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Udine: il consiglio provinciale scioglie l’UPI e promuove il friulano in parlamento

14.03.2017-Foto 10Il bilancio di previsione 2017, la revisione dei collegi elettorali del Fvg previsti nell’Italicum, il sottofinanziamento dell’Università di Udine, la riforma degli enti locali e l’omissione del friulano nello schema di convenzione Governo-Rai, sono stati i principali argomenti esaminati oggi – martedì 14 marzo – dal Consiglio provinciale di Udine. Ad aprire la seduta odierna, la commemorazione proposta dal presidente del Consiglio Fabrizio Pitton, di Alberto di Caporiacco e del presidente Marzio Strassoldo. Dell’ex rettore e presidente della Provincia di Udine, Pitton ha ricordato l’impegno per il potenziamento dell’Università di Udine, la valorizzazione del friulano non solo come componente identitaria ma anche come risorsa economica, la battaglia contro la quinta Provincia e le recenti proteste contro la riforma degli enti locali e la modifica della Costituzione.

Il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini ha illustrato i contenuti del bilancio di previsione 2017 evidenziando innanzitutto che l’importo di 53,6 milioni di euro equivale al pareggio di bilancio e comprende le spese effettive (personale, utenze e investimenti) che sono pari a 29 milioni di euro mentre la quota rimanente è rappresentata da partite di giro (per 13 milioni di euro) e la quota di ammortamento dei mutui (10 milioni 452 mila euro). L’avanzo di amministrazione presunto, inoltre, si aggira intorno ai 24 milioni di euro. Nel dettagliare le entrate, il presidente ha sottolineato l’assenza dell’Ipt che sarà introitata dalla Regione come previsto dalla legge di stabilità nazionale (un valore di 14,5 milioni di euro) mentre permangono i sovracanoni rivieraschi per 95 mila euro. Diminuiscono drasticamente i trasferimenti dalla Regione: dai 69 milioni 608 mila euro del 2016 ai 29 milioni 424 mila euro di quest’anno. Previsto un accantonamento di 3 milioni 946 mila euro per i ricorsi/contenziosi pendenti. Continua l’impegno della Provincia a favore delle scuole con 8 milioni 496 mila euro destinati al capitolo dell’edilizia scolastica (e già impegnati per la quasi totalità), competenza che l’ente gestirà fino al 31 marzo; procede inoltre con un ritmo del 10% annuo la diminuzione dell’indebitamento: a fine 2017 si passerà da 113 a 102 milioni di euro. La discussione sul bilancio di previsione e sul documento unico di programmazione si terrà nella seduta del 29 marzo.

Il consiglio provinciale ha quindi deliberato lo scioglimento dell’Upi Fvg-Unione Province del Friuli Venezia Giulia e designato i componenti della Commissione elettorale circondariale di Udine.

Con 19 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto, l’assemblea di palazzo Belgrado ha approvato un ordine del giorno affinché venga riconosciuta rappresentanza politica in Parlamento alle minoranze linguistiche del Fvg chiedendo, in particolare, una parità di accesso rispetto a tutte le forze politiche in campo, odg proposto dal consigliere Federico Simeoni che ha illustrato un secondo documento, condiviso anche da Fi, Udc e Ln e approvato all’unanimità, avente ad oggetto la richiesta di modificare l’Italicum e, per quel che riguarda la nostra Regione, la suddivisione in due collegi elettorali che penalizza fortemente la Provincia di Udine, a tutela dell’omogeneità territoriale, culturale e identitaria dei collegi elettorali regionali.

Tutti i consiglieri concordi nel sostenere la necessità di riequilibrare l’entità dei finanziamenti statali assegnati all’Università di Udine che sconta una penalizzazione storica rispetto all’ateneo di Trieste pur avendo un numero maggiore di iscritti. L’assegnazione non deve basarsi sul dato storico ma sui costi standard e sulla valutazione del numero corrente degli studenti iscritti a ogni ateneo. Sollecitata inoltre la Regione a dare attuazione alla articolo 6 bis comma 2 della legge regionale 2/2011 che prevede, appunto, la perequazione dei finanziamenti ministeriali.

Venti voti favorevoli e 8 astenuti per l’odg presentato da Ln, Udc, Fi e Patrie Furlane in cui vengono evidenziate le criticità della riforma delle autonomie locali partendo dalle carenza di personale nei Comuni; allo svuotamento dei Municipi stessi di servizi che, invece, devono essere prossimi all’utente; ai maggiori costi derivanti dall’assunzione dei direttori nelle Uti; alla paralisi amministrativa delle Uti che non consente di operare efficacemente fino alla riduzione dei trasferimenti ai Comuni. Il consiglio provinciale chiede ai vertici della Regione di assumere ogni iniziativa necessaria a consentire la presenza all’interno dei Comuni, indipendentemente dall’appartenenza o meno a una Uti, del personale necessario allo svolgimento efficiente e tempestivo delle attività municipali. Chiede inoltre che vengano garantite le risorse finanziarie almeno pari all’assestato 2016 per evitare che minori risorse compromettano i servizi o si traducano in aumenti di costi per i cittadini. Contestata l’obbligatorietà di esercizio associato delle funzioni comunali in Uti con la richiesta di modificare l’articolo 6 della legge 26/2014. L’odg, infine, impegna il presidente della Provincia ad appoggiare ogni iniziativa volta alla tutela dell’autonomia del Comune che consenta di preservare il rispetto dei principi democratici nelle scelte amministrative ed altresì i principi di sussidiarietà, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.

Con voto unanime il consiglio provinciale ha sostenuto la richiesta di integrare la lingua friulana nello schema di convenzione Governo-Rai per la concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. L’ordine del giorno sarà inviato alla Commissione bicamerale di Vigilanza Rai, a tutti i parlamentari eletti in Fvg, al Presidente del Consiglio dei Ministri e alla Presidente della Regione Fvg.

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