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Ragazza uccisa a Udine: sentito anche ex fidanzato

UDINE, 17 SET – C’e’ anche l’ex fidanzato di Silvia Gobbato tra le persone gia’ ascoltate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Udine, che stanno indagando per fare luce sull’omicidio della ragazza, accoltellata lungo l’ippovia del Cormor, nella tarda mattinata di oggi. Nella caserma dei carabinieri di Udine sono state sentite diverse persone, tutte informate sui fatti, nessun indagato, tra i passanti che hanno percorso l’ippovia quando la ragazza e’ stata uccisa e tra chi conosceva la ragazza. L’arma del delitto, un coltello, non e’ stata ancora trovata. I carabinieri l’hanno cercato a lungo sulla scena del crimine, anche con l’ausilio di un metal detector.

”Sono sconvolto”. Sono queste le prime parole pronunciate dall’avvocato udinese Gianni Ortis, noto per essere stato in passato anche candidato sindaco della città, presso il cui studio legale la giovane donna uccisa a Udine aveva completato il praticantato.
”Era una ragazza bravissima – ha detto all’ANSA –
dolcissima. Quello che è successo è qualcosa di assolutamente
inspiegabile. Aveva superato lo scritto dell’esame di avvocato
con successo, era risultata seconda tra tutti i candidati della
Corte d’Appello di Trieste. Doveva fare l’orale il 7 ottobre”.
Nello studio legale la giovane aveva fatto amicizia con il
figlio dell’avvocato, anche lui praticante, che le aveva
trasmesso la passione per il jogging. Entrambi facevano parte
del gruppo marciatori udinesi. Spesso, come è accaduto oggi,
andavano a correre insieme. L’ippovia del Cormor era uno dei
tratti che percorrevano per tenersi in allenamento, come fanno
molti appassionati di corsa della zona udinese, in una zona
molto frequentata.
Probabilmente quando si è verificata la tragedia i due
avevano quasi terminato il percorso. Il ragazzo, come spesso
capitava, era andato avanti, con il suo passo. Poi si era
fermato ad aspettarla, ma non vedendola arrivare è tornato
indietro a cercarla e ha incontrato un altro passante che gli ha
riferito di aver trovato un cadavere. I due uomini hanno quindi
dato l’allarme. Entrambi sono stati a lungo sentiti dagli
inquirenti come persone informate sui fatti.

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