Decreto Semplificazioni: in FVG potenziamento linea ferroviaria Venezia-Trieste

Giuseppe Conte: il decreto semplificazioni “è il trampolino di lancio di cui l’Italia ha bisogno in questo momento”.

Le opere strategiche approvateTra le opere strategiche approvate dal Cdm ci sono “la Salerno-Reggio Calabria, la Palermo-Catania-Messina, la Pescara-Roma, la Pescara-Bari, la Venezia-Trieste, la Gronda, la Ionica, l’ampliamento della Salaria, la Pontina, l’anello ferroviario di Roma, la ferrovia La Spezia-Parma, la Brescia-Verona”.

Le opere idricheTra le opere idriche ci sono nove dighe (di nuova realizzazione o per cui è necessaria la messa in sicurezza) in Sardegna, la Traversa Lago d’Idro in provincia di Brescia, l’Acquedotto del Peschiera per aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento potabile e il Mose per la salvaguardia di Venezia.

Le opere ferroviarie
Tra le opere ferroviarie figurano invece il raddoppio della Codogno-Cremona-Mantova; il completamento dei lavori del nodo ferroviario di Genova e il collegamento dell’ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il porto di Genova; il completamento del raddoppio della Genova-Ventimiglia e del raddoppio della Pontremolese; la chiusura dell’anello ferroviario di Roma; il potenziamento tecnologico e gli interventi infrastrutturali sulla linea Salerno-Reggio Calabria; la linea Palermo-Trapani via Milo; la realizzazione dell’asse AV Palermo-Catania-Messina; il potenziamento della linea Fortezza-Verona e della Venezia-Trieste; la linea Roma-Pescara; il completamento del raddoppio Pescara-Bari; la realizzazione delle opere relative alla tratta ferroviaria Napoli-Bari; la realizzazione nuova linea Ferrandina-Matera La Martella; il potenziamento tecnologico e gli interventi infrastrutturali della linea Taranto-Metaponto-Potenza-Salerno.

Le opere stradali
Tra le opere stradali e autostradali compaiono la A24-A25, la statale 106 Ionica, la Ragusana, il completamento della Orte-Civitavecchia con la nuova tratta Monte Romano-Civitavecchia; la Tarquinia-San Pietro in Palazzi; la Roma-Latina; il potenziamento a 4 corsie della via Salaria; il Ponte ad Albiano Magra (di competenza dell’Anas crollato in provincia di Massa Carrara ad aprile scorso) e la e78 Grosseto-Fano.

Stop ad attese infinite
Conte rilancia il decreto dai lui fortemente voluto promettendo che “le opere non si bloccheranno più”. E sarà possibile perché, secondo quanto afferma il premier, “i procedimenti amministrativi” saranno “con sentenza breve” e “le stazioni appaltanti” procederanno “anche in presenza di contenzioso. Oggi si blocca tutto, non succederà più”. In conferenza stampa, viene anche sottolineato che ci sarà uno “stop alle attese infinite” perché la P.a. potrà “esporre una volta sola le ragioni che giustifichino il non accoglimento” delle istanze e “chi non risponde in tempo non potrà più intervenire”.

Appalti semplici e veloci, sotto 150mila euro affidamento diretto
Tra i punti che velocizzeranno l’iter per avviare le opere nel Paese, evidenzia il capo del governo, c’è sicuramente la norma che regola l’affidamento diretto degli appalti. “Avremo gare più semplici e veloci, ci sarà l’affidamento diretto sotto i 150mila euro, viene innalzata così la soglia che era stata fissata entro i 40mila euro”, osserva.

I commissari saranno istituiti solo per le opere più complesse
“Diamo poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti – prosegue -: non serve necessariamente un commissario per procedere velocemente ma prevediamo che in casi complessi sia possibile nominare commissari sulla scia di Expo e del Ponte Genova”. 

Il governo commissaria 36 opere
Tra gli altri provvedimenti stabiliti dall’esecutivo c’è il commissariamento di 36 opere, che sono elencate nel piano di infrastrutture messo a punto dal Mit e collegato al decreto semplificazioni. Si tratta di 12 opere idriche (dighe o acquedotti) di nuova realizzazione o di messa in sicurezza, 15 opere ferroviarie (valico di Giovi, Napoli-Bari, Roma-Pescara ect) e 9 infrastrutture stradali come la Grosseto-Fano, la Roma-Latina, la SS106 Ionica e la Tarquinia San Pietro in Palazzi.

Riforma dell’abuso di ufficio e del danno erariale, puniamo chi non opera
Il governo è anche intervenuto sulla controversa norma di abuso di ufficio spesso, a torto o a ragione, indicata da alcune forze politiche come limitante per l’azione delle amministrazioni. “Non aboliamo affatto l’abuso di ufficio ma prevediamo che ci sia una precisa violazione di norme e non di principi generali”, afferma Conte che sulla riforma (a tempo) del danno erariale inoltre prosegue: “Fino al 31 luglio 2021 la responsabilità per danno erariale sarà limitata al solo dolo. Resterà la responsabilità per colpa, per omissioni e quindi inerzie, ritardi. E’ un incentivo a operare. Colpiamo chi non fa”.

Basta aver paura di fermare
In pratica con le due riforme si vuole punire di più chi non fa che chi fa ma male. E’ questo l’intento dell’esecutivo e il presidente del Consiglio lo ribadisce: “Basta paura: conviene sbloccare. Arriva una piccola rivoluzione per i funzionari pubblici. Con la nuova normativa ci saranno più rischi per il funzionario che tiene ferme le opere, non per quello che li sblocca: siamo arrivati a una situazione perversa per cui fa carriera chi non firma e chi si assume responsabilità rischia di esporsi a un soverchio danno. Dobbiamo fermare la paura della firma”, dichiara.

Protocolli legalità e antimafia più semplici
E sulla paura di infiltrazioni mafiose Conte chiarisce: “Vogliamo ancora più legalità e trasparenza: saranno facilitati i protocolli di legalità presso il ministero dell’Interno contro appetiti criminali, procedure urgenti per le certificazioni antimafia con ulteriori 82 banche date consultate. Abbiamo rafforzato i presidi di legalità”.

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