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Grado Giallo: storia sbagliata della fine di Pasolini

grado giallo

La speciale anteprima di “Grado Giallo” riaccende i riflettori sul controverso delitto Pasolini, inaugurando la III rassegna del festival, dedicata proprio a “I Misteri dell’Italia che cambia”. È una storia sbagliata, che comincia dalla tragica fine di un grande intellettuale, quella raccontata oggi dall’avv. Guido Calvi, storico legale di parte civile per l’omicidio Pasolini, primo di una serie di incontri nell’ambito del progetto “Al lus tal còur”, ideato dalla Cooperativa Damatrà.

Si accendono i riflettori sulla III edizione del festival letterario “Grado Giallo”, in programma dall’1 a 3 ottobre 2010 a Grado, incentrato quest’anno su “I Misteri dell’Italia che cambia: crimini ambientali, ecomafie e fantapolitica”. In linea con il tema del festival, l’anteprima ha voluto riportare l’attenzione su “Una storia sbagliata”, quella della tragica fine di Pier Paolo Pasolini, il cui racconto è stato affidato a chi, da oltre trent’anni cerca di fare luce su questa controversa vicenda, l’avv. Guido Calvi, storico legale di parte civile per l’omicidio del poeta.

Un incontro che costituisce la prima tappa del progetto “Al lus tal còur”, ideato dalla Cooperativa Damatrà e promosso dal Centro Studi Pasolini di Casarsa in collaborazione con la Biblioteca civica di Grado e la Biblioteca di Casarsa, allo scopo diffondere fra i ragazzi delle scuole secondarie la conoscenza di Pier Paolo Pasolini e della sua vita “corsara” di poeta scandaloso, critico lucido e feroce, intellettuale visionario con l’ideale di una gioventù padrona del proprio futuro.

Il Senatore Guido Calvi, durante il suo applauditissimo intervento, ha ripercorso i passaggi salienti di quello che lui definisce un clamoroso falso storico, soffermandosi sugli elementi che hanno permesso di riaprire per la terza volta il processo per giungere ad una verità che “paghi il debito dello stato italiano” nei confronti del grande poeta. L’ombra gettata sulla figura di Pasolini dalla sua controversa fine è riuscita ad offuscarne, proprio nel suo Paese natale, il valore come poeta, regista e intellettuale di straordinario acume, contrariamente a quanto accade all’estero in cui continua ad essere considerato uno dei principali protagonisti del ‘900. Lo scabroso e cupo scenario che è stato tracciato della sua morte, ha fatto sì che ne fosse cancellata la memoria. Per questo l’appello di Calvi si rivolge ai ragazzi, affinché sviluppino una coscienza critica verso i fatti e non cadano nella trappola mediatica di una verità artefatta, ma abbiano il coraggio di mettere in discussione la storia che viene loro proposta.
Soprattutto, Calvi li invita a ricercare la verità e a far rinascere Pasolini attraverso le sue opere che, seppur scritte da oltre trent’anni sono ancora oggi di straordinaria attualità, rivelando la sorprendente capacità di analisi e lettura delle tendenze e dinamiche che attraversano la società.

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