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Tavagnacco: Hypo Bank consegna la “lista dei licenziamenti”. 97 lavoratori, 52 famiglie in FVG

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Ieri sera la Direzione Generale di HYPO Alpe-Adria-Bank SpA ha consegnato alle Organizzazioni Sindacali l’elenco dei profili professionali in esubero e della relativa collocazione organizzativa / territoriale.
In seguito alla sottoscrizione  lunedì scorso, presso il Ministero del Lavoro  dell’ipotesi di accordo, ora risulta chiara l’intenzione dell’azienda: su 391 dipendenti, 97 (all’avvio della procedura sui licenziamenti ne erano stati dichiarati in esubero 118 uno dei due sostanziali risultati ottenuti a Roma) bancari saranno a breve licenziati.

Di questi, 44 fanno parte della Direzione Generale in Tavagnacco (Udine), 53 sono impiegati presso le Agenzie della banca dislocate da Trieste a Gallarate (Va), fino Modena e Carrara. In Friuli Venezia Giulia, 52 saranno le famiglie che subiranno gli effetti del licenziamento. Come sempre sostenuto dalle Organizzazioni Sindacali, l’elenco fornito
dalla banca è predisposto con un dettaglio nell’identificare il numero degli esuberi  così specifico dal punto di vista
organizzativo, che fa sorgere il dubbio sull’applicazione di criteri oggettivi. L’identificare al minimo livello di unità organizzativa (per essere chiari, per Area, per Reparto e per Ufficio) il numero di esuberi distinti da responsabili di unità organizzativa ed addetti, nella maggior parte dei casi si traduce in un’individuazione mirata dei nominativi sgraditi dalla banca. E non si capice con quale logica in questo modo  l’azienda ritenga utile licenziare dei responsabili, con alta anzianità aziendale, carichi di famiglia ed elevata professionalità, per mantenere un altro collega. Ovvero altri
colleghi delle agenzie, perché quel determinato ruolo in quella determinata provincia non è più necessario. Per questo sembrano di nuovo disattese le tutele previste nel ccnl dei bancari, che permettono alle aziende di utilizzare tutti i livelli di inquadramento assegnando anche mansioni più alte rispetto all’inquadramento (quindi sottopagando le professionalità), e viceversa, nonché  in caso di emergenza di trasferire il personale.

Per questo critico l’applicazione delle regole di legge adottata dalla banca per individuare i dipendenti da licenziare, in assenza di informazione sulle future strategia aziendali: avrei escluso perticolarismi non in linea con i principi di legge se i criteri di individuazione degli esuberi fossero stati applicati ai macro settori organizzativi della banca.
In questo modo, l’intenzione di ridurre il numero di personale  non di ridurre i costi sul personale appare attuata, in molti casi, ad-personam.

La seconda conquista ottenuta presso il Ministero del Lavoro addolcisce l’amara realtà: almeno i colleghi che da ieri sera sanno di non essere graditi potranno beneficiale del fondo emergenziale del settore che garantirà 24 mensilità, seppur ridotte  mediamente al 70%.

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