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I saluti del Papa sono risuonati in friulano, tedesco, sloveno, croato al termine del suo discorso sulla piazza del Capitolo di Aquileia, all’inizio della sua visita nel Nordest. Quando ha salutato in friulano, le sue parole sono state accolte da un applauso durato alcuni minuti. “Con gioia giungo a voi – aveva detto in italiano – figli ed eredi della illustre chiesa di Aquileia, e inizio da qui la mia visita alle Chiese di queste terre” e aveva salutato “pastori, autorità civili, fedeli, delle diocesi del Triveneto, come pure di quelle della Slovenia, Croazia, Austria e Baviera”. Da Aquileia nei primi secoli del cristianesimo nacquero 57 chiese in Italia e Europa, non solo negli attuali Friuli, Alto Adige, Veneto, ma anche in Croazia, Slovenia, Austria, Baviera e sud dell’Ungheria.

“Tenete sempre vive, con coraggio, la fede e le opere delle vostre origini” e traducete il Vangelo in “fervore spirituale, chiarezza di fede, sincera carità, pronta sensibilità per i poveri”, cercando “nuovi traguardi missionari in questo travagliato periodo storico”. E’ l’augurio del Papa al Nordest, rivolto da Aquileia, “porta tra Oriente e Occidente”, nel saluto alla cittadinanza in piazza Capitolo. Nel suo primo discorso pubblico del viaggio nel Nordest Benedetto XVI, accolto dalle autorità politiche e religiose, ha citato “i resti archeologici e le mirabili vestigia artistiche” che invitano a “riandare alle origini”, quando la città era la quarta dell’Impero romano, grande anche “per essere chiesa viva, capace di autentico annuncio”, ha citato la grandezza di san Cromazio e la lotta della città contro il dilagare dell’arianesimo. Benedetto XVI partecipa ora alla fase di avvio del convegno delle chiese del Nordest, che proseguirà nel 2012 ad Aquileia.

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