Confidi Friuli approva il bilancio, “Pronti a fronteggiare emergenza”

Volume delle attività finanziarie a quota 162 milioni (da 153), 110 milioni di garanzie in essere (da 101), patrimonio netto in crescita di 1,1 milioni e ora sopra i 29 milioni. E un utile di 90mila euro nonostante sei mesi forte attività di sostegno alle imprese con sconti sulle commissioni e le svalutazioni volontarie di immobili non strategici. Sono i principali dati del bilancio 2019 di Confidi Friuli, approvato in assemblea alla presenza del presidente Cristian Vida, del direttore generale Remigio Venier e dei presidenti di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, Confcommercio Udine, Giovanni Da Pozzo, Confapi Fvg, Massimo Paniccia, con Sergio Bini collegato in videoconferenza. L’assessore regionale alle Attività produttive ha sottolineato «l’azione rilevante di Confidi Friuli anche in questo momento particolarmente difficile, che merita il plauso della Regione e della nostra comunità. Come amministrazione – ha proseguito – abbiamo già messo in campo un provvedimento importante e stiamo per varare un’altra iniziativa conforme alle attese degli imprenditori e alle richieste delle associazioni, ma non può essere sufficiente a dare ristoro a un intero sistema economico in sofferenza senza un supporto deciso, concreto, ben definito e chiaro da parte dello Stato».

«Un segnale di grande coesione tra istituzioni ed economia in una congiuntura mai così difficile – commenta Vida –. Ringraziamo la Regione per il sostegno e siamo pronti a lottare per imprenditori che condividono con noi successi e difficoltà. Il Friuli non può finire sotto i colpi di un virus o di un’Europa che non ha il coraggio di decidere e rischiare».

Nei tre interventi di Mareschi Danieli, Da Pozzo e Paniccia, analoghe considerazioni. «Siamo in guerra con una enorme differenza rispetto a quelle del passato: ora combattiamo tutti dalla stessa parte – le parole della presidente di Confindustria –. Prima ci assumeremo ciascuno le proprie responsabilità, come istituzioni, imprese, banche e cittadini, prima inizieremo a vedere i risultati di uno sforzo comune». «Confidi Friuli, a completamento di un lungo percorso di aggregazione iniziato più di dieci anni fa, sta dimostrando con i risultati la lungimiranza di un lavoro che unisca i territori, non li divida», ha aggiunto Da Pozzo, mentre Paniccia ha sottolineato come il vero problema sia ora «la liquidità delle imprese che deve essere assolutamente assicurata, perché temiamo che la burocrazia sia un ostacolo insormontabile e che vanificherà la possibilità di aiutarle a superare questa situazione disastrosa».

Ritornando al bilancio, «positivo e confortante», riassume il presidente Vida, emergono anche la copertura delle partite deteriorate al 66% (contro una media del sistema bancario del 60%) e l’indice di solidità patrimoniale CeT1 Ratio del 29,2%, pure molto sopra la media del credito italiano, Vida ha informato sull’incremento degli iscritti (+130 le nuove adesioni dal 1 gennaio, +212 nell’intero 2019, il totale è ora di 7.200) e sottolineato come la gran parte dell’operatività sia legata alla collaborazione con gli istituti locali, a partire da Banche di Credito cooperativo e Banca di Cividale, con Credit Agricol FriulAdria punto di riferimento nel Pordenonese, «che possiamo considerare locale per come opera a livello strategico sul territorio». Quindi il ringraziamento al direttore uscente Paolo Zuppicchini, «determinante nel processo di fusione», e la presentazione del dg in carica, Venier, «che sta tra l’altro gestendo la procedura per il prossimo ingresso nell’Albo dei Confidi vigilati da Banca d’Italia». Alla Regione Vida ha dato poi atto «dello sforzo messo in campo e del costante supporto» e ha rivolto quindi la richiesta di «liberare gli 11 milioni del Por Fesr per sostenere il sistema in questo complicatissimo momento».

374