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Dante Spinotti presenta “Inchiesta in Carnia” 3 febbraio

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Mercoledì 3 febbraio alle 21.00 Dante Spinotti presenta a Cinemazero la sua “Inchiesta in Carnia”, un atto d’amore che il direttore della fotografia con decine di premi internazionali all’attivo e due nomination agli Oscar (per “L.A. Confidential” e “Insider – Dietro la verità”) ha dedicato alla sua terra. Il documentario – prodotto dallo stesso Spinotti insieme alla Cineteca del Friuli e grazie a sponsor come CO.S.IN.T., Fondazione CRUP, Comunità Montana della Carnia, Camera di Commercio di Udine, Eurotech S.p.A. – è soprattutto una sfida: rilanciare la montagna, la sua vita e le attività. Spinotti – fresco di set hollywoodiani come “I Saw the Light” di Marc Abraham, in uscita negli States ad aprile, “Edge”, film per la televisione di Shane Black e “Freak Show” diretto da Trudie Styler – ha saputo immortalare la sorprendente bellezza del paesaggio naturale e dell’architettura tipica, facendo dialogare la bellezza dello scenario con il problema – comune ad altre zone alpine – dell’emorragia di giovani, e il conseguente costante calo della popolazione, che caratterizza molte aree montane.

Raccogliendo le voci di industriali che hanno scelto di localizzare la produzione in Carnia, di agricoltori, commercianti, professionisti, amministratori e di gente comune, il documentario disegna una realtà a volte difficile ma segnala anche possibilità interessanti. Come spiega lo stesso Spinotti: «Il film ha il linguaggio dell’inchiesta; però le interviste sono collegate da momenti di poesia cinematografica e di paesaggio. Ho posto in primo piano l’umanità della gente, nelle interviste ho cercato di raccontare chi erano le persone anche prima delle loro opinioni. Il documentario non vuole essere un discorso logico con una tesi che si sviluppa; è piuttosto l’esperienza di un viandante che osserva, si incuriosisce di alcuni temi, fa delle domande. È un film, almeno in questa versione, dedicato a coloro che conoscono i temi e le problematiche di una zona alpina».

Le persone che hanno deciso di raccogliere la sfida della modernizzazione, senza abbandonare le proprie origini, sono il punto di partenza per il futuro di territori come questo, il cui destino sta in un recupero della montagna che passi attraverso politiche adeguate e scelte personali consapevoli e in controtendenza rispetto ai modelli correnti. Tra questi emerge anche la possibilità di sfruttare quell’abbandono subito dalla montagna e documentato nel film come occasione per inaugurare attività e stili di vita che tengano in maggiore considerazione la qualità di un’esistenza in armonia con un contesto naturale incontaminato.

Biglietti disponibili in prevendita alle casse del cinema.

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