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Mittelfest: il bilancio dell’edizione 2010

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Oltre quaranta eventi equamente divisi fra Prosa, Musica e Danza hanno composto l’articolato cartellone artistico di Mittelfest 2010 – segnato dalla Direzione di Furio Bordon, Claudio Mansutti e Walter Mramor – che quest’anno si è snodata su un suggestivo filo conduttore: “Genio d’Europa. Dèmoni”. La rassegna – realizzata dall’Associazione Mittelfest presieduta da Antonio Devetag – non ha mancato di allargarsi anche verso i consueti appuntamenti di teatro di figura oltre a numerose iniziative collaterali ad ingresso libero (oltre una quindicina), eventi concomitanti e idealmente collegati al festival (mostre, itinerari,…), incontri col pubblico e la stampa (sei in tutto) che hanno offerto l’occasione per incontrare i protagonisti del festival e gustare apprezzate performance in diversi spazi della città ducale.
Il Mittelfest appena archiviato si conclude con un bilancio molto positivo, tanto per la risposta degli spettatori che per l’attenzione e la presenza della stampa, anche di quella nazionale, che ha dedicato al festival ampio spazio con interviste, presentazioni e recensioni (circa una centinaio i giornalisti che hanno attraversato i vari spazi della kermesse, tra quelli ospitati dal festival e i critici e giornalisti della regione).
Soddisfazione tra gli organizzatori e i promotori per l’aumento del numero degli abbonati al festival (maggiore del 20%), a testimonianza dell’affezione e del consolidamento del pubblico, oltre che per il mantenimento degli obiettivi economici fissati quest’anno. Molti spettacoli hanno registrato il tutto esaurito e la maggior parte degli spazi ha avuto una copertura quasi totale dei posti a disposizione, con numeri molto elevati per una kermesse spettacolare estiva a pagamento (da solo Bobby Mc Ferrin ha registrato oltre ottocento presenze paganti).
Particolarmente positivo il dato relativo ai contatti registrati sul web: quest’anno il festival ha intensificato la sua presenza in rete, e grazie al lavoro di un giovane web team si sono potuti proporre in tempo reale video, interviste, foto degli eventi e dei protagonisti e documentare tutti i momenti salienti della manifestazione, dialogare con il pubblico attraverso il blog e la pagina Facebook, oltre che inserire quotidianamente sul sito la rassegna stampa a disposizione di tutti i visitatori. Tra i dati di rilievo, si è passato da circa sessantamila pagine web visualizzate nella scorsa edizione alle oltre novantamila di quest’anno, i contatti del social network Facebook sono passati da alcune centinaia (290) a quasi 3000, mentre oltre 160 ore di visione sono il dato che riguarda i video caricati quotidianamente.
La macchina Mittelfest ha dimostrato una perfetta riuscita organizzativa (anche a detta delle compagnie ospiti che non hanno mancato di esternare la loro soddisfazione), grazie a un gruppo di lavoro che, complessivamente, coinvolge un indotto di circa cento persone – molte del territorio – a cui si affiancano 35 volontari (studenti delle scuole medie superiori di Cividale) che danno un contributo fondamentale alla riuscita complessiva del festival.

I numeri di questa edizione raccontano un Mittelfest di livello internazionale, che ha riunito sui suoi palcoscenici produzioni e protagonisti di ben undici Paesi diversi (Austria, Bulgaria, Croazia, Corea, Lituania, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Slovenia, Gran Bretagna, USA, Italia). La realizzazione del festival vede il fondamentale apporto della Regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Cividale, della Provincia di Udine, della Banca di Cividale, della Filologica Friuliana e della Fondazione CRUP a cui si sono affiancate importanti realtà organizzative ed eccellenze artistiche della nostra regione, e non solo: il Forum Austriaco di Cultura, il Festival di Lubiana, l’Emilia Romagna Festival, l’ERT del Friuli Venezia Giulia, il CSS, la Fondazione Bon, il Comune di Gorizia, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il Coro Polifonico di Ruda, il Dramsam Ensemble, il Cta (Centro teatro animazione e figure) di Gorizia, l’Orchestra Mitteleuropea e i complessi del Teatro Verdi di Trieste, la Compagnia Arearea, Folkest, la Civica Accademia Nico Pepe e l’associazione Corpi Sensibili di Udine.

