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I vertici della Hypo Bank Italia e della controllante Hypo International non hanno partecipato all’incontro di oggi come richiesto dai sindacati di categoria per affrontare la questione dei 118 licenziamenti preannunciati. L’azienda è stata rappresentata da uno staff tecnico esperto in rapporti sindacali costituito anche da consulenti esterni. I sindacati non hanno accettato di avviare la trattativa senza i vertici e secondo Pietro Santoro di Dircredito questo è l’ennesimo segnale di chiusura da parte dell’azienda. La lista di chi dovrebbe essere licenziato dovrebbe essere definita nelle prossime settimane.
La procedura richiede 50 giorni di tempo per il confronto con il sindacato e comunque la riorganizzazione complessiva dell’istituto di credito sarà terminata non prima di marzo 2013 compresi i licenziamenti.
Al termine di 50 giorni, si parla del 31 ottobre prossimo, è previsto per legge un secondo step, spiega Giudo Fasano (Fabi) ai microfoni di Telefriuli, della durata di 30-45 giorni, periodo in cui l’azienda deve comunicare al Ministero del lavoro l’intenzione di licenziare non avendo trovato accordi nel primo periodo.
Il ministero del lavoro potrebbe valutare di richiamare le parti per fare un ennesimo tentativo di accordo. L’azienda quindi sarà in grado di licenziare intorno a metà gennaio. Per Fasano tutti i settori sono coinvolti dai tagli, sia la direzione generale che gli sportelli. L’azienda non può scegliere a sua completa discrezione chi licenziare, poichè per legge è prevista la salvaguardia dei dipendenti con carichi di famiglia e maggiore anzianità di servizio

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