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La fine del mondo storto di Corona vince il Premio Bancarella

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“Il mondo storto” di Mauro Corona, edito da Mondadori, ha vinto la 59/a edizione del Premio Bancarella, aggiudicandosi il riconoscimento dei librai e bancarellai di libri con 75 voti su 189. Lo spoglio della votazione, come di consueto, nella piazza di Pontremoli, con un piccolo fuoriprogramma: a causa della pioggia la serata, condotta dalla giornalista di Sky Letizia Leviti, ha dovuto trasferirsi in un’altra piazza coperta da un maxi-gazebo. Corona si è schermito di fronte alla vittoria dicendosi di non rendersi neanche conto del perché il suo libro sia finito nella sestina dei finalisti. Poi l’omaggio ai librai e ai bancarellai dei libri, definiti dallo scrittore-montanaro “gli sherpa degli scrittori”. Il libro di Corona immagina che un giorno il mondo si svegli e scopra che sono finiti il petrolio, il carbone e l’energia elettrica. La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c’é nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini si accorgono che tutto il benessere conquistato, fatto di oggetti meravigliosi e tecnologia all’avanguardia, è perfettamente inutile. Così si comincia a capire che la salvezza è nella memoria, nel sapere dei nonni che ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Dopo “Il mondo storto” il libro che ha avuto più voti è “Non chiedere perché” di Franco Di Mare (Rizzoli), quindi “Dictator – Il trionfo di Cesare” di Andrea Frediani (Newton Compton), poi “Lepanto” di Alessandro Barbero (Laterza), “Il romanzo dei Mille” di Claudio Fracassi (Mursia) e, infine, “A piccoli colpi di remo” di Alberto Cavanna (Arte Navale)

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