Bearzi

Omicidio Basiliano: ragazza accoltellata davanti a fratello dall’ex convivente


E’ l’ennesimo ‘femminicidio’. Stavolta consumato in Friuli, in una frazione di Basiliano, la cui tranquillità questa sera è squarciata dai lampeggianti dei carabinieri e dall’andirivieni di uomini in divisa, magistrati, anatomopatologi, uomini della Scientifica. Anche stavolta, una incredibile tragedia annunciata: la vittima – Lisa Puzzoli, di 22 anni – dal 2010 aveva presentato già ben tre denunce di persecuzione nei confronti dell’ex convivente, Vincenzo Manduca, di 27, di Forlì. Lo stesso che nel tardo pomeriggio è andato a casa di lei e, indifferente alla presenza del fratello della giovane, l’ha uccisa con un coltello. Da tempo i due non vivevano più insieme, grosso modo da quando la Puzzoli ha dato alla luce una bimba che oggi ha due anni. Il futuro omicida non era convinto di esserne il padre, non l’ha mai riconosciuta. Ad agosto l’esame del Dna ha sancito che la piccola è figlia della ex coppia. La dinamica della vicenda, non ancora ricostruita nel dettaglio, non si differenza dal cliché del femminicidio: dopo vari episodi di stalking e molestie, questo pomeriggio, forse già con un coltello in tasca, Manduca, partito come spesso faceva da Forlì, raggiunge la ex convivente nella sua casa di Basiliano, dove la giovane viveva con la bimba, a pochi metri dall’ abitazione dei genitori e del fratello. Tra lei e l’ex convivente stavolta forse non c’é stata alcuna lite, nessun problema sul fatto che lui vedesse la figlia, come accaduto in passato. Tanto, che tra i due era in corso una vertenza legale. Al contrario, a freddo, secondo una prima ricostruzione della tragedia, Manduca ha estratto il coltello e l’ha colpita più volte. Sarà l’anatomopatologo a stabilire l’esatto numero di coltellate. Da copione il seguito, forse anche questo già delineato nelle intenzioni dell’omicida: nessun pentimento ma la necessità in qualche modo di scagionarsi, di pagare. Esce di casa, arriva nella piazza del paese e telefona al 112: “Ho ucciso la mia ex fidanzata, ditemi dov’é la caserma che vengo a costituirmi”. L’operatore nel dubbio lo trattiene al telefono, quanto basta perché i militari lo raggiungano dalla stazione di Campoformido e lo prendono in consegna. Sono loro a condurre le indagini, insieme con il Nucleo investigativo di Udine che compie i rilievi, tutti coordinati dal sostituto procuratore Marco Panzeri.

(di Francesco De Filippo e Elena Viotto) (ANSA)

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