Aperitivo a Grado

Ex Border IV Festa della cultura

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maurizio pallante
Partirà ufficialmente domani giovedì 5 novembre la Quarta edizione della Festa della Cultura di Ex Border che si svolgerà in diverse location di Gorizia fino a domenica 8 novembre. Denominata Tra_Inganni, l’edizione 2009 del festival curato curata da Alberto Princis, non sarà una fiera del libro, né un festival di poesia, e nemmeno un convegno riservato agli addetti ai lavori. Il format di Ex Border proporrà piuttosto un incontro di diversi linguaggi e discipline attorno al tema degli inganni e autoinganni, degli escamotages della vita, delle arti, delle scienze e delle lettere. A confrontarsi sul tema, prestigiosi nomi del panorama artistico nazionale e internazionale.

Questo il programma di giovedì 5 novembre 2009:

L’inaugurazione della Festa della Cultura (Sala consiliare della Provincia ore 11.30) vedrà come ospite una giovane ricercatrice, Maddalena Crudeli, con Morfologia dell’inganno, che parlerà dell’inganno come caratteristica di tutti i fenomeni comunicativi umani, da cui si deduce che esso lo sia anche nella comunicazione su larga scala dei mass media. Nell’ambito del giornalismo quando si usa il termine di disinformazione si fa riferimento a tutti quei casi in cui l’informazione falsa, incompleta o fuorviante, ha lo scopo di falsificare il vero e diffondere il falso. Le nuove forme d’inganno sono oggi l’ostentazione, l’inondazione, il bombardamento di notizie, che impediscono la tematizzazione e portano al dissolvimento dei contenuti. Quale sia la soluzione? Forse consiste, come scrive Galdón López, nella verità, (non la realtà) che risiede nel giudizio, il luogo dove la mente riflette e conosce in modo adeguato le cose….

Alle ore 17.30 nella Sala conferenze dei Musei Provinciali (Borgo Castello 14) per il ciclo Amor d’inganni incontro con la poetessa Irene Navarra e presentazione del suo libro Derive (Gruppo Albatros Il Filo), a cura di Alberto Princis con letture di Mariolina De Feo.

A seguire, alle ore 18.30 sempre nella Sala Conferenze dei Musei Provinciali, incontro con Gianmario Villalta, autore del libro Padroni a casa nostra (perché a Nordest siamo tutti antipatici) e Direttore artistico del Festival Pordenonelegge.

Alla sera, alle 20.45 all’Auditorium della Cultura Goriziana, appuntamento con il progetto della Decrescita Felice, ospite Maurizio Pallante, che da anni propone una diversa idea di sviluppo, che considera appunto come un inganno il diffuso modello culturale che ci viene offerto dai media e dalla politica.
“Generalmente si crede che la crescita economica consista nella crescita dei beni materiali e immateriali che un sistema economico e produttivo mette a disposizione di una popolazione nel corso di un anno. In realtà l’indicatore che si utilizza per misurarla, il prodotto interno lordo, si limita a calcolare il valore monetario delle merci, cioè dei prodotti e dei servizi scambiati con denaro. Il concetto di bene e il concetto di merce non sono equivalenti. Non tutti i beni sono merci e non tutte le merci sono beni… Se, dunque, il prodotto interno lordo misura il valore monetario delle merci e non prende in considerazione i beni, la decrescita indica soltanto una diminuzione della produzione di merci. Non dei beni. Poiché molte merci non sono beni e molti beni non sono merci, la decrescita può diventare il fulcro di un nuovo paradigma culturale e un obbiettivo politico, se si realizza come una diminuzione della produzione di merci che non sono beni e un incremento della produzione di beni che non sono merci. Questo processo è in grado di apportare miglioramenti alla qualità della vita e degli ecosistemi. A chi obbietta che la decrescita è un’utopia, bisogna innanzitutto ricordare che è la crescita ad essere un’utopia, per di più terrificante. In un mondo che ha una quantità finita di risorse e una capacità finita di assorbire i rifiuti liquidi, solidi e gassosi prodotti dalla produzione e dal consumo di merci, un processo di crescita economica infinita è impossibile. La decrescita, invece è possibile, ragionevole e desiderabile… Gli stili di vita finalizzati alla decrescita si basano sulla sobrietà e sull’autoproduzione, sulla valorizzazione degli scambi non mercantili fondati sul dono e sulla reciprocità”.
“…Come disse Bob Kennedy, il Pil misura qualsiasi cosa, tranne quello che può renderci felici. Ma la felicità può essere sostenibile? Eccome, risponde Maurizio Pallante: basta rinunciare alla droga (mentale) della crescita, sinonimo di benessere solo apparente, frutto di un equivoco generato dall’ideologia suicida dello sviluppo illimitato, che esaurisce le risorse e inquina il pianeta, mettendone a rischio il futuro e spingendo l’umanità in un vicolo cieco, dove si confondono beni e merci, lavoro e occupazione, e dove il semplice “divertimento” sostituisce la serenità della gioia.

