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Tarvisio: stendardo euroregionale per ricordare la lotta contro i turchi nel 1478

Uno stendardo “euroregionalista” lungo dieci metri steso sul celebre viadotto confinario tra Pontebba e Pontafel per riunire idealmente tutte le genti della Mitteleuropa nel ricordo della storia comune. Così il movimento “alpino-adriatico” del “Fogolâr Civic” ha onorato la memoria transfrontaliera della plurisecolare lotta contro i Turchi nel 540° anniversario della battaglia di Lanza, alle sorgenti della Pontebbana, antico confine tra due Europe storiche.

“Restituire radici all’unità degli europei o per lo meno dei mitteleuropei. Riunire i popoli confinanti attraverso la coscienza di una storia comune, di emozioni, sentimenti, tragedie e giubili condivisi nel corso dei secoli, nonostante i confini”. Con questi alti intenti, nell’anniversario della battaglia di Lanza del 30 agosto 1478, che vide i Carnici fermare i Turchi lanciati al saccheggio delle loro valli, il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” ha inteso affratellare nel ricordo tutte le resistenze popolari contro le incursioni e le invasioni ottomane in seno all’Europa orbitante un tempo su Madre Aquileia, tratto accomunante le vicende storiche dei popoli compresi tra Drava o Danubio, anzi, Baltico, da un lato, e Adriatico, dall’altro; lotta comune, capillare, contro un Male assoluto e paradigmatico raccordante, per reazione, il cuore e non soltanto del Vecchio Continente. Ricevuta dall’assessore locale alla Cultura, dott.ssa Arianna Donadelli, giovedì 30 agosto 2018, una varia delegazione civica raccolta dal sodalizio, composta da attivisti e simpatizzanti friulani, veneti, lombardi, toscani, campani e siciliani, si è recata a Pontebba, dove, sul ponte che per tanti secoli fu confine politico tra l’Europa italica e quella germanica, ha simbolicamente steso il suo enorme stendardo “euroregionalista”, lungo dieci metri e recante i colori di Madre Aquileia, cucito nel 2005 dalla “pasquottina” udinese Mirella Valzacchi, a significare comunanza storica e culturale transfrontaliera, motivo valido di rinnovate sinergia e fratellanza interregionali e internazionali. “Crist pietàt dal nustri pais”, “Christus, erbarme Dich unseres Dorfes”: nell’originale friulano e in tedesco, i professori Alberto Travain e Daniele Fachin, già colleghi e collaboratori nel campo della promozione della cultura civica, hanno, per l’occasione, letto la struggente preghiera con cui si apre il celebre dramma pasoliniano “I Turcs tal Friul”, disperata, devota e ad un tempo critica, ‘laica’, richiesta d’aiuto al Cielo di fronte alle orde assassine incombenti, secoli or sono, sulle popolazioni europee a nord e a sud di quel significativo ponte. Particolarmente rappresentativa la delegazione del civismo di Udine, con i due vicepresidenti del rinnovato Arengo cittadino, arch. Amerigo Cherici e dott.ssa Maria Luisa Ranzato, accompagnati dalle consigliere popolari arengarie sig.ra Jolanda Deana (Quintiere di Grazzano) e prof.ssa Luisa Faraci (Quintiere di Gemona). Presenti anche rappresentanti del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” e del Coordinamento Euroregionalista Friulano “Europa Aquileiensis” nonché del Club per l’Unesco di Udine. Per il sodalizio organizzatore del Fogolâr Civic, oltre ai citati sodali Fachin, Travain e Valzacchi, sono intervenuti il vulcanico attivista sandanielese Maurizio Di Fant, delegato ai rapporti con il territorio, cui si è dovuto l’aggancio diretto con l’Amministrazione pontebbana, nonché la signora Marisa Celotti, incaricata del Servizio Cerimoniale fogolarista. L’assessore Donadelli ha ringraziato per l’alto valore simbolico della cerimonia e per la testimonianza civica data dalle delegazioni convenute in una località paradigmatica, chiaramente composita ma da sempre solidale, che accosta le antiche diversità superstiti in una vita di comunità contemporanea in cui i giovani, ha detto, però, dovrebbero essere parte più attiva e culturalmente cosciente. Il prof. Travain, presidente di Fogolâr Civic, Academie dal Friûl, Europa Aquileiensis e delegato presidenziale del Club Unesco udinese, ha salutato la novella e cortese amministratrice auspicando che Pontebba “piccola e varia Europa unita in miniatura” possa davvero essere esempio e stimolo nel rilanciare un’idea forte di unità tra identità diverse ma facenti parte di una comune civiltà mitteleuropea di cui Aquileia fu madre e regina. Il leader civista-euroregionalista ha ricordato, per analogo spirito, l’iniziativa del Fogolâr Civic del 2016 in loco, commemorativa del quarto centenario del proditorio sacco della parte italica, guidato da avventuriero inglese al soldo degli Asburgo, pagina nera in una lunga storia di amicizia e solidarietà transfrontaliere, minate da lontani intrighi di governo e mire di conquista. “Pronti a collaborare!” ha detto Travain: “Pontebba può essere davvero la sintesi tra passato e futuro delle nostre genti!”.

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