IMMIGRAZIONE: PRESENTATO CONVEGNO INTERNAZIONALE CARITAS A GORIZIA

Trieste, 16 set – E’ stato illustrato oggi a Trieste alla
presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora
Serracchiani, da parte dell’arcivescovo di Gorizia Carlo Maria
Redaelli e dal responsabile per l’immigrazione della Caritas
italiana Oliviero Forti, l’annuale meeting internazionale della
Caritas del Mediterraneo: “Migramed 2016”, che si terrà nel
capoluogo isontino martedì 20 settembre e che continuerà nelle
successive giornate fino a venerdì 23, con tappe a Klagenfurt e
Lubiana.

Come ha sottolineato l’arcivescovo Redaelli, Italia, Austria e
Slovenia sono tre Paesi confinanti che si trovano sulla rotta
balcanica. Rotta che lo scorso anno ha visto quasi un milione di
profughi transitare dalla Grecia verso il Nord Europa.

“Questo evento – ha detto monsignor Redaelli – rappresenta
un’occasione importante per riflettere sul tema delle migrazioni:
il fatto di essere organizzato in collaborazione con la Caritas
slovena e quella austriaca, e di essere itinerante, ci permetterà
di ragionare sulle complesse tematiche che coinvolgono i confini”.

Di storie difficili e spesso drammatiche ha parlato ancora
l’arcivescovo, riferendosi ai profughi provenienti da territori
devastati dalla guerra e dall’oppressione, dove in molti casi chi
fugge lo fa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari.

“Aldilà della complessità della situazione – ha spiegato
monsignor Redaelli – nella nostra Regione c’è accoglienza, che
però ha la necessità di essere distribuita omogeneamente, perché
in questo modo ci sono maggiori possibilità di integrazione”.

La presidente Serracchiani da parte sua ha ricordato lo sforzo
compiuto dall’Amministrazione regionale, unitamente a quello dei
Comuni che ospitano i profughi, nell’affrontare un fenomeno
globale di estrema complicatezza, applicando un’accoglienza
diffusa che in diverse occasioni ha consentito un’armonica
convivenza con il territorio; in particolare, come nei casi di
Palmanova, Venzone, Nimis e Lignano, dove i richiedenti asilo
sono stati coinvolti in alcuni lavori di pubblica utilità.
ARC/GG/ppd

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