.
Quello che però più colpisce della trama scelta da Fellowes per il traferimento sul grande schermo della sua creatura è l’aver scelto di mettere al centro della scena due personaggi che per certi versi rappresentano il futuro e il passato di Downton Abbey, e della nazione intera,  ovvero Tom Branson (intepretato da un ispirato Allen Leech) e Lady Violet (Maggie Smith, un nome che non ha certo bisogno di presentazioni). Da una parte l’ex-autista di casa, irlandese e repubblicano, divenuto membro della famiglia dopo aver sposato la figlia più giovane del Lord, poi prematuramente e tragicamente scomparsa.  Un personaggio , il suo, che a lungo si è trovato a metà tra due mondi, in bilico perenne tra le sue origini proletarie e repubblicane e il suo presente, circondato da nobili e monarchici, e che dopo molte traversie finalmente ora ha trovato un suo ruolo, amato e compreso dalla famiglia per quello che è,  con tutte le sue diversità.  Dall’altro la Contessa Madre, sempre pronta alla battuta tagliente e simbolo vivente di un mondo che sta scomparendo, ma al contempo testimone di una tradizione destinata ad essere tramandata alla nipote, Lady Mary, futura “signora del castello”, come sottolineato in una delle scene più commoventi e rivelatorie del film.
E il film è una celebrazione della battuta intelligente in punta di forchetta, del dialogo ironico e caustico ma mai volgare, di cui il personaggio interpretato da Maggie Smith è da sempre il principale ed eccezionale portavoce: e il Fellowes sceneggiatore qui si dimostra in gran forma, regalandole una serie di battute una più bella dell’altra, eseguite alla perfezione dalla bravissima attrice.
Downton Abbey è quindi una partitura perfetta eseguita da un’ orchestra perfetta, con un paio di assoli importanti, ma in cui alla fine tutte le voci trovano uguale spazio ed esaltano  il gruppo, la comunità. Un microcosmo ideale basato su rispetto, empatia ed umanità, che speriamo di poter tornare a visitare presto visto che,  sull’onda del successo riscosso in patria e in USA,  già si parla di un possibile seguito cinematografico
GRADIMENTO KUSA 90%

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Brevemente in sala.

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DOCTOR SLEEP
di Mike Flanagan

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Seguito di un film che ha fatto epoca come Shining di Stanley Kubrick, e che ha generato un bellissimo documentario sulle teorie dei fan come Room 237, Doctor Sleep ci parla di Dan Torrance, bambino sopravvissuto alla famosa notte all’Overlook Hotel, ora adulto ed interpretato da Ewan McGregor. L’incontro con Abra, giovane dotata del suo stesso potere, risvegliera’ un passato mai realmente sopito, e lo condurra’ in una battaglia tra il bene e il male in cui dovra’ sfruttare a pieno tutti i suoi poteri. Dubbi, ma anche un po’ di fiducia.
ATTESA KUSA 50%
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Che Stephen King abbia scritto un seguito al suo Shining ci sta. Che di quel seguito si faccia un film, pure. Ma che quel film strizzi l’occhio al capolavoro di Kubrick, no, quello è difficile accettarlo.
ATTESA WELTALL 0%

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IL GIORNO PIU’ BELLO DEL MONDO
di Alessandro Siani

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Finalmente il ritorno della Commedia Italiana Di e Con, che da troppo tempo mancava tra le uscite cinematografiche. A rinnovare la tradizione e’ Alessandro Siani, che imbastisce quella che sembra una simpatica favola con protagonista un impresario teatrale che si trova per le mani un bambino dai poteri prodigiosi. Ovviamente non ci interessa, anche perche’ questa settimana c’e’ il ritorno di Sarah Connor, mica bubbole…
ATTESA KUSA 0%
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Per Siani sarà anche il giorno più bello del mondo ma…la locandina? Vogliamo parlare della locandina (tanto del film se ne parla a sufficienza poco sopra)? La più brutta del 2019, sicuro.
ATTESA WELTALL 0%

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L’UOMO DEL LABIRINTO
di Donato Carrisi

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Proposta interessante, questo thriller italiano con Toni Servillo e Dustin Hoffman, nel ruolo di un profiler e di un detective, entrambi alla ricerca della persona che ha rapito e tenuto prigioniera Samantha per 15 anni. Uno dei due pero’ e’ anche in corsa contro il tempo, per una malattia ormai terminale. La coppia di attori c’e’, e la trama sembra intrigante. Quindi perche’ no?
ATTESA KUSA 60%
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Proposta decismante interessante e coppia di interpreti inedita e che ispira non poca curiosità.
ATTESA WELTALL 60%

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LA FAMIGLIA ADDAMS (The Addams Family)
di Greg Tiernan, Conrad Vernon

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Versione animata per la Gomez, Morticia, Mercoledi’, Pugsley, lo zio Fester, Lurch, Mano e la Nonna. Buona per i piu’ piccini, decisamente fuori target per me.
ATTESA KUSA 0%
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Film d’animazione che riporta in auge La Famiglia Addams da tempo finita nel dimenticatoio. E lo fa nel periodo perfetto.
ATTESA WELTALL 50%

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TERMINATOR: DESTINO OSCURO (Terminator: Dark Fate)
di Tim Miller

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Prima ero scettico, poi tra il trailer che mi ha convinto, e il ritorno di Sarah Connor e del T-100, ma soprattutto dopo aver visto che c’e’ MacKenzie Davis mi sono persuaso a dargli una possibilita’ e in sala per una volta tanto. Quindi diciamo film della settimana, e poi si vedra’
ATTESA KUSA 70%
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La saga di Terminator non sembra voler mai giungere alla fine e nel corso degli anni e delle pellicole ha toccato più bassi che alti. Dalle critiche che arrivano da oltre oceano sembra che questa volta forse ci siamo. Ci sarà da fidarsi?
ATTESA WELTALL 50%

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