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Udine: condivisione del sistema di videosorveglianza, a disposizione di tutte le forze dell’ordine

telecamere-sicurezza

Controllo del traffico, ricostruzione di incidenti stradali, sicurezza urbana, contrasto delle situazioni di degrado. Ma anche e soprattutto prevenzione e repressione dei reati in supporto alle attività di ordine pubblico e sicurezza. D’ora in avanti, grazie al protocollo sul sistema di videosorveglianza del territorio, firmato oggi, 28 gennaio, a palazzo D’Aronco tra Comune e Prefettura di Udine, Polizia Locale, Carabinieri e Questura potranno avere libero accesso con un collegamento diretto al sistema di videosorveglianza cittadino.

A firmare l’intesa il sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell, e il Prefetto di Udine, Provvidenza Delfina Raimondo, alla presenza anche dell’assessore comunale all’Innovazione, Gabriele Giacomini, del Questore di Udine, Claudio Cracovia, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Udine, colonnello Roberto Del Piano, del Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Udine, colonnello Stefano Commentucci e del comandante della Polizia Locale, Sergio Bedessi.

“Grazie a questo accordo, tra i primi simili stipulati in regione e in Italia – ha spiegato Honsell –, viene garantito ulteriormente l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, senza contare che il potenziamento di questi servizi rappresenta un messaggio di fiducia per la sicurezza di tutti. Come possono confermare le forze dell’ordine – ha proseguito il sindaco – Udine da un lato è ben al di sotto della media nazionale per quanto riguarda fatti criminosi e dall’altro in città si registra invece un’altissima percentuale di cattura di chi ha commesso reato. Ringrazio dunque tutti quanti, a partire dall’assessore Giacomini, dagli uffici del Comune e dai rappresentanti delle istituzioni e forze dell’ordine per l’impegno profuso insieme. Di fronte alla preoccupazione apparente dei cittadini per la percezione di insicurezza – conclude – noi rispondiamo in modo innovativo e sinergico. Un vero e proprio lavoro di squadra a vantaggio della collettività”.

D’ora in poi, dunque, le 51 telecamere del Comune già posizionate con finalità di sicurezza urbana e protezione civile e collegate solo al Comando della Polizia Locale, saranno messe in condivisione anche con Questura e Comando Provinciale Carabinieri onde consentire l’accesso al sistema di videosorveglianza anche da parte delle rispettive sale operative, facilitando così la visione e il prelievo delle immagini per motivi di polizia giudiziaria.

“Arrivare a stilare un protocollo di questo tipo – ha commentato il prefetto – ha comportato un’attenta analisi in seno al Comitato per l’Ordine pubblico e la sicurezza. Ma i lavoro svolto da tutti i soggetti coinvolti – ha concluso – non ha riguardato solo questo aspetto. Altre specifiche progettualità, infatti, sono state portate avanti in particolare con la Polizia Locale. Progetti che ci consentiranno di mettere insieme le risorse per il controllo del territorio”. Sull’importanza del lavoro sinergico svolto in questi mesi si è soffermato inoltre il Questore di Udine. “Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Cracovia – dei risultati ottenuti a dimostrazione della capacità di fare rete tra istituzioni che mirano a garantire la sicurezza per i cittadini. Oltre a rappresentare un forte deterrente – ha concluso – il sistema di videosorveglianza aiuta moltissimo anche le indagini post factum, senza contare che può essere molto utile anche in occasioni di manifestazioni di ordine pubblico”. Sull’aspetto più umano che strettamente tecnologico ha invece posto l’accento il colonnello Del Piano dell’Arma. “Mi piace sottolineare – ha chiarito – che dietro ogni macchina, dietro ogni computer, dietro ogni sistema informatico c’è un uomo. Ecco perché iniziative come questa non solo rappresentano un passo avanti sul fronte della tecnologia, ma aiutano moltissimo anche il lavoro degli uomini”.

Cinquantuno, si diceva, gli occhi elettronici collegati tra di loro e monitorati attraverso tre consolle perfettamente autonome l’una rispetto all’altra e posizionate nelle sale operative dei vigili in via Girardini, della Questura in viale Venezia e del Comando provinciale dei Carabinieri in viale Trieste. Il sistema di videosorveglianza sul territorio comunale, comunque, non si limita a queste 51 telecamere. Grazie a un attento e capillare lavoro di mappatura, infatti, sarà possibile monitorare la sicurezza anche attraverso circa 370 telecamere private e 290 comunali a circuito chiuso già installate. Il che significa che sulla sicurezza dei cittadini vigilano complessivamente quasi 700 “occhi elettronici”.

“In un momento di limitate risorse a disposizione – ha sottolineato Giacomini – la prima preoccupazione di un amministratore deve essere quella di valorizzare al massimo il potenziale presente. Per questo motivo, dopo aver messo a disposizione delle forze dell’ordine le 51 telecamere ad alta tecnologia che fanno parte del nostro patrimonio di videosorveglianza, abbiamo consegnato alle forze dell’ordine anche un report che contiene la localizzazione di circa 370 telecamere private”.

Anche se destinate allo scopo di proteggere proprietà private, queste telecamere sono infatti in grado di fornire riprese di un dato contesto. Proprio per questo motivo spesso vengono utilizzate dagli organi di polizia giudiziaria, che normalmente però, di fronte a un determinato reato, devono effettuare una ricerca per appurare l’esistenza di eventuali occhi elettronici. “Fino ad ora non esisteva un censimento di questi impianti – spiega ancora Giacomini –. Per questo abbiamo pensato che un progetto simile, fra i primi a livello nazionale, potesse essere un utile complemento del sistema di videosorveglianza pubblico del Comune di Udine. Grazie a questi dati, le forze dell’ordine avranno sempre a disposizione una mappa dettagliata di questi ‘occhi elettronici’ e ottenere quindi nel più breve tempo possibile le immagini utili per le loro indagini”.

Non ultimo in termini di importanza, infine, il progetto finanziato dalla Regione per il potenziamento della sicurezza. “Grazie a uno stanziamento di circa 110 mila euro – ha spiegato il comandante Bedessi – saremo in grado, oltre che a prevedere un’adeguata formazione al nostro personale – anche di acquistare alcune strumentazioni innovative per contrastare le violazioni al codice della strada e non solo. A breve, dunque, potremo contare su un veicolo per controlli dinamici, installare punti di ripresa per controllo targhe sulle principali direttrici e sull’acquisto di attrezzature mobili da condividere con le diverse forze dell’ordine come un drone, telelaser ed etilometri”.

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