Diplomi di falegname ai migranti, Fontanini: “Quali reali opportunità di lavoro nel nostro territorio?”

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“Con un diploma di falegname quali reali opportunità di lavoro si prospettano nel nostro territorio?” Si interroga sull’effettiva spendibilità, nel tessuto produttivo locale, dell’attestato rilasciato a 22 giovani migranti, il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini considerando che la crisi economica, insieme alla burocrazia e a una pesante imposizione fiscale, hanno determinato, negli ultimi anni, la chiusura di molte imprese artigiane tanto che il numero di aziende attive nella nostra provincia è tornato ai livelli del ’76 (nel 2016 hanno chiuso 157 imprese). “Apprezzabile, perché consente a questi giovani di acquisire una formazione di base e di coinvolgerli in un’attività concreta anziché girovagare in città – spiega Fontanini -, quest’iniziativa difficilmente potrà trovare riscontro nel nostro mercato del lavoro, mentre potrebbe risultare una risorsa importante nel loro Paese d’origine. Per diventare manodopera qualificata e, quindi, potersi inserire nelle diverse realtà attive in questo settore, questi ragazzi devono saper utilizzare macchinari di nuova generazione, utensili automatizzati ovvero apparecchiature largamente diffuse nelle imprese del legno. Per poter rappresentare quindi una reale opportunità d’impiego, la formazione dovrà essere ben più articolata e complessa di un corso, seppur meritevole, di introduzione alla falegnameria. Mi auguro che, nelle ore di lezione, siano state descritte anche le difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro per renderli così coscienti della realtà in cui vivono”. “Non si possono illudere queste persone: il nostro quadro economico è ancora fortemente in crisi. Non riusciamo a dare lavoro ai nostri giovani – conclude Fontanini – è impensabile che afghani o pakistani, con una prima formazione, possano trovare occupazione in Friuli. Senz’altro, se ritornano nei loro Paesi, avranno più opportunità potendo vantare una preparazione più funzionale all’economia di quelle aree”.

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