Nuova mission per il Distretto delle Tecnologie Digitali

mario pezzetta
Il Distretto delle Tecnologie Digitali cambia rotta. Dopo aver favorito, per anni, l’incontro tra le imprese del digitale, ora si apre all’esterno, proponendosi come interlocutore privilegiato per quelle aziende manifatturiere che vogliono puntare sul digitale per crescere e svilupparsi. Ad anticiparlo è il presidente di Ditedi, Mario Pezzetta, che annuncia anche la pubblicazione di un bando per la selezione di un project manager del Distretto.
Partiamo dal project manager.
«Entro fine gennaio contiamo di individuare il nuovo project manager, che avrà il compito di lavorare alla promozione di reti di impresa in cui partner privilegiati saranno le imprese della manifattura desiderose di cooperare con le aziende del digitale. Sempre che intervenga una modifica alla legge regionale Rilancimpresa che consenta alle aziende Ict di fare parte a pieno titolo delle reti di impresa e non, come ora, soltanto in veste di fornitrici di servizi».
Vi siete già mossi in tal senso?
«Per ora ci siamo confrontati con il presidente di Confindustria Udine Matteo Tonon, che ha assicurato il suo impegno perché questa prospettiva di consolidamento della produzione manifatturiera in regione possa realizzarsi. La digitalizzazione “spinta” consentirebbe infatti alle nostre aziende di competere alla pari con le concorrenti a livello globale. Serve capacità di incorporare nei processi produttivi il digitale di ultima generazione (internet delle cose, manifattura 4.0)».
Come potrà avvenire, nel concreto, questa collaborazione con il mondo manifatturiero?
«Compito del Ditedi sarà quello di favorire e consolidare nuove relazioni tra le aziende del digitale e della manifattura, chiamate a rigenerare prodotti e processi. Alcune buone prassi potranno avere inizio nel nostro Knowledge center, altre direttamente sul territorio».
Poi ci sono le azioni rivolte ai cittadini e agli imprenditori.
«Il Distretto, anche nel 2015, ha promosso decine di incontri di formazione e di avvicinamento al digitale rivolti agli anziani, agli studenti, agli imprenditori. Tutte attività che abbiamo potuto organizzare grazie al sostegno della Regione. Ora dovremo trovare risorse nel mondo delle imprese, anche se questo non è del tutto giustificato».
Com’è cambiato, se è cambiato, in questi anni, il rapporto tra società e digitale in Fvg?
«C’è sicuramente una sensibilità maggiore sul tema, però la velocità di risposta da parte di pubblico e privato è spesso troppo lenta. Servono una vera rivoluzione culturale, e investimenti adeguati, per metterci al passo delle grandi economie mondiali. In questo le aziende del Ditedi possono dare una grande mano, in qualche caso nel ruolo di start up, sia alle aziende che operano nella manifattura sia a quelle dei servizi. E possono anche dare un contributo strategico alla sburocratizzazione della pubblica amministrazione. Questa è la sfida per il futuro che dobbiamo cogliere».

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