Tra le novità di questa edizione a anche il parziale dislocamento della sua sede, con eventi programmati anche a Gorizia e a Udine, soprattutto a causa della chiusura per restauro del Teatro Ristori, unico spazio cividalese in grado di ospitare allestimenti del calibro de I Karamazov, che ha portato l’anteprima del festival in riva all’Isonzo, così come i tre spettacoli proposti dalla compagnia Muta Imago, trilogia che non ha mancato di raccogliere il plauso della critica specializzata e di farsi ammirare da chi cerca sperimentazioni e avanguardie. Il Teatro Nuovo Giovanni da Udine ha invece accolto due spettacoli-evento nel week-end conclusivo del festival: l’Idiotas, proposto nella leggendaria versione di Eimuntas Nekrošius, e l’entusiasmante concerto di Bobby McFerrin, che ha letteralmente stregato l’uditorio.
La possibilità di spostarsi a Gorizia e a Udine è stata sempre assicurata da un efficiente servizio di bus navetta e da una programmazione artistica in grado di evitare le sovrapposizioni fra gli eventi. Di fatto, Cividale ha rappresentato il cuore del festival avendo ospitato, in varie location, la stragrande maggioranza degli appuntamenti, con produzioni internazionali, esclusive assolute, debutti e prime italiane per un livello qualitativo ai vertici della proposta festivaliera nazionale.

In esclusiva va ricordata la produzione Mittelfest nel balletto Le pas de deux genial, oltre all’applauditissimo approfondimento sulla Nona Sinfonia di Beethoven proposto dallo scrittore Alessandro Baricco e dal violoncellista Mario Brunello. In prima assoluta è stata presentata, nel Chiostro di San Francesco, la serata di danza “Come mi manca Beethoven” formata da “E sotto avverso ciel…” e da “Il prato di Ludwig”. Ancora, numerose anteprime italiane che non hanno mancato di ottenere vivi consensi: Elio Germano, Palma d’oro quale miglior attore all’ultimo Festival di Cannes, ha interpretato in una Chiesa di San Francesco gremita in ogni ordine di posti, il testo dello statunitense Will Eno “Thom Pain (basato sul niente)”; grandi consensi per la prima italiana di Delitto e castigo – zlo?in in kazen, nella Chiesa di S. Maria dei Battuti, con la produzione Slovensko mladinsko gledališ?e (SMG) di Lubiana, mentre tutto esaurito anche per il debutto di Pino Petruzzelli con “Storia di Tönle”; prima italiana anche per la performance di balletto “Berio in movement”; sempre della sezione Danza, le altre prime italiane sono state quelle di “Arena”, nel Chiostro di San Francesco, con coreografie dell’ungherese Éva Duda, e di “Cassandra”, in Piazza Duomo, su coreografie di Luciano Cannito con una splendida Rossella Brescia; ispirato al romanzo di Franz Kafka, in prima nazionale Il processo – proces, andato in scena in Piazza Duomo, con coreografie(di Staša Zurovac) inedite in Italia. Va poi segnalata la commissione da parte di Mittelfest al compositore inglese di stampo minimalista Michael Nyman di cui la serata dal titolo “Influenze classiche, da Oriente a Occidente” ha visto l’esecuzione in prima assoluta. Anche il progetto Dostoevskij, molto seguito e apprezzato, ha presentato numerosi momenti collaterali allo spettacolo, presentati per la prima volta al pubblico.
Questa solo una parziale carrellata di alcuni degli eventi più significativi dell’edizione appena archiviata di Mittelfest: il festival della Mitteleuropa già guarda all’edizione 2011, quella del ventennale, che proseguirà nell’affermare l’importanza (assolutamente unica) della sua proposta artistica e culturale nel contesto della Nuova Europa.

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