Per uscire da questa crisi globale, socio-economica e ambientale ma anche culturale e antropologica, non bastano più le ricette del passato: serve un nuovo Rinascimento, chiamato Decrescita”.

In appendice l’Associazione Ex Border comunica l’avvio di una campagna di sostegno alla Festa della Cultura:

S.O.S.TIENI EX BORDER E LA FESTA DELLA CULTURA

L’Associazione Ex Border organizza a Gorizia la Festa della Cultura dal 2006 (con il sostegno della Regione FVG, della Provincia e del Comune di Gorizia, nonché della Fondazione Carigo). Nudo_Cosmo, Dis_Orienti, Care_Cassandre e quest’anno TRA_INGANNI…
Tuttavia, nonostante la grande affluenza di pubblico, la generosa attenzione della stampa, la qualità e il prestigio degli ospiti, dobbiamo constatare che il sostegno non cresce, anzi si riduce, a parte qualche raro caso. Non siamo più in grado di garantire il livello e le dimensioni dell’evento. Perché, come altrove (o qui accanto), la Festa della Cultura non riesce a decollare? Alcune istituzioni pubbliche e private continuano a rimanere assenti e distanti, incapaci di dialogare con chi produce e stimola la vitalità di un territorio. Non crediamo alla sola giustificazione della crisi economica in corso, perché l’erogazione di contributi e le scelte d’investimento dovrebbero essere proporzionali ai risultati: cioè conoscenza e visibilità di una città, oltre all’indotto economico. Senza occasioni di cultura una società s’impoverisce spiritualmente e moralmente, avviandosi verso la decadenza civile.
La Festa della Cultura (“una pausa che accende”) rischia quindi di rimanere solo un ricordo goriziano e, forse, sarà costretta a chiudere o a trasferirsi altrove, dove maggiormente e liberamente si ha il coraggio d’investire sulle risorse di una città e sul suo sviluppo, anche attraverso eventi culturali di eccellenza, realizzati peraltro con le competenze e spesso le forze di privati cittadini e associazioni.

L’Associazione Ex Border, durante le giornate della Festa della Cultura, oltre a valorizzare la cultura locale e le sue migliori personalità, ha ospitato in questi anni a Gorizia autori di grande prestigio nazionale e internazionale, poeti, scrittori, filosofi, scienziati e artisti tra i quali:
Umberto Galimberti, Marcello Veneziani, Stefano Zecchi, Edoardo Boncinelli, Valerio Massimo Manfredi, Boris Pahor, Willy Pasini, Roberto Pazzi, Fritjof Capra, Alexandra Petrova, Marco Pesatori, Mauro Corona, Massimo Donà, Michelle Nouri, Slavoj Zizek, Davide Rondoni, Mario Capanna, Marco Pesatori, Maram Al-Masri etc.
e alla Festa della Cultura 2009 intitolata TRA_INGANNI saranno presenti tra gli altri: Giobbe Covatta, Paolo Crepet, Massimo Fini, Maurizio Pallante, Tomaso Kemeny, Raul Montanari e altri.

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