AMBIENTE: NESSUN RISCHIO AMIANTO NELLE NOSTRE ACQUE

Staranzano (Go), 2 apr – Le più recenti indagini e gli studi
per ricercare la eventuale presenza di fibre di amianto nelle
acque potabili sono rassicuranti e consentono di affermare che
non ci sono al momento rischi connessi all’utilizzo dell’acqua
degli acquedotti del Friuli Venezia Giulia, anche laddove vi sono
ancora tratti di condutture in cemento-amianto. E’ quanto emerso
nel corso della Tavola rotonda “Acqua è salute: cosa sappiamo del
rischio amianto?” che si è tenuta oggi nella sala Del Bianco del
Comune di Staranzano (Go). L’incontro, al quale ha partecipato
anche l’assessore all’ambiente Sara Vito, è stato organizzato
dalla Scuola Provinciale dell’Acqua, da AdriaticGreeNet e dal
Comune di Staranzano con il sostegno della Regione FVG e della
Provincia di Gorizia, allo scopo di fornire nuovi aggiornamenti
sulla presenza di fibre di amianto nelle acque potabili e sugli
eventuali rischi correlati.

“Momenti di incontro e confronto sul tema dell’amianto – ha
affermato l’assessore regionale – sono molto importanti,
soprattutto nel Monfalconese, che ha vissuto le conseguenze
drammatiche dell’uso di questo minerale in ambito lavorativo. A
tale proposito è quanto mai opportuno presentare proprio in
questa realtà le azioni che l’amministrazione regionale ha
attuato per contenere il rischio e avviare una capillare attività
di bonifica”. Vito ha ricordato in proposito che la Regione ha
iniziato ad interessarsi del problema amianto nel lontano 1996
con un primo Piano regionale amianto, che ha consentito di
avviare il censimento dei manufatti (compresi gli acquedotti);
successivamente nel 1998 sono stati stanziati i primi contributi
a favore di Enti pubblici per la rimozione di amianto
deteriorato. Nel 2006 e 2007 sono stati effettuati da Arpa i
primi censimenti. Nel 2013, con l’avvio della legislatura guidata
da Debora Serracchiani, la Regione ha rimesso il tema
dell’amianto al centro della sua agenda con il potenziamento
della Commissione regionale amianto, integrata con esperti in
questioni ambientali, con lo stanziamento (2015) di nuovi
contributi a favore dei Comuni per la rimozione dell’amianto, con
il sostegno alle campagne di telerilevamento multispettrale che
Arpa andrà a realizzare nel mese di aprile di quest’anno e,
infine, con l’intenzione, ricordata oggi dall’assessore, di
realizzare un secondo Piano amianto.

Per quanto riguarda le acque potabili, Vito ha ricordato che
“bisogna capire l’effettiva pericolosità delle condutture in
cemento-amianto. Tramite le indagini e gli studi in programma
sarà comunque possibile individuare le priorità ed effettuare
interventi di bonifica e sostituzione delle condutture”.

Nel corso dell’incontro sono stati ricordati anche i risultati
dei monitoraggi effettuati da ARPA nel 2005, già allora del tutto
tranquillizzanti: dei 21 campioni analizzati solo in 2 erano
state trovate tracce di fibre di amianto. I monitoraggi verranno
in ogni caso ripresi nel corso di quest’anno e confrontati con
quelli precedenti. Altro dato positivo, evidenziato da Mirio
Bolzan, amministratore unico di IrisAcqua, la progressiva
sostituzione delle condutture in cemento Amianto. Dei 300 km
circa presenti in provincia di Gorizia, circa un terzo sono già
state sostituite e ci sono già dei piani operativi per la
sostituzione di un’ulteriore quota.

Da tener presente infine, un ulteriore elemento rassicurante: per
Fiorella Belpoggi, direttore dell’Istituto Ramazzini di Bologna,
il calcare spesso presente nelle acque, specie nel Goriziano, si
deposita sui bordi delle condutture di cemento-amianto, formando
un manicotto protettivo che impedisce la diffusione delle fibre
nell’acqua.
ARC/PPD/Com

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