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Natalino Balasso ne “La bisbetica domata”

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La bisbetica 1
Natalino Balasso vestirà i panni di Petruccio nell’allestimento de ‘La Bisbetica Domata’ che il Teatro Stabile di Verona ha affidato a Paolo Valerio e Piermario Vescovo. La commedia shakespeariana andrà in scena nel circuito ERT – dopo il debutto della scorsa settimana nella stagione di prosa di Gorizia – sabato 13 marzo al Teatro Verdi di Maniago e domenica 14 marzo al Teatro Modena di Palmanova. Entrambe le repliche avranno inizio alle 20.45. Nell’allestimento firmato da Valerio e Vescovo, esperto di Letteratura Teatrale e docente di Letteratura Teatrale Italiana all’Università di Venezia, accanto a Balasso, nel ruolo della bisbetica Caterina ci sarà Stefania Felicioli, attrice veneziana di grande carattere, apprezzata da pubblico e critica, che ha lavorato con i più grandi registi italiani, tra i quali De Bosio, Castri e Comencini. Con loro un cast di sole donne: Linda Bobbo, Ursula Joss, Silvia Masotti, Marta Meneghetti, Lucia Schierano, Carla Stella, Antonella Zaggia e Camilla Zorzi.

L’eterna battaglia tra l’uomo e la donna per la conquista del primato in famiglia è il tema che caratterizza la commedia. La trama racconta la vicenda di Caterina, l’insolente figlia maggiore di un signore padovano, scelta come sposa da Petruccio, giovane veronese allettato dalla sua ricca dote. Per domarne il carattere ribelle, Petruccio la costringerà – sempre fingendo un’affettuosa premura – a privazioni e umiliazioni di ogni genere fino a farne la più docile e innamorata delle mogli. imponendole queste prove Petruccio finisce per raggiungere con Caterina un’intensa fondata su un linguaggio comune solo a loro; dove entrambi scoprono di saper scherzare ai danni del resto dell’umanità.

Le compagnie del teatro elisabettiano erano composte interamente da uomini e non è raro anche oggi imbattersi in allestimenti tutti al maschile. Qui vi è un capovolgimento. Perché? “Una commedia – spiegano i due registi – quasi interamente di personaggi maschili e assunta come prototipo di trama misogina per antonomasia è un terreno naturale per un capovolgimento o per un rovesciamento di prospettiva. Lo spettacolo è anche la storia di un sogno che si ribalta. Ecco allora un drappello di donne che mettono in scena il sogno e impersonano, in abiti prevalentemente maschili, le parti in commedia che il sogno contiene”.

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