Aperitivo a Grado

Il regno dei sogni e della follia. Solamente il 25 e 26 maggio al Cinema

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Il regno dei sogni e della follia
Arriva in sala per soli due giorni, lunedì 25 e martedì 26 maggio IL REGNO DEI SOGNI E DELLA FOLLIA, affascinante viaggio nel cuore dello studio Ghibli. Il film sarà in programma al Visionario alle ore 15.10 e 19.30 (biglietto intero €7, ridotto €5,50).

La regista Sunada Mami, cui è stato garantito un accesso praticamente privo di restrizioni all’inespugnabile studio giapponese, ha seguito i tre uomini che ne sono la linfa: il leggendario Hayao Miyazaki, il produttore Toshio Suzuki e lo sfuggente Isao Takahata. Un anno intero dentro le stanze segretissime del regno dei sogni e della follia, dunque, mentre la società si stava affrettando a completare due film: Si alza il vento di Miyazaki e La storia della principessa splendente di Takahata. Grazie a Sunada Mami siamo in grado di capire il processo creativo che è alla base delle illustrazioni di Miyazaki, la sua totale dedizione al disegno che lo spinge a girare per le stanze dello Studio con sempre indosso un grembiule quasi fosse un operaio della fantasia, sempre chino a dare vita ai sogni.

Il regno dei sogni e della follia

IL REGNO DEI SOGNI E DELLA FOLLIA, ricordiamo, è stato presentato in anteprima italiana al 17° Far East Film Festival (in collaborazione con la Lucky Red), inaugurando la sezione dedicata al cinema del reale curata da Anderson Le, direttore del Festival internazionale delle Hawaii ed esperto di cinema a 360° che spiega: «Miyazaki è riverito come il genio creativo che sta dietro a film affascinanti e pieni di magia come Il mio vicino Totoro, La città incantata e Kiki – Consegne a domicilio, e lo si potrebbe immaginare come una specie di nonno gentile con il cuore e gli occhi pieni di meraviglia. Ma si sbaglierebbe, perché Miyazaki, invece, è più assimilabile a un lavoratore educato e diligente che è stato benedetto da un colpo di genio, ma che è anche caratterizzato da momenti di cinismo e dubbi sul proprio lavoro, che suggeriscono una certa cupezza dietro le sue creazioni».

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