Life Magredi Grasslands è tra i 27 finalisti come miglior progetto Life d’Europa. VOTATE per farlo vincere!

Il progetto Life Magredi Grasslands è tra i 27 finalisti come miglior progetto Life d’Europa. Ti invitiamo a votare per far entrare il progetto nella cinquina dei vincitori. Il progetto è dedicato alla conservazione delle ultime praterie aride della pianura friulana i cosiddetti Magredi, alla loro ricostituzione a partire da terreni agricoli abbandonati o attraverso interventi di decespugliamento, controllo delle specie vegetali alloctone e trapianto delle specie botaniche più rare e maggiormente minacciate.

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Ad oggi, 12 settembre il progetto è al secondo posto. Aiutiamolo a vincere

Con i loro silenzi ed immobilità i magredi costituiscono un ecosistema unico dominato dalla presenza dei sassi localmente chiamati “claps”. Il filmato esplora l’ambiente delle praterie aride nei suoi vari aspetti rivelando poco a poco come, quello che, soprattutto e d’estate e d’inverno, appare un deserto arido e sassoso, nasconde in realtà un ambiente ricco di biodiversità. Steppe tutte friulane miracolosamente sopravvissute ai margini della pianura Padana. Per questo la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia ha sviluppato il progetto LIFE MAGREDI GRASSLANDS in cui sono stati ripristinati più di 400 ettari di praterie aride su 4 aree protette importanti a livello europeo. Il documentario evidenzia le varie fasi degli interventi di recupero dei prati magri minacciati dall’avanzata del bosco, ma soprattutto dall’invasione di arbusti alloctoni estranei al contesto degli stessi magredi. Grazie a questa iniziativa vengono gettate le basi per trasformare i magredi da luogo abbandonato ad occasione per conservare e valorizzare un territorio al tempo stesso inusuale, straordinario ed inaspettato nel contesto regionale, italiano ed europeo.

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Questo progetto è dedicato alla conservazione e al ripristino delle ultime praterie aride della pianura friulana, nel nord Italia. Chiamate “magredi” queste insolite praterie crescono su terreni grossolani depositati da tre fiumi prealpini. A causa della scarsa qualità del suolo, il terreno è altamente permeabile, consentendo solo ad alcuni tipi di piante di crescere qui.

Queste cosiddette “praterie secche del sub-mediterraneo orientale” sono ormai quasi scomparse dalle pianure del nord Italia. L’abbandono delle pratiche tradizionali, come la falciatura e il pascolo estensivo, combinato con uno spostamento verso una produzione più intensiva di soia e mais, ha fatto sì che la loro gamma si riduca drasticamente nel corso degli anni, lasciando solo piccole sacche isolate di habitat qua e là. Il poco che rimane sta rapidamente diventando ricoperto di arbusti e invaso da specie vegetali non autoctone.

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha quindi deciso di avviare un progetto LIFE per aiutare a ripristinare e ricollegare i magredi rimasti nella sua regione. Concentrandosi su terreni agricoli abbandonati all’interno di quattro siti Natura 2000, la macchia è stata ampiamente ripulita e la specie di piante invasive Amorpha fruticosa è stata rimossa ove possibile. Nelle aree ripristinate è stato reintrodotto lo sfalcio, sono stati seminati semi di graminacee selvatiche e reintrodotte nella zona specie vegetali autoctone rare, come le orchidee, dopo essere state propagate in vivai specializzati.

Grazie a queste azioni sono stati ripristinati e ricollegati quasi 500 ha di prati aridi, il che corrisponde ad un aumento del 5,7% di questo tipo di prati nella Regione Friuli Venezia Giulia. Le praterie recentemente ripristinate possono ora beneficiare di sovvenzioni dal Programma di sviluppo rurale per garantire la loro gestione continua. La conoscenza dei magredi e la consapevolezza del loro valore è stata inoltre accresciuta attraverso postazioni periodiche su Internet, pannelli informativi sul territorio, materiale educativo e informativo, trasmissioni televisive e radiofoniche e numerosi incontri con la popolazione locale.

Il progetto ha avuto un impatto positivo su molte specie vulnerabili e rare associate a questo tipo di habitat. Anche il lupo ha fatto un incerto ritorno, molto probabilmente attratto da un aumento delle prede, costituito da specie tipiche di prateria come i cervi Capreolus capreolus e Cervus elaphus, la lepre Lepus europaeus e il cinghiale Sus scrofa.

This project is dedicated to the conservation and restoration of the last dry grasslands on the plains of Friuli, in northern Italy. Called “magredi” these unusual grasslands grow on coarse soils deposited by three pre-alpine rivers. Because of the poor quality of the soil, the terrain is highly permeable, allowing only certain types of plants to grow here.

These so-called ‘Eastern sub-Mediterranean dry grasslands’ have now almost disappeared from the plains of northern Italy. The abandonment of traditional practices, such as mowing and extensive grazing, combined with a shift towards a more intensive production of soybean and maize, has caused their range to shrink dramatically over the years, leaving only small isolated pockets of habitats here and there. The little that remains is fast becoming overgrown with shrubs and invaded by non-native plant species.

The Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia therefore decided to launch a LIFE project to help restore and reconnect the remaining magredi in its region. Focusing on abandoned agricultural land within four Natura 2000 sites, scrub was extensively cleared and the invasive plant species Amorpha fruticosa removed wherever possible. Mowing was re-introduced to the restored areas, wild grass seeds were sown and rare native plant species, such as orchids, were reintroduced to the area, after being propagated in specialised nurseries.

Thanks to these actions, almost 500 ha of dry grasslands have been restored and reconnected, which corresponds to an increase of 5.7% of this type of grasslands in the Friuli Venezia Giulia Region. The newly restored grasslands are now eligible for subsidies from the Rural Development Programme to ensure their continued management. Knowledge of the magredi and awareness of their value has also been heightened through regular posts on the Internet, information boards across the territory, educational and information material, television and radio broadcasts and many meetings with the local population.

The project has had positive impact on many vulnerable and rare species associated with this type of habitat. Even the wolf has made a tentative comeback, most probably attracted by an increase in its prey, which consists of typical grassland species such as the deers Capreolus capreolus and Cervus elaphus, the hare Lepus europaeus and the wild boar Sus scrofa.

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