Agroalimentare: Shaurli, Perlage esalta crescita bollicine Fvg

Udine, 26 giu – Seguendo la tendenza positiva di quella che, da
privilegio di pochi, è divenuta una richiesta in continuo
aumento, anche in Friuli Venezia Giulia sono sempre più numerosi
i produttori di pregio che, accanto alla salda presenza dei vini
autoctoni, si dedicano alla realizzazione di spumanti di grande
qualità.

“Una produzione, quella delle bollicine, che si deve identificare
fortemente con il territorio e con le nostre caratteristiche”, ha
evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agricole,
Cristiano Shaurli, intervenuto a Udine alla presentazione di
Perlage, evento organizzato dalla Pro loco Udine Castello con il
supporto di Ersa e in programma venerdì prossimo, 30 giugno, a
partire dalle ore 19 nel piazzale del Castello del capoluogo
friulano con, in caso di maltempo, l’opzione alternativa al
Castello di Villalta.

Riferendosi alla crescita delle bollicine, Shaurli ha quindi
affermato che “la Ribolla gialla spumantizzata del Friuli Venezia
Giulia potrebbe riscuotere ancor maggior successo e divenire un
vero e proprio vino bandiera della nostra viticoltura”.

Perlage, ideato sei anni fa dalla Pro loco Udine Castello,
quest’anno richiamerà oltre 140 realtà imprenditoriali tra
produttori di vini, aziende agroalimentari, ristoranti e wine bar
per proporre ai visitatori (lo scorso anno furono circa 2mila e
sono già pervenute prenotazioni da Austria, Slovenia, Gran
Bretagna e Francia) piatti e sapori abbinati a ciascuno spumante
in degustazione.

I viticoltori del Friuli Venezia Giulia presenti all’evento
saranno una cinquantina, compresi i produttori del Collio
sloveno, e con tutti loro, rappresentati nell’occasione da
Adriano Gigante, vicepresidente della Doc Friuli, si è
congratulato Shaurli perché continuano a dimostrare la loro
capacità di innovarsi anche seguendo l’evoluzione del mercato.

A dimostrazione dell’efficacia delle loro scelte, ha sottolineato
l’assessore, il mercato degli spumanti ha confermato il suo trend
attivo con una crescita del 6 per cento. Allo stesso tempo, i
viticoltori del Friuli Venezia Giulia, come ha rilevato Shaurli,
hanno compreso che il vigneto regionale non può competere sulla
quantità delle produzioni con le altre realtà presenti sul
mercato globale ma deve continuare a farsi valere attraverso la
qualità.
ARC/CM/RED/fc